22 febbraio 2016

Addio a Ida Magli: una donna sola contro il Caos


Roma, 22 feb – Il mondo della cultura italiana perde uno dei suoi giganti. Parliamo di Ida Magli, 91 anni, una delle maggiori voci fuori dal coro che questo interminabile Dopoguerra abbia mai avuto. Se il valore di un pensatore si misura sulla base della coerenza, della lucidità e della forza, allora questa piccola donnina dalla voce flebile può essere considerata una sorta di Corridoni del libero pensiero.

Nell’epoca in cui tutti esaltavano lo stregone polacco assurto al ruolo di pontefice, lei sparava a palle incatenate contro quello che considerava, giustamente, come una popstar misogina affetta da turbe di natura sessuale che sublimava nel suo imbarazzante culto mariano. Nell’epoca in cui il terzomondismo d’accatto della cultura ufficialeiniziava a presentare agli Italiani le orde d’invasione come un novello “mito del buon selvaggio”, lei metteva in guardia dal rischio della scomparsa anche e soprattutto fisica dell’Italia e dell’Europa, cancellata dalla canea immigrata. Soprattutto, nell’epoca in cui “Europa” era diventato una sorta di mantra buono per tutte le correnti politiche per giustificare se stessi e delegittimare l’avversario, lei per prima ha iniziato a porre il problema dell’insensatezza del processo d’integrazione europea in quanto tale, fin dal 1994 con Contro l’Europa. La sua era una critica da antropologa, non da bottegaio. Infatti, fu la prima al mondo ad applicare i criteri scientifici dell’antropologia culturale per studiare non qualche affascinante tribù di cannibali della Papuasia, bensì il mondo intorno a lei, il mondo che vedeva. L’Occidente inteso come decadenza.

Molti hanno voluto associare la sua figura con quella di Oriana Fallaci a causa della mai celata avversione per l’islam, ma è un errore ed una semplificazione marchiana. La Fallaci era una occidentalista fanatica con venature razziste e suprematiste, Ida Magli aveva ben chiaro che quello che andava difeso dall’attacco incrociato del mondialismo e del salafismo era l’Europa, e questo perché ella individuava con chiarezza la natura vetero-testamentaria di entrambe le sovversioni. In Dopo l’Occidente gli USA vengono infatti esplicitamente indicati come la civiltà del caos, del brutto e dell’anomia, in contrapposizione quasi “religiosa” con l’Europa intesa come armonia, bellezza e socialità. Europa, è bene ricordarlo, che ha nella Russia il suo complemento indispensabile.


È questo, forse, il punto nodale di una vita di studiosa appassionata: la consapevolezza che lacivilizzazione abramitica, in tutte le sue manifestazioni (ebraismo, cristianesimo, islam, comunismo, mondialismo, ecc…) è incompatibile con la nostra sopravvivenza. Fece scandalo ai tempi il suo saggio dedicato a Gesù (Gesù di Nazaret), in cui veniva proposta una visione del noto agitatore palestinese come di un riformatore religioso ma soprattutto sociale che, affascinato dalla superiore cultura romana (si, la Magli rifuggiva relativismi pelosi alla Levi Strauss, ed un selvaggio rimaneva sempre un selvaggio ai suoi occhi) tenta di scardinare dall’interno il sistema di tabuizzazione sacrale su cui si basava la società giudaica dell’epoca, senza tuttavia riuscirci e vedendo poi la sua eredità presa in mano proprio da quelli che maggiormente aveva combattuto.

Questa lucida visione delle cose portò Ida Magli a combattere ogni tabù, arrivando persino acriticare la circoncisione, laddove a tutt’ora ci si sforza di trovare assurde giustificazioni pseudo-mediche per questa pratica. No, avvertiva lei: si tratta di una mutilazione inferta vigliaccamente su bambini incapaci di difendersi nel nome di deliranti precetti religiosi desertici, che identificano la comunione con Jaweh dalla maggiore o minore estensione di un pezzo di pelle. Per le sue posizioni è stata spesso costretta a cambiare giornale, e negli ultimi anni si era lanciata nel progetto “Italiani liberi”, sorta di movimento politico e culturale per la salvezza della identità e della sovranità dell’Italia. Instancabile, per una vita non farà mistero del suo sincero amor di Patria, nell’epoca in cui tutto, dalla destra radicale all’estrema sinistra fanno a gara a chi è più antitaliano, a chi è un censore più feroce dei vizi dell’”Italietta”, che fa appunto di gentaglia come Montanelli, Bocca ed Eco dei venerati maestri per il solo gusto di sentirli vomitare sopra di noi. Chi scrive ha un’altra idea di se stesso e della sua posizione nel mondo. Addio Ida Magli. Ci mancherai, piccola grande guerriera, nostalgica di un patriottismo che non c’è mai stato. Lo giuriamo sulla tua tomba: non sarai morta invano, non sarai una vox clamans in deserto, non avrai sprecato 91 anni. Ci libereremo, prima o poi, e dedicheremo a te la vittoria contro le forze del Caos che tentano di estinguerci.

Sit tibi terra levis.

Matteo Rovatti

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