10 febbraio 2016

Le schiave del sesso giurano vendetta all’Isis

Le schiave del sesso giurano vendetta all’Isis

“Le donne del sole” si preparano all’offensiva contro la città di Mosul
Le donne yazide, torturate, seviziate e violentate dai tagliagole di Daesh, hanno costituito un battaglione tutto al femminile per la lotta contro i loro aggressori in Iraq.
Migliaia sono state le donne e le ragazze yazide costrette a matrimoni forzati, “vendute” o, come fossero oggetti, date in “regalo” a combattenti e sostenitori dello Stato islamico. Molte di queste sfortunate schiave del sesso erano ragazze di 14-15 anni o persino più giovani e tante di loro non hanno avuto la forza di resistere all’orrore ed hanno scelto di togliersi la vita. Particolarmente feroce è stata la pulizia etnica nella regione di Sijnar, nell’Iraq nordoccidentale.
Circa 5000 appartenenti alla minoranza yazida (tra uomini e donne) sono stati catturati dai combattenti dello Stato Islamico ma solo 2000 sono riusciti a fuggire. Secondo le Nazioni Unite, circa 3500 persone sono ancora prigioniere dello Stato islamico in Iraq e Siria. I combattenti di Daesh considerano gli yazidi come adoratori del diavolo perché nella loro fede sono miscelati elementi di cristianesimo, zoroastrismo ed Islam. La maggior parte della popolazione yazida (quasi 500mila persone) è stata sfollata nei campi profughi del Kurdistan iracheno.
Un orrore che dura da mesi a cui le donne, principali vittime della ferocia fondamentalista, hanno deciso di reagire imbracciando i mitra ed affrontando gli aguzzini sul campo di battaglia, preparandosi ad un’offensiva contro la città di Mosul. “Ci difendiamo dal male. Difendiamo tutte le minoranze nella regione”, ha affermato il capitano delle “Donne del Sole” Khatoon Khider. Lei è una delle 100 donne yazide che sono state addestrate dai Peshmerga curdi. Ed altre 500 sono pronte ad arrivare come rinforzi.
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