15 febbraio 2016

Odia l’Italia, non i nostri soldi: per Eva Klotz pensione da un milione di euro

Odia l’Italia, non i nostri soldi: per Eva Klotz pensione da un milione di euro
Odia l’Italia, ripudia il tricolore, per il quale è finita anche a processo per vilipendio, ma non i soldi che il tanto odiato Stato italiano ogni mese gli versa sul conto. E non sono neanche pochi: ora spunta un bonus di quasi un milione di euro.

Lei è Eva Klotz, meglio conosciuta in Alto Adige come la “pasionaria Sudtirolese”, figlia “d’arte” del terrorista dei B.A.S. (Comitato per la liberazione del Sudtirolo negli anni ’60) Georg Klotz, artefice di svariati attentati dinamitardi, dal 1976 attivista politica attiva sempre sull’onda del “via dall’Italia”. Inizia la carriera politica all’interno della SVP (Suedtiroler Volks Partei)principale partito tedesco in Alto Adige riuscendo in pochi anni a farsi eleggere consigliera comunale a Bolzano, poi consigiera provinciale ed infine consigliera regionale. Sua antica battaglia e slogan: “Suedtirol ist nicht Italien” (l’Alto Adige non è Italia). Ed è proprio a causa di questo suo radicalismo estremo che nel 1983 Klotz abbandona la SVP iniziando una carriera politica propria.


Nel 1989 è fondatrice e leader del movimento politico “Union für Südtirol” (Unione per l’Alto Adige), per il quale è stata consigliera provinciale, carica che, a norma dello statuto speciale della Regione, comporta anche il diritto a far parte del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige. Movimento, quello dell’“Union für Südtirol”, che abbandonerà nel 2007 lanciandosi in una nuova avventura dal sapor ancor più estremista: la nascita del suo partito “Südtiroler Freiheit”.

È con questo nuovo partito che Eva Klotz lancerà più e più battaglie anti-italiane come il falso referendum per l’autodeterminazione in Alto Adige e conseguente ri-annessione all’Austria. Ancora, è proprio in questi anni che installerà cartelli con la dicitura “Südtirol ist nicht Italien” in tutta la provincia di Bolzano, confine del Brennero in primis. Ancora, è in questi anni che sarà indagata e processata pervilipendio alla bandiera dopo aver pubblicato e affisso in tutto l’Alto Adige degli striscioni che ritraevano una scopa che spazzava via il tricolore italiano (paragonandolo a immondizia), lasciando solo i colori della bandiera italiana bianco e rosso che sono invece i colori della bandiera tirolese.

Questi solo alcune delle tante provocazioni anti-italiane portate avanti da frau Klotz. Tutte fatte con soldi italiani che la politica (almeno sulla carta) italiana ha percepito dal 1976 ad oggi. 


Anche lei colpita dallo scandalo vitalizi dei consiglieri regionali del Trentino Alto Adige nel 2014, la stessa ha sempre difeso il suo malloppo affermando che gli spettava di diritto. Oggi, oltre l’offesa, la beffa: alla ex consigliera regionale anti-italiana lo Stato ha versatoun “bonus” di quasi un milione di euro pari alla pensione maturata per la sua attività di consigliere provinciale e regionale. Si tratta più precisamente di 946.175 euro che sono entrati nelle casse della pasionaria sudtirolese ormai da oltre un anno ritirata a vita privata dopo aver abbandonato la politica per dedicarsi al marito. La cifra è frutto del calcolo della pensione da politico alla luce della nuova legge votata dalla regione autonomista e che taglia del 20% circa un precedente vitalizio; che la consigliera autonomista e altri suoi colleghi si erano impegnati a restituire in seguito a una feroce polemica esplosa a proposito dei privilegi per chi sedeva nell’assemblea regionale di Trento e Bolzano. Ciò che era uscito dalla porta, insomma, è rientrato dalla proverbiale finestra…

Mirco Minisini

Fonte: Il Primato Nazionale
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