08 febbraio 2016

LA UE CORRE IN SOCCORSO DELLA VOLKSWAGEN DOPO LA TRUFFA DEL DIESELGATE

LA UE CORRE IN SOCCORSO DELLA VOLKSWAGEN DOPO LA TRUFFA DEL DIESELGATE

Ormai non fa più notizia constatare che la UE è agli ordini della Germania, ma quello che è successo a Bruxelles in questi giorni ha il sapore della beffa! Mentre nelle città di mezz’Europa si moltiplicano iprovvedimenti di blocco del traffico, causa il superamento delle polveri sottili, i bravi eurocrati approvano nuove norme sugli ossidi di azoto più permissive del 110% rispetto alle precedenti e che consentiranno alle case automobilistiche, in primis allaVolkswagen, di farla franca per i prossimi cinque anni e di poter risparmiare di conseguenza decine e decine di miliardi di euro a totale scapito della salute pubblica potendo continuare a vendere indisturbati, almeno in Europa, vetture non in regola con le precedenti normative antinquinamento.
Insomma come dire se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna visto che la via più semplice per le compagnie automobilistiche era quella modificare le “regole del gioco” in corsa invece di adeguarsi a quelle in vigore!!!  
Ma veniamo ai fatti: mercoledì scorso 3 febbraio il Parlamento Europeo ha respinto la mozione (323 voti contrari, 317 a favore e 61 astensioni) presentata della stessa Commissione Ambiente che invece chiedeva misure più severe in merito alle emissioni di ossido di azoto (NOx) prodotte dai veicoli Euro 6.
Naturalmente l’ACEA (Associazione dei Costruttori) non ha potuto fare che brindare al successo dei propri lobbysti sguinzagliati fra i parlamentari europei per aver raggiunto l’obiettivo di non mettere in bilancio cifre da capogiro da devolvere in investimenti e ricerca per far rientrare le proprie autovetture nelle normative precedenti molto più restrittive in merito alle emissioni nocive.
Il tutto con enorme “soddisfazione” in primis della Volkswagen, la quale dopo la truffa dei software “taroccati” per eludere i rigidi protocolli statunitensi in tema di emissioni diesel, stava rischiando il tracollo in termini d’immagine e fiducia dei consumatori con ripercussioni devastanti per l’occupazione e per gli utili societari non per altro per multe e risarcimenti.
Da non scordare inoltre che il 20% del capitale della casa di Wolfsburg è detenuto anche dallo Stato tedesco per mezzo del Land della Bassa Sassonia e pertanto le pressioni da parte del governo centrale di Berlino sarà stato fortissimo per poter ottenere da parte del Parlamento Europeo un “ammorbidimento” così forte (+110%!!!) delle emissioni previste dalla vecchia normativa, nonostante il parere sfavorevole della Commissione Ambiente della stessa Commissione Europea.
Insomma un provvedimento fatto ad uso e consumo della Volkswagen e rafforzando l’opinione, ormai divenuta prassi consolidata, di anteporre gli interessi delle lobby industriali e delle multinazionali a quelli dei cittadini. Il tutto dopo aver indotto i cittadini stessi ad acquistare auto nuove con la chimera che inquinavano molto meno per poi inibire dall’usarle con la scusa dell’inquinamento.  
In ogni caso credo che si stia avvicinando sempre più il giorno in cui queste mezze maniche di euroburocrati agli ordini supini della Germania e dei lobbysti saranno costretti a scappare dalle loro poltrone avendo ignorato che l’Europa che era stata tanto promessa non era questa che ora stanno propinando in modo arrogante, presuntuoso e sfacciatamente di parte!
Antonio M. Rinaldi

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