15 febbraio 2016

Sardegna come la Liguria: regalato alla Francia un altro pezzo di mare

Sardegna come la Liguria: regalato alla Francia un altro pezzo di mare

Mar Ligure e Tirreno. O Mar Liguré e Tirrenò? E’ di poche settimane fa la notizia che il governo Renzi avrebbe, di nascosto il 21 marzo scorso, regalato un pezzo di mare al confine tra Liguria e Francia a questi ultimi. Notizia peraltro balzata agli onori delle cronache solo dopo che alcuni pescherecci della regione, convinti di pescare in acque italiane, sono stati fermati dalle autorità transalpine. Secondo le autorità italiane la cessione non aveva ancora effetto dato che non era stata ratificata. Ragioni non sufficienti per la Francia, che non intende attendere le lungaggini burocratiche nostrane per far valere l’accordo.
Notizie analoghe a quanto accaduto ai pescherecci liguri stanno, però, arrivando anche dalla Sardegna. E’ successo infatti che alcune imbarcazioni provenienti da Alghero ed impegnate in una battuta nelle zone dove erano solite recarsi siano anch’esse state fermate dalla guardia costiera francese, con l’accusa di aver violato le loro acque territoriali. “È solo così che tra si è scoperto che con un accordo internazionale siglato dal ministro degli esteri francese Fabius e da quello italiano Gentiloni erano state cedute porzioni infinite di mare alla Francia, guarda caso quelle aree notoriamente più pescose e battute dalle imbarcazioni della flotta sarda”, spiega Mauro Pili, due volte governatore della Sardegna e attualmente deputato, eletto con il Pdl ma poi passato al gruppo misto. La cessione, secondo la ricostruzione fatta dal parlamentare sardo, sarebbe avvenuta contestualmente a quella che ha visto la Liguria perdere un miglio di acque: “L’accordo siglato a Caen il 21 marzo del 2015 – ha spiegato Pili – è stato fatto scattare nei giorni scorsi in modo unilaterale dalla Francia, considerato che lo ha già fatto ratificare al proprio parlamento. Non altrettanto ha fatto il governo italiano che lo ha tenuto nascosto e non lo ha mai sottoposto al parlamento“. Pili ha presentato un’interrogazione urgente ai dicasteri competenti – Esteri e Agricoltura – oltre ad annunciare, incontrando i pescatori del nord dell’isola, possibili azioni “clamorose”.
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Pesanti le accuse lanciate anche dalla Lega Nord. “La notizia è vera. Anche se pare inverosimile: i nostri confini sono cambiati, abbiamo perso decine di miglia di acque territoriali al largo delle coste della Liguria e della Sardegna. E forse anche in altre coste di cui ancora non sappiamo nulla”, ha tuonatoRoberto Calderoli. “Pretendiamo – ha aggiunto il senatore – che il presidente Mattarella venga informato e intervenga immediatamente per fare chiarezza su questa vicenda e verificare se sono state cedute altre porzioni del nostro territorio ad altri Stati esteri
Il governo Renzi, per mano del ministero degli Esteri Paolo Gentiloni, non avrebbe in realtà tutte le responsabilità se non quella della firma finale. Il suo iter è infatti decisamente più lungo e data al 2006, quando sotto l’esecutivo Prodi iniziarono le trattative con la Francia, protrattesi poi costantemente negli anni (protagonisti sempre Prodi e poi Monti) fino al termine, con la ratifica governativa arrivata la passata primavera.
Il testo dell’accordo
Il testo dell’accordo
trattato Francia acque2trattato Francia acque3Nell’intesa, che supera la convenzione delle bocche di Bonifacio del 1986, si definiscono quelle che sono le nuove zone territoriale, rispettivamente italiane e francesi. Viste le modalità con le quali i diretti interessati – nonché i cittadini – stanno prendendo coscienza del fatto, non è escluso che anche altre siano le aree passate, in perfetto silenzio, sotto la sovranità di Parigi.
Filippo Burla

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