05 febbraio 2016

Si avvicina la liberazione di Aleppo con l’avanzata dell’Esercito siriano mentre i negoziati a Ginevra vengono interrotti

Si avvicina la liberazione di Aleppo con l’avanzata dell’Esercito siriano mentre i negoziati a Ginevra vengono interrotti

Prosegue sul terreno l’offensiva dell’Esercito siriano sia verso Aleppo, sia  sul fronte Ovest, mentre i gruppi terroristi, appoggiati dai sauditi, turchi e USA , martellati dall’aviazione russa e dai colpi delle forze siriane, subiscono colossali perdite e devono arretrare in cerca di vie di fuga.
Le forze siriane nelle ultime ore hanno respinto un attacco terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo) su Deir al- Zur (este) ed hanno ucciso 40 miliziani componenti del gruppo Yeish al-Fatah ad Hama (ovest).
Secondo quanto comunicato dall’agenzia SANA, l’esercito siriano ha distrutto due veicoli caricati con esplosivo che i miliziani jihadisti volevano utilizzare contro le difese dell’aereoporto di Deir al Zur. Vari miliziani sono rimasti uccisi o feriti nell’operazione, ha aggiunto la stessa fonte.
Allo stesso modo la fonte spiega che il gruppo di “Yeish al-Fatah”, oltre ai suoi componenti rimasti uccisi, ha perso un magazzino di munizioni individuato e distrutto in una operazione lanciata dai soldati siriani contro le sue posizioni nella provincia di Hama.
I nuovi successi dell’Esercito siriano fanno registrare l’avanzata inarrestabile delle forze siriane in tutto il territorio della Siria, con l’appoggio dell’aviazione russa-siriana che ha continuato a martellare incessantemente le posizioni dei gruppi terroristi.
Fonte: Hispan Tv
Nota: Non sono bastati gli aiuti in armi, munizioni, equipaggiamenti, fatti arrivare attraverso la Turchia dai Sauditi e dal Qatar ai gruppi jihadisti per cambiare le sorti del conflitto che sono ormai saldamente in mano alle forze del presidente Bashar al-Assad e della coalizione Russa-siriana-iraniana (inclusa Hezbollah) che ha determinato l’arretramento delle milizie jihadiste da tutta la Siria.
Non è bastato neanche lo sfacciato appoggio dell’artiglieria turca che ha aperto il fuoco da dietro al confine turco per appoggiare la ritirata dei gruppi terroristi, mercenari provenienti da vari paesi, che sono stati messi in rotta a seguto della conquista della città di Rabia, nelle vicinanze del confine turco.
Nel frattempo si sono interrotti i negoziati a Ginevra e l’opposizione dei gruppi anti Assad denuncia come l’avanzata delle forze governative renda di fatto del tutto inutili i colloqui in atto per consentire una soluzione pacifica per la Siria, dal momento che l’opposizione siriana sostenuta da Stati Uniti, Arabia Saudita e Turchia, poneva come precondizione del negoziato l’uscita di scena del presidente Bashar al-Assad e la cessazione dei bombardamenti.
L’avanzata dell’esercito governativo starebbe invece a dimostrare l’esatto contrario, ossia la volontà di Assad di riprendere il pieno controllo del Paese ricacciando l’Isis al di fuori dalle zone occupate con il sostegno della Russia, dell’Iran e degli Hezbollah libanesi.
Il tentativo scoperto dell’opposizione siriana è quello di fermare l’avanzata dell’Esercito siriano per consentire ai gruppi terroristi di riorganizzarsi e ricevere nuovi aiuti, armi e miliziani dai loro patrocinatori turchi, sauditi ed americani.
Un gioco in cui Assad ed i russi non cadono, dopo cinque anni di conflitto diretto dall’estero dove si è dimostrato che i miliziani che combattono contro le forze siriane sono tutti stranieri provenienti da decine di paesi che con la Siria non hanno niente a che fare, trattandosi di sauditi, afghani, ceceni, libici, tunisini, egiziani, Kossovari, pakistani ,europei, ecc. tutti arruolati dai gruppi terorristi come ISIS e Al Nusra ed attirati dalle alte paghe finanziate dall’Arabia Saudita.
Alcuni di questi gruppi, a sprezzo del ridicolo, continuano ad essere definiti “oppositori moderati” dai governi di Washington e di Londra .
Nel frattempo continua la stucchevole propaganda sostenuta dai media occidentali che, dopo tutte le menzogne diffuse sulla Siria, continuano ad insistere nella necessità della “transizione” del dopo Assad, seguono a denunciare che gli “oppositori” di Assad vengono bombardati dall’aviazione russa, come se non fosse ormai noto che i gruppi ell’ISIS, Al Nusra, Yeish al-Fatah, ecc. sono tutti saldati in un unico fronte jihadista, costituito da miliziani salafiti, ispirati dall’ideologia wahabita, che hanno come unico obiettivo quello di rovesciare il regime laico di Damasco e costituire un califfato islamico in Siria, spartirsi i territori e proclamare la Sharia come unica legge, con l’idea di sterminare tutti i gruppi sciiti, alawiti, cristiani e drusi da loro considerati “apostati” della religione islamica sunnita. Vedi i loro proclami sul web, compresi quelli diffusi dai così detti “moderati”.
Risulta incredibile che i governi ed i media occidentali continuino a reggere questo gioco di propaganda diretto da Stati Uniti, Arabia Saudita ed Israele per assicurarsi le loro finalità strategiche ed i loro colossali interessi energetici sulla regione.
Queste finalità e questi interessi sono stati compromessi dall’intervento russo in Siria e questo spiega la ulteriore campagna di diffamazione e di contrasto alla Russia di Putin a cui non viene perdonato di aver mandato all’aria la strategia di Washington e dei suoi alleati.

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