09 febbraio 2016

ARRIVA FINALMENTE IN ITALIA GOD’S NOT DEAD: IL FILM CAMPIONE D’INCASSI SULLA SCOMMESSA DELL’ESISTENZA DI DIO

ARRIVA FINALMENTE IN ITALIA GOD’S NOT DEAD: IL FILM CAMPIONE D’INCASSI SULLA SCOMMESSA DELL’ESISTENZA DI DIO

Sarà presto nelle sale italiane il film basato sul romanzo omonimo di Rice Broocks,  (precisamente God’s Not Dead: Evidence for God in an Age of Uncertainty) , che ricalca in parte l’esperienza di vita dello stesso autore.
Sul grande schermo la storia di Josh, un ragazzo ventenne cristiano evangelico, alle prese col professore di filosofia ateo.
L’insegnante chiederà a Josh la dimostrazione dell’esistenza di Dio, pena la bocciatura. Inizierà così un semestre di duro lavoro per il ragazzo, che per passare dovrà essere convincente non solo con il professore ma sopratutto con i compagni di corso.
Il film, diretto da Harold Cronk, é uscito negli Stati Uniti nel 2014 e, nonostante un critica avversa, ha incassato ben 64 milioni di dollari; 8.5 solo nel primo week.
Arriverà nelle nostre sale il prossimo 25 febbraio.
L’autore del libro, Rice Broocks, dedica adesso la sua vita a spiegare in modo razionale a scettici e increduli, come il messaggio di Dio sia “davvero reale e si è rivelato in natura, così come nella storia”.
“La vera fede non é cieca, è basata sulle evidenze. E c’è una quantità incredibile di prove che Dio non é morto “.
Per scoprirne qualcuna basterà a breve andare al cinema.

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«Dio è morto», diceva Friedrich Nietzsche. Ma immaginiamoci la faccia del filosofo a sentirsi rispondere «Non lo credo» dai Black Sabbath, i campioni del rock pesante “demoniaco” che nel 2013 hanno inciso God Is Dead?, e oggi persino da un film, il campione d’incassi God’s Not Dead.
Diretto da Harold Cronk, e interpretato da Kevin Sorbo (Hercules,Andromeda) e Shane Harper (High School Musical 2), God’s Not Dead è uscito negli Stati Uniti nel 2014 ma da noi arriva solo oggi. Merito della Dominus Production di Federica Picchi, la stessa che l’anno scorso ha vinto la scommessa con Cristiada (2012), la pellicola sui cristeroscattolici che negli anni 1920 si ribellarono alla persecuzione del governo social-massonico messicano.
God’s Not Dead mette in scena la sfida intellettuale tra una matricola universitaria, Josh Wheaton, e un professore di filosofia, Jeffrey Radisson, brillante, ateo, spocchioso e dispotico. Coerente fino al midollo, Radisson esige che i suoi studenti chiudano Dio in soffitta. Ma Josh non ci sta, e unico della sua classe, tiene testa al prof. a colpi di logica. Le sorprese non mancheranno.
Il film viaggia sulle note energiche e orecchiabili dei Newsboys, il gruppo pop-rock australiano che ne firma la colonna sonora e che si guadagna da vivere con la Christian Music senza vergognarsi; in Italia sono sconosciuti, ma fuori vendono comestar, soprattutto tra i giovani. Nella pellicola appaiono anche Willie e Korie del clan Robertson, quello protagonista del famoso Duck Dynasty (trasmesso da Discovery Channel), ilreality ambientato nelle paludi della Louisiana che ha fatto il giro del mondo e parecchio scalpore (fino alla censura) per le testi fondamentaliste e politicamente scorrette di una famiglia patriarcale che vive di Bibbia e caccia alle anatre.
Sì, da poi una pellicola così sarebbe impensabile. Ma negli Stati Uniti no. Film così ce ne sono, sono spesso di buona qualità e quando sono ben fatti guadagnano anche un mucchio di soldi. La ricetta del successo sta infatti negl’ingredienti.
Ma in Italia? Be’, il precedente del fortunatissimo Cristiada parla da solo. Snobbato dai grandi distributori nonostante un cast eccezionale (Andy García, Eva Longoria, Eduardo Verástegui Peter O’Toole) e relegato per anni in un cantuccio in attesa di passare definitivamente nel dimenticatoio, il film ha invece fatto sold out grazie al passaparola e al circolo virtuoso di gruppi e gruppetti di spettatori tanti forti da spuntarla anche nei multisala. Quali gruppi? Il mondo cattolico, che non è morto, che non tutto è “adulto” come diceva Romano Prodi intendendo “adulterato” e cha va pure al cinema. Non un potere forte, ma un potere reale.
God’s Not Dead prova allora a fare il bis. Il 25 febbraio sparerà il primo colpo in 26 città campione tra cui Milano (e Firenze, Genova, La Spezia, Cagliari, Bari, Messina; info e prenotazioni: www.godsnotdead.it). Poi entrerà nel circuito distributivo il 10 marzo. E la Dominus Production crede così tanto in questa “nicchia”, dove la nicchia è però una folla, da uscire subito con un altro titolo, Risen, storia, toccante, di una conversione con un occhio ai kolossalbiblici di Hollywood, diretto da Kevin Reynolds e interpretato da Joseph Fiennes, Tom Felton e Maria Botto. Uscirà il 17 marzo in contemporanea con gli Stati Uniti.
Resta comunque tutta un’“americanata”? Sbagliato. Due dei più recenti film cristiani, anzi cattolici, maggiormente meritevoli vengono dalla Spagna. Un Dios prohibido, diretto nel 2012 da Pablo Moreno, narra la storia vera dei martiri claretiani di Barbastro, uccisi nel 1936 dagli anarco-comunisti durante la Guerra civile 1936-1939. E Bajo un manto de estrellasdiretto nello stesso anno da Óscar Parra de Carrizosa, racconta il sacrificio dei 19 domenicani del Convento de la Asunción de Calatrava di Almagro. Visto che quest’anno sono gli 80 anni della mattanza rossa di Spagna qualcuno potrebbe fare un pensierino anche da noi.

Fonte: Il Timone
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