22 febbraio 2016

Assad: se la Turchia e l’Arabia Saudita invieranno truppe in Siria, saranno trattate come terroristi


Il presidente siriano Bashar al-Assad dichiara che, se la Turchia e l’Arabia Saudita envieranno truppe in Siria, saranno trattate come terroristi.

“Se questo avviene li tratteremo come stiamo trattando i terroristi. Difenderemo il nostro paese. Una azione simile costituirebbe una aggressione. Non hanno alcun diritto di intervenire in Siria, nè politicamente nè militarmente. Sarebbe questa una violazione della legge internazionale e per noi, come cittadini siriani, la nostra unica opzione è quella di combattere e difendere la nostra patria”, ha dichiarato Sabato il presidente Al -Assad.
Nel corso di una intervista esclusiva con il giornale spagnolo El Pais, il mandatario ha menzionato i bombardamenti turchi contro il territorio siriano ed ha ricordato che si tratta di un cambiamento di metodi, già che anteriormente questo Stato inviava i terroristi nl territorio siriano e stava operando per ottenere gli stessi effetti ed obiettivi.

“La Turchia è implicata negli avvenimenti in Siria fin dall’inizio“, ha precisato il presidente siriano per poi accusare il Governo di Ankara di aver inviato i terrroristi in Siria.
Rispetto alle sue aspettative per i prossimi 10 anni, Al-Assad ha dichiarato testualmente: ” per quello che mi riguarda, dopo 10 anni voglio essere ricordato come il Presidente che è stato in grado di salvare la Siria”, mettendo in chiaro nell’intervista che questo non significa che continuerà ad essere presidente fino a quel momento.

“A me non interessa di mantenere al potere la mia presidenza. Per me, se il popolo siriano vuole che io resti nel potere, allora rimarrò ma, se non lo vorrà, allora non sarò più presidente. Qualora non dovessi più essere in grado di aiutare il mio paese, allora sarà il momento che dovrò andarmene nell’immediato”, ha sottolineato Assad.

Circa le perdite di civili registrate nei bombardamenti aerei avvenuti nel nord del paese, il capo del Governo di Damasco ha segnalato che gli USA sono responsabili del caso ed i russi non hanno nulla a che fare con quell’episodio.
“Non esiste alcuna prova che i russi abbiano attaccato obiettivi civili. Loro sono molto precisi nei loro attacchi ed attaccano sempre, tutti i giorni, direttamente le basi e le postazioni dei terroristi. Sono al contrario i nordamericani quelli che hanno assassinato numerosi civili nella parte nord della Siria”, ha aggiunto il presidente siriano.

Secondo Al-Assad, la Siria ha necessità di aiuti dall’estero, in particolare dall’Iran e dalla Russia, nella sua lotta contro il terrorismo per una semplice ragione: “perchè più di 80 paesi sostengono con mezzi diversi i gruppi terroristi. Alcuni in forma diretta con denaro, appoggio logistico, armi e combattenti. Altri paesi gli offorno appoggio politico nei divesi consessi internazionali”.

Intanto il Presidente ha sottolineato l’avanzata delle forze siriane verso Al-Raqqa (al nord), il principale bastione del gruppo terrorista takfiri dell’ISIS in Siria, nello stesso tempo ha riconosciuto che “siamo ancora lontani dal liberare Raqqa”.

In altra parte delle sue dichiarazioni, Assad ha richiesto con urgenza all’Europa di levare l’embargo imposto alla popolazione siriana, “perchè in realtà non si tratta di un embargo contro il Governo siriano ma contro la popolazione siriana”.
Assad ha sottolineato l’impegno del Governo di Damasco nel combattere i terroristi e migliorare le condizioni di vita dei cittadini con ogni mezzo a sua disposizione e, in questo modo, permettere ai siriani di rimanere nel proprio paese.
“Questa è l’unica strada che può permettere alla gente di ritornare nel proprio paese. Sono sicuro che la maggior parte di quelli che sono fuori, vorrebbero un domani ritornare in Siria”, ha osservato Al-Assad all’ora di concludere che i rifugiati possono ritornare senza temere che il Governo prenda rappresaglie.

Nota: Dal marzo del 2011, quando scoppiò la crisi in Siria, ci sono state oltre 260.000 vittime ufficiali (nella realtà sono almento 400.000) secondo l’Osservastorio siriano per i Diritti Umani con sede a Londra.
La guerra in Siria, che i media occidentali continuano a definire come una “guerra civile” in realtà si è dimostratauna guerra per procura voluta dalle grandi potenze, con in testa gli USA ed i loro alleati, che, grazie alla complicità di Turchia, Arabia Saudita e Qatar, hanno introdotto in Siria un esercito di bande terroriste jihadiste e mercenari, si calcola fra i 38.000 ed i 45.000 di varie nazionalità, armati ed addestrati da queste potenze, per abbattere il Governo di Damasco e smembrare la Siria in più zone sotto protettorato turco, saudita ed americano.

L’intervento russo, dal 30 Settembre scorso, ha cambiato la situazione sul campo permettendo all’Esercito siriano di riconquistare una gran parte del territorio e questo ha determinato la reazione di Turchia ed Arabia Saudita che minacciano una operazione terrestre per “salvare” i gruppi terorristi da loro patrocinati, dall’offensiva delle forze siriane.

Fonte: Hispan TV

Traduzione e nota: Luciano Lago per Controinformazione
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