10 febbraio 2016

La battaglia di Aleppo decisiva per il futuro della Siria. I curdi strappano ai ribelli una base aerea

La battaglia di Aleppo decisiva per il futuro della Siria. I curdi strappano ai ribelli una base aerea

(Francesco Gori) – I ribelli islamici perdono terreno, stretti nella morsa di curdi ed esercito siriano supportato dai raid aerei russi e dalle milizie sciite di Hezbollah e dei pasdaran iraniani. L’ultimo colpo all’opposizione armata in Siria è stato inferto dalle milizie curdo-siriane Ypg che si sono impadronite di una base aerea militare nel nord della Siria approfittando proprio dell’offensiva russo-governativa nella regione di Aleppo. Lo hanno riferito fonti concordanti sul terreno, precisando che lo scalo aereo di Manakh, in precedenza in mano ai ribelli, è stato preso dalle forze curde di Afrin, che nell’area hanno di fatto sostenuto l’azione del governo di Damasco contro le forze anti-governative. Dopo aver messo in sicurezza la provincia di Latakia, il governo ha lanciato nuove offensive anche su Idlib e Deraa.
La manovre di terra dei governativi ha essenzialmente due obiettivi, oltre la conquista della seconda città della Siria: tagliare la strada principale che da Aleppo conduce al confine turco e conquistare la cittadina di Tal Rifaat, considerata l’ultima roccaforte dei ribelli del settore nord. Le truppe di Damasco hanno conquistato anche la cima di Barlaheen, altura da cui i sono in grado di controllare i movimenti di uomini e rifornimenti per i gruppi armati anti -Assad, oramai in ritirata.
Aleppo fin dai primi giorni del conflitto è stata divisa in due: da una parte i governativi e dall’altra i gruppi ribelli islamisti. Nel corso della guerra i gruppi armati dell’opposizone  hanno costantemente preso di mira i quartieri abitati dai cristiani, una minoranza che ha patito una vera e propria persecuzione da parte delle milizie anti Assad.
La città di Aleppo è ritenuta dagli analisti militari e dagli osservatori politici un crocevia per il futuro esito della guerra. La liberazione della città consentirebbe al presidente Assad di rafforzare la sua posizione alla guida del paese e a imporre alla comunità internazionale un diverso approccio nei colloqui di pace. La liberazione di Aleppo poi consentirebbe poi a Mosca e Damasco di concentrarsi sullo Stato Islamico,  un’offensiva che dovrà guardare a est, nella roccaforte Raqqa e nella città di Palmira, sito archeologico riconosciuto dall’Unesco che i jihadisti del Califfato hanno parzialmente distrutto.

Fonte: Sponda Sud
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