01 gennaio 2016

SCOOP DI ''LE FIGARO'': NELLA PRIMAVERA 2016 ATTACCO ALL'ISIS IN LIBIA DI FRANCIA, ITALIA E GRAN BRETAGNA (ESERCITI UNITI)


PARIGI - Il quotidiano "Le Figaro" scrive oggi in apertura della sua prima pagina che la Francia sta accelerando i passi politici, diplomatici e militari per la creazione di una coalizione internazionale per intervenire militarmente in Libia contro lo Stato islamico impiantatosi nella zona di Sirte: citando fonti del ministero della Difesa, il quotidiano afferma che per sradicare il "cancro jihadista e le sue metastasi libiche" viene giudicata indispensabile una azione armata entro sei mesi o addirittura prima della prossima primavera. La guerra potrebbe iniziare già tra febbraio e marzo 2016.
Anche se lo stato maggiore francese mantiene ovviamente la massima discrezione sui preparativi militari, il "Figaro" ricorda come gia' alla fine dello scorso mese di novembre il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian avesse reso noto che dei voli di ricognizione richiesti dal governo del Ciad avessero accertato la presenza di campi posti 250 chilometri a sud della capitale libica Tripoli, dove alcuni jihadisti di origine francese starebbero addestrando altri terroristi all'uso delle armi.
Sulla base di questa e di altre informazioni, i servizi di sicurezza occidentali - inclusi quelli italiani , secondo Le Figaro - concordano nell'indicare il rischio che dalla base di Sirte l'Isis abbia intenzione di estendere i suoi tentacoli verso il sud della Libia ed i suoi siti petroliferi.
Il giornale parigino poi enumera i paesi europei maggiormente interessati  e coinvolti in un intervento militare in Libia condotto da forze armate, fanteria, truppe corazzate, forze d'assalto. Innanzitutto l'Italia, che si e' gia' proposta per svolgere un "ruolo guida" in un'eventuale operazione: Roma ha addirittura chiesto che il comando di una forza multinazionale chiamata a sostenere il nuovo governo libico di unione nazionale che sta emergendo grazie alla mediazione delle Nazioni Unite sia affidato al generale Paolo Serra, ex comandante dei "caschi blu" in Libano ed attuale consigliere militare del segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon.
L'Italia in questa guerra all'isis in Libia metterebbe a disposizione della missione le sue basi ed alcune unità dei Carabinieri e delle forze speciali dell'esercito e della Marina Militare. Anche la Gran Bretagna, secondo il "Figaro", sarebbe della partita: il primo ministro David Cameron avrebbe offerto la partecipazione di un migliaio di soldati britannici, tra cui in particolare alcuni commando delle famose Sas. La Francia metterebbe in campo non meno di tre divisioni, più aviazione e Marina Militare.
Stupisce - non poco - la stampa francese il fatto che in Italia nessuno parli di questi preparativi di guerra in Libia, benchè siano ormai a uno stadio molto avanzato.
Redazione Milano.



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