27 gennaio 2016

San José Luis Sanchez Del Rio, il martire della “Cristiada”

San José Luis Sanchez Del Rio, il martire della “Cristiada”

- di Lucandrea Massaro -
Una storia incredibile di fede esemplare in tempi di persecuzione: parliamo del giovanissimo José Luis Sanchez Del Rio, piccolo eroe e martire della “guerra cristera” e ora riconosciuto Santo assieme ad altri 12 compagni. All’inizio del secolo scorso in Messico, quando il governo, in mano alla massoneria, decise di promulgare leggi contro la Chiesa e contro la fede. Moltissimi, nel Messico cattolico, si sollevarono per proteggere il proprio diritto alla libertà religiosa al punto di abbracciare – oltre alla Croce – le armi. E’ un “falso segreto” quello delle sollevazioni dei Cristeros, come si chiamavano, ma di cui raramente tanto la storiografia quanto l’arte parla apertamente. Famoso è diventato però il film “Cristiada”, che racconta quegli eventi ma – chissà come – non ha trovato spazio nel circuito ufficiale delle sale cinematografiche.
Il piccolo Luis Sanchez:
Allo scoppio della “guerra cristera” nel 1926 i suoi due fratelli maggiori si arruolano in quella sorta di esercito popolare che cerca di ridonare al Messico la sua libertà religiosa: lui no, perché con i suoi 13 anni è poco più di un bambino. Tanto fa e tanto dice, però, che l’anno dopo riesce a farsi arruolare come aiutante da campo e, poco dopo, come portabandiera e clarinettista del generale Luis Guizar Morfin. Proprio a quest’ultimo, nel corso della cruenta battaglia del 6 febbraio 1928 durante la quale il cavallo del graduato viene ucciso, il piccolo Josè cede la propria cavalcatura per consentirgli di mettersi in salvo, perché, dice, “la vostra vita è più utile della mia”. Non solo: con il suo fucile copre le spalle al generale fino a che gli restano colpi in canna.
Catturato fu torturato e seviziato fino alla morte e nonostante la possibilità di abiurare, mai crollò la sua fede:
Il 10 febbraio, dopo che il piccolo Josè è riuscito a convincere i genitori a non pagare il riscatto chiesto loro dal governo e dopo essere riuscito a ricevere di nascosto la comunione come viatico dalle mani della zia Magdalena, i soldati sfogano su di lui tutta la loro ferocia, spellandogli lentamente le piante dei piedi, facendolo camminare sul sale e trascinandolo senza scarpe su una strada selciata fino al cimitero, mentre il piccolo Josè, spintonato come Gesù sulla strada del calvario e ormai ridotto ad una maschera di sangue, continua a gridare la sua fede. Giunti al cimitero vorrebbero ucciderlo a pugnalate per non far rumore, ma esasperato dalla sua continua invocazione a Cristo Re, il capo delle guardie lo finisce con un colpo di pistola (Santi e Beati).
Il martirio di questa giovane vittima della persecuzione religiosa innescata dalla laicista Costituzione messicana del 1917, fu riconosciuto il 22 giugno 2004 dal Beato Giovanni Paolo II. Si è così potuto procedere alla beatificazione il 20 novembre 2005, durante il pontificato di Benedetto XVI, con una solenne cerimonia presieduta dal cardinale José Saraiva Martins, presso Guadalajara in Messico. Ora, Francesco un latinoamericano tra l’altro, lo proclama Santo assieme ad altre incredibili testimoni della Fede in giro per il mondo.
La data della canonizzazione avverrà in marzo in una data ancora da concordare ma che verrà decisa nel prossimo Concistoro.
Fonte: Aleteia
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