10 febbraio 2016

Virus Zika. Bisogna sterminare le zanzare, non i bambini innocenti

Virus Zika. Bisogna sterminare le zanzare, non i bambini innocenti

Intervista al virologo Carlo Federico Perno: «Non esiste alcuna causa-effetto fra il contagio e la microcefalia dei bambini. Si rischia di uccidere milioni di bambini sani»
Cosa sappiamo del virus Zika? E cosa dobbiamo pensare degli appelli ai paesi del Sudamerica perché si faciliti il ricorso all’interruzione di gravidanza? Zeid Raad al-Hussein, alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani, è stato esplicito: «Le leggi e le politiche che restringono il loro accesso a questi servizi (quelli legati all’aborto, ndr) devono essere riviste con urgenza, allineandosi agli obblighi internazionali sui diritti umani per garantire il diritto alla salute per tutti». L’allarme è scattato a causa della segnalazione della crescita (soprattutto in Brasile) di casi di microcefalia nei feti. Secondo alcuni esperti, tali malformazioni sarebbero dovute al virus. Di qui la richiesta ai paesi di introdurre o di permettere l’aborto. Posizione non condivisa dalle conferenze episcopali dei vari paesi sudamericani che hanno denunciato la campagna mediatica per l’interruzione di gravidanza. «La priorità – ha detto il segretario della Conferenza episcopale colombiana – deve essere sterminare la zanzara vettore della malattia e non i bambini innocenti».
«Mi pare un’operazione ideologica», spiega a tempi.it Carlo Federico Perno, docente di Virologia all’università di Roma Tor Vergata.
Dottor Perno, quando è stato scoperto il virus Zika?
Il virus è molto noto, dato che è stato scoperto ormai quasi settant’anni fa, precisamente nel 1947. Da sempre, poi, è conosciuto come un virus sostanzialmente innocuo.
Come avviene il contagio?
In maniera quasi del tutto esclusiva, nel 99,99 per cento dei casi, attraverso la puntura di una zanzara nota in latino come “aedes aegypti” e presente nella zone tropicali. Ora si ipotizza che nello 0,01 per cento dei casi il contagio possa avvenire per via sessuale, ma è tutto da verificare.
Cosa può accadere a una donna incinta?
Il virus si sta diffondendo maggiormente a causa del numero crescente di questa specie di zanzara, dovuto a un cambiamento climatico nelle zone tropicali. E poiché circa una trentina di bambini nati recentemente, una percentuale bassissima sulle centinaia di migliaia nati in quelle zone, hanno contratto la microcefalia, un ricercatore indiano ha ipotizzato che vi sia una causa-effetto fra il virus e la contrazione della malattia da parte del bambino in grembo. Dal punto di vista scientifico, però, tale ipotesi non è provata, poiché occorre una casistica enormemente più ampia per dimostrare una correlazione di causa-effetto. In questo caso, i numeri sono bassissimi. Considerando anche che il virus si sta diffondendo maggiormente e che molte madri incinta probabilmente lo hanno contratto senza saperlo (nell’80 per cento dei casi non ci si accorge di essere affetti dati i sintomi spesso molto lievi, ndr), in paragone il numero dei bambini affetti da microcefalia risulta ancora più irrisorio.
Che sintomi causa la microcefalia?
Dipende, possono essere importantissimi e causare la morte di un bambino in grembo o impercettibili.
L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, nonostante l’Oms abbia chiarito che la relazione fra virus e malattia non è provata, ha lanciato l’allarme chiedendo la legalizzazione dell’aborto.
Pensare di fare abortire tutte le donne incinte nelle zone tropicali, che solo potenzialmente potrebbero aver contratto il virus e che, anche in tal caso, solo potenzialmente potrebbero dar vita a un figlio affetto da microcefalia, una malattia dalla gravità variabile, è folle e fuori da ogni ragione scientifica. Se poi si aggiunge che le donne in causa sarebbero centinaia di migliaia, come emerge dagli alti tassi di nascite in questi paesi, vorrebbe dire permettere di praticare un’operazione abortiva di massa. E solo in base a un’ipotesi non verificata. Quale medico dotato di un minimo di raziocinio farebbe una scelta simile? Non si applica questo metodo nemmeno con i prodotti di consumo. Chi ne getterebbe via migliaia perché qualcuno potrebbe essere, forse, difettoso? In generale credo che un medico non debba procurare la morte a nessun essere umano malato, ma in questo caso è ancor più folle perché si rischia di uccidere milioni di bambini sani. Mi sembra un’operazione ideologica finalizzata a legalizzare l’aborto in paesi che lo proibiscono.

Foto Ansa
Fonte: Tempi
Posta un commento

Facebook Seguimi