28 gennaio 2016

Rimandato voto sul ddl Cirinnà (per vedere l’impatto del Family Day?)

Rimandato voto sul ddl Cirinnà (per vedere l’impatto del Family Day?)

Rimandato il voto sul ddl Cirinnà al 2 febbraio e il sospetto, più che fondato, è che si voglia vedere quale impatto avrà il Family Day del 30 gennaio al Circo Massimo a Roma. Per i sostenitori della famiglia, un motivo in più per mobilitarsi.
La notizia, innanzitutto: come scrive l’Ansa, «il voto sulle pregiudiziali e sulle sospensive presentate dalle opposizioni al ddl Cirinnà sulle Unioni civili slitta a martedì prossimo, 2 febbraio. Domani ci sarà solo l’incardinamento del testo e la discussione su sospensive e pregiudiziali. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. (…) Il voto sulle pregiudiziali e sulla richiesta di sospensiva al ddl Cirinnà si terrà martedì, presumibilmente, alle 16.30». Nessuna data è stata invece stabilita per il voto finale sul ddl.
DIPENDE DALLA PIAZZA. Ora, al di là, dei vari giochi parlamentari (voto segreto, libertà di coscienza sulla stepchild adoption, sostegno grillino e di Ala al Pd), va segnalato che ormai da diversi giorni il percorso del ddl appare molto più accidentato di quanto probabilmente era stato messo in conto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi che, scrivono i giornali, una certa “opposizione” se la troverebbe anche fra le mura domestiche (si sospira di certi rimbrotti della moglie Agnese…).
A leggere oggi Il Fatto quotidiano, poi, si comprende quanto possa essere importante il Family Day di sabato. Secondo il giornale diretto da Marco Travaglio, infatti, se la piazza sarà tiepida, il Pd forzerà la mano, userà il cosiddetto canguro per saltare gli emendamenti e approverà la legge. Se, invece, sarà piena, ripiegherà su più miti consigli. «Così si aspetta sabato e il Family Day diventa il termometro delle scelte politiche di un governo di centrosinistra», scrive Il Fatto.
«MATTARELLA NON FIRMA». Oggi da leggere c’è anche l’intervista del Foglio al senatore Nitto Palma (Forza Italia), che si definisce «anarchico, laico e radicale» e favorevole a pieni riconoscimenti per le unioni omosessuali. Tuttavia, Palma, ex ministro ed ex presidente della Commissione Giustizia, ricostruendo il percorso parlamentare del ddl Cirinnà, è assai esplicito e sferzante. Sulla collega Cirinnà dice: «Certo, devo dire che adesso trovo divertente il fatto che la senatrice sia protagonista e sostenitrice della cosiddetta “stepchild adoption” e della maternità surrogata, proprio lei che a Roma, da delegata del sindaco per le politiche dei diritti degli animali, aveva prodotto un regolamento nel quale vietava espressamente il distacco dei cuccioli di animale dalla mamma prima dei due mesi di vita».
Poi Nitto Palma spiega anche perché il ddl Cirinnà è scritto male: «Credo che questa legge sia una sciocchezza, che sia completamente sbagliata: è incostituzionale, è irrazionale, ed è discriminatoria nei confronti delle coppie di fatto eterosessuali. (…) Così come è scritta, il presidente Mattarella non la firma. E questo è già chiaro. Guardi, è un matrimonio senza le pubblicazioni: viene officiato da un funzionario di stato civile, come il matrimonio. E si scioglie con un divorzio, come il matrimonio. Tutto ciò è “leggermente” proibito dalla Costituzione».
Foto Ansa
Fonte: Tempi
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