21 gennaio 2016

Varoufakis: Avevamo ottenuto linea di credito dalla Cina, ma Berlino ci ha boicottato

Varoufakis: Avevamo ottenuto linea di credito dalla Cina, ma Berlino ci ha boicottato

L’EX MINISTRO: DRAGASAKIS AVEVA RAGGIUNTO UN ACCORDO INFORMALE SUGLI INVESTIMENTI DIRETTI IN SPECIFICI SETTORI E OTTENUTO LINEA DI CREDITO PER IL GOVERNO. UNA TELEFONATA DELLA GERMANIA HA FATTO SALTARE TUTTO.

Il governo greco ha raggiunto un accordo per una linea di credito con la Cina durante i negoziati con i creditori internazionali nel 2015, ma Berlino ha interferito e ha fatto fallire l’accordo. Lo ha detto l’ex ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis. Parlando al programma tv Istories, Varoufakis ha affermato che i primi giorni dopo la sua nomina a ministro, ha visitato la città portuale del Pireo, ha incontrato rappresentanti della compagnia cinese Cosco che lavoravano nella struttura, e li ha informati che il suo dicastero era aperto agli investimenti.
“A seguito di ciò — ha detto — è cominciato il processo di istituzione di relazioni con il governo cinese. Durante una visita a Pechino, il primo ministro greco Yannis Dragasakis ha raggiunto un accordo informale sugli investimenti diretti in specifici settori e simultaneamente ha ottenuto una linea di credito per il nostro governo, che ci avrebbe permesso di cominciare a emettere obbligazioni”.
Per Varoufakis l’obiettivo era dimostrare che le autorità greche erano in grado di accedere ad accordi con altri paesi, in modo da esercitare pressione sulla Banca centrale europea (Bce).
“L’intesa saltò però a seguito di una telefonata da Berlino”, ha sottolineato l’ex ministro.
L’economia greca si trovava in una situazione difficile da anni, a seguito del debito multimiliardario accumulato dal paese europeo dopo la crimi finanziaria mondiale del 2008. A luglio del 2015, i creditori internazionali hanno firmato un’intesa con Atene, approvando un terzo pacchetto di aiuti del valore di circa 86 miliardi di euro, in cambio di una serie di riforme di austerità fortemente impopolari, come i tagli delle pensioni e l’aumento delle tasse.
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