17 febbraio 2016

La Turchia bombarda la Siria per il quarto giorno consecutivo (nel silenzio dei media)

La Turchia bombarda la Siria per il quarto giorno consecutivo (nel silenzio dei media)

500 SOLDATI DEL FREE SYRIAN ARMY SONO ENTRATE NEL TERRITORIO SIRIANO “PER FERMARE L’AVANZATA DELLO YPG”

La Turchia ha bombardato la Siria per il quarto giorno consecutivo con la scusa-pretesto di dover stanare i ribelli curdi protetti dal YPG. “Circa 150 terroristi sono stati uccisi”, scrive l’agenzia del regime di Ankara Yeni Safak.
Con l’esercito siriano, supportato da Russia e Iran, che si appresta a liberare Aleppo e tagliare le linee di rifornimento dei terroristi con la Turchia, i curdi consolidano la loro posizione nel nord del paese. Si tratta del peggior scenario possibile per Ankara, con il presidente Erdogan che non distingue più tra PKK (gruppo terrorista anche per gli USA) e  YPG (supportato apertamente dagli Usa). La Turchia ha paura che il YPG sia a breve, effettivamente, in grado di costruire l’embrione statale al confine.
Ci sono tutte le ragioni per sospettare che la Turchia non solo continuerà nel bombardamento di Azaz, ma inizierà un’invasione della Siria. Motivo ufficiale: “per combattere ISIS”.
Martedì abbiamo sommato diverse indicazioni da questo punto di vista, che dimotrano come un’escalation in Siria sia ormai imminente con Ankara disposta a partecipare “definitivamente” in un’operazione di terra. “Non è possibile finire la guerra senza”, ha dichiarato un funzionario turco a Bloomberg, parlando in condizioni di anonimato.
Scrive correttamente Zero Hedge come la logica sia sempre la stessa, la stessa che la Francia ha utilizzato per bombardare la Siria per frenare il flusso di rifugiati. Flusso che è aumentato dall’inizio delle operazioni francese. “E’ impossibile finire la guerra in Siria senza una nuova guerra in Siria”. Chiaro no?
Il funzionario turco ha anche escluso un’operazione unilaterale turco-saudita, anche se l’agenzia del regime di AnkaraYeni Safak scrive che la Turchia è pronta ad entrare dentro 10km di territorio siriano per stabile una “zona di sicurezza”.
La scusa: bloccare il flusso di migranti. Ma, prosegue Zero Hedge, sembra evidente che Ankara stia cercando il pretesto per ricreare un collegamento per rifornire al-Nusra e altri ribelli sunniti.
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