01 febbraio 2016

Monsanto accusata di biopirateria: l’Europa revoca un brevetto irregolare sui meloni

Monsanto accusata di biopirateria: l’Europa revoca un brevetto irregolare sui meloni

L’Ufficio Europeo dei Brevetti (European Patent Office – EPO) ha revocato un brevetto irregolare sui meloni detenuto da Monsanto dopo un’udienza pubblica avvenuta il 20 gennaio a Monaco di Baviera, in Germania.
La coalizione europea No Patents on Seeds ha comunicato che il brevetto EP1962578 è stato revocato per motivi tecnici. Monsanto aveva dichiarato che dei meloni con una naturale resistenza ad un virus fossero una propria invenzione, derivata da incroci tra le coltivazioni senza ricorrere all’ingegneria genetica. In realtà lo stesso tipo di resistenza ai virus è stato rilevato neimeloni indiani.
Il Governo indiano ha supportato l’opposizione a Monsanto portata avanti da No Patents on Seeds inviando una lettera per richiedere che il brevetto venisse revocato. L’EPO ha ricevuto la lettera soltanto un giorno prima dell’udienza.
L’applicazione del brevetto costituisce unatto di pirateria che viola la legge indiana e i trattati internazionali. Il brevetto riguardava meloni con una resistenza naturale ai virus in violazione dei regolamenti europei sui brevetti.
Secondo No Patents on Seeds, la revoca del brevetto rappresenta un grande successo. Ora però a parere della coalizione è necessario che i politici si assicurino che le leggi vengano applicate in modo corretto e che i divieti non vengano più ignorati.
Monsanto dunque non avrebbe ‘inventato’ nessuna nuova varietà di melone resistente ai virus dato che meloni con le stesse caratteristiche vengono normalmente coltivati in India. Il brevetto detenuto da Monsanto non rispettava le regole dell’EPC ed ecco dunque la decisione di revocarlo. I meloni resistenti al Closterovirus sarebbero già stati individuati e classificati come tali decenni prima rispetto all’arrivo di Monsanto.
Ora però la decisione di revocare il brevetto potrebbe essere messa in discussione dalla stessa multinazionale. Nel frattempo No Patents on Seeds ha definito il brevetto di Monsanto come un atto di biopirateria nella sua forma più subdola innanzitutto perché la resistenza ai virus da parte dei meloni oggetto del brevetto non è stata inventata da Monsanto. Secondo la coalizione, imitare la natura non rappresenta un’invenzione originale.
Ad opporsi al brevetto di Monsanto sui meloni troviamo ancheVandana Shiva con Navdanya, la sua organizzazione per la custodia dei semi antichi e per la difesa degli agricoltori biologici indiani.
“Crediamo che le piante e i semi non siano invenzioni umane e che quindi non siano brevettabili. Questo brevetto si basa sulla biopirateria per via di caratteristiche tratte da varietà di melone autoctone dell’India – ha spiegato Vandana Shiva.
Multinazionali come Monsanto, Syngenta, Dupont, Dow, Pioneer e Bayer presentano ogni anno circa 100 richieste di brevetto all’Europa. Si tratta di brevetti per carote, patate, mais, meloni, pepe, riso, lattuga, pomodori, grano e cipolle, come emerso da una ricerca condotta da No Patents on Seeds. E’ evidente l’intento delle multinazionali di espandere il proprio dominio sulle sementi e il proprio controllo sul mercato dell’agricoltura.
Consulta qui il documento che attesta la revoca del brevetto.
Marta Albè
Fonte foto: Seed Freedom
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