15 febbraio 2016

VOGLIONO ABOLIRE LE PENSIONI DI REVERSIBILITA’

VOGLIONO ABOLIRE LE PENSIONI DI REVERSIBILITA’

ABOLITE LE PENSIONI DI REVERSIBILITA’ FINISCE ANCHE IL MAMMISMO. L’ITALIA SI EMANCIPA. RENZI SIA LODATO
Forse non ce la faranno al primo colpo, ma ormai il problema è stato sollevato e andranno avanti fino a che l’idea non verrà accettata e così le pensioni di reversibilità potranno essere tolte con il consenso della maggioranza degli elettori. D’altronde chi non lavora non mangia e le vedove che ricevono la pensione del marito defunto sono chiaramente delle parassite, usufruiscono di un privilegio immeritato, visto che non ricevono denari derivanti dal frutto del loro lavoro.
Se penso a mia madre, è un caso esemplare: non ha mai lavorato, non hai mai pagato un soldo di contributi. La sua vita è stata totalmente inutile per la società. Ha sempre fatto la casalinga, si è limitata a generare e a crescere il sottoscritto, che è sempre più critico e ostile a questo sistema. Da qualsiasi parte la si prenda, mia madre è stata un danno. E lo è ancora adesso, visto che, nonostante tutto, percepisce come pensione l’iperbolica cifra di 1.500 euro al mese.
Nello stato in cui si è ridotta l’Italia potrebbe essere oggetto di invidia e riprovazione sociale, già mi vedo Massimo Giletti che alla domenica pomeriggio si scaglia contro di lei apostrofandola con un: “Ma non si vergogna a prendere così tanto di pensione nonostante non abbia mai versato un euro di contributi? Finché l’Italia sarà piena di individui come lei continuerà a essere giustamente bastonata dai mercati e lo spread salirà a 1.000. E’ ora di dire basta all’assistenzialismo”.
Immagino la riprovazione del giovane deputato del Pd in studio che accusa mia madre di essere la vera causa degli striminziti finanziamenti alla ricerca: “Se lei morisse adesso, avremmo le risorse per fare tornare in Italia due cervelli in fuga”. Povera mamma, una volta scagliata questa sentenza definitiva, le telefonate minatorie in piena notte sono una certezza. Il martellamento sarebbe tale che, spaventata ed esasperata, tornerebbe da Giletti per fare autocritica e rinunciare volontariamente ai 1.500 euro al mese per accontentarsi dei 500 erogati dall’assistenza sociale. “E si ricordi signora, non avendo lei mai versato un contributo dovrebbe essere infinitamente grata a questo governo che le dà comunque quanto basta per non morire di fame”, la ammonirebbe Giletti.
Già, ma con 500 euro la povera mamma che può fare? Sì, viene da una famiglia contadina, è stata abituata alle ristrettezze, però, data l’età, è un po’ acciaccata, deve prendere le medicine, fra ticket vari le partono più o meno 100 euro al mese. E il riscaldamento dove lo mettiamo? Insomma, per assicurarle la sussistenza dovrebbe dare un aiutino il figlio, cioè io, regalandole, stiamo bassi, 500 euro al mese. Il guaio è che mi hanno tagliato lo stipendio perché c’è la crisi e quei 500 euro sono tutti i consumi voluttuari che mi posso permettere (cena fuori, un capo di abbigliamento decente). Per fortuna di mia madre non ho figli, altrimenti quei 500 euro non avrei mai potuto darglieli. Ma se mi privassi di 500 euro al mese passerei anch’io a uno stato di mera sussistenza. Avendo azzerate le mie capacità di spesa voluttuaria non esisto più per il marketing, anche la mia vita è totalmente inutile.
E così il provvedimento del governo Renzi ha preso due piccioni con una fava: l’abolizione delle pensioni di reversibilità è riuscita a eliminare non uno, ma due consumatori. Io sono l’indotto della miseria. Cosa che comunque lascia indifferenti gli uomini di marketing. E’ vero che in un momento di frivolezza, mia madre ha comprato il profumo di Dolce & Gabbana e da domani non se lo potrà più permettere. Ma chi se ne frega, quando grazie alla globalizzazione decine di milioni di cinesi potranno acquistare quella fragranza?
C’è comunque un’altra possibilità. Potrei rimanere indifferente al grido di dolore materno e continuare a tenermi i 500 euro necessari per le spese voluttuarie. E così si compirebbe il miracolo. Renzi sarebbe riuscito a raggiungere l’obiettivo voluto da Mario Monti: cambiare la mentalità degli italiani. E lo avrebbe fatto nella maniera più radicale, eliminandone la caratteristica più deleteria: il mammismo. Le mamme private della pensione di reversibilità verrebbero rottamate dai figli. Costrette a tagliare sull’alimentazione e sulle medicine, non sopravviverebbero più di un paio d’anni alla morte del coniuge.
Una versione soft di quanto avviene nelle aree più retrograde dell’India, dove, una volta deceduto il marito, le vedove vengono eliminate perché devono seguirne la stessa sorte. Risultato curioso per una società che a ogni spron battuto proclama l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile. Si sono barattate le quote rosa nei cda con l’indigenza di centinaia di migliaia di vedove. Ma è stato sradicato il mammismo e sempre più individui sono venuti a contatto diretto con la durezza del vivere, come auspicava Tommaso Padoa-Schioppa. Stavolta abbiamo fatto sul serio i compiti a casa, forse non arriverà la Troika. Grazie, Matteo Renzi.

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