30 gennaio 2016

MISTER GAY 2015: “GLI OMOSESSUALI ESAGERANO, LA MANIF NON È OMOFOBA”. RICEVE MINACCE DI MORTE

MISTER GAY 2015: “GLI OMOSESSUALI ESAGERANO, LA MANIF NON È OMOFOBA”. RICEVE MINACCE DI MORTE

di Leone Grotti
Matthieu Chartraire ha vinto il concorso di bellezza in Francia del magazine Tetu. Poi è però si è scoperto che vota Marine Le Pen ed è stato ostracizzato e «minacciato di morte»
Non l’hanno bollato esplicitamente come omofobo, ma poco ci è mancato. E sarebbe stato alquanto strano, essendo lui stato eletto «Mister Gay 2015». Parliamo di Matthieu Chartraire, vincitore del concorso di bellezza lanciato dal magazine lgbt francese Têtu. Ma che cosa ha fatto di male questo ragazzo di 22 anni per aver costretto il periodico francese a cambiare le regole del concorso, «così che gente come lui non possa più partecipare?».
GAY E VEGETARIANO. Dal punto di vista fisico, come si può giudicare dalla foto, Matthieu ha tutte le carte in regola per partecipare e vincere un concorso di bellezza. Ma anche dal punto di vista del politicamente corretto, il ragazzo è ben instradato: oltre (ovviamente) a essere gay, Matthieu è vegetariano dall’età di 16 anni e «non vedo l’ora di parlare della causa animale e delle sofferenze che ancora patiscono troppi animali». Bingo.
FRONT NATIONAL. Qual è allora il problema? Il problema è che Mister Gay 2015 è di destra e non odia neanche la Manif Pour Tous. A dicembre Matthieu, dopo aver vinto, ha scritto su Facebook di essersi iscritto al Front National, il partito di Marine Le Pen accusato un giorno sì e l’altro pure di essere responsabile di (quasi) tutti i mali del mondo. Le Pen è votata da milioni di francesi ma per i benpensanti è e sarà sempre impresentabile.
“TOLLERANTI” E SOCIALISTI. Come dichiarato pochi giorni fa da un responsabile di Têtu a Libération, «noi siamo un giornale tollerante, progressista e di sinistra. È vero che facciamo un concorso di bellezza ma ora chiederemo ai partecipanti di firmare una carta di valori, così che persone [come Matthieu] non possano più partecipare». Alla faccia della tolleranza.
«MINACCE DI MORTE». Anche Mister Gay 2015, però, ci ha messo del suo. Il magazine Têtu, dopo la sua malaugurata uscita su Facebook, l’aveva intervistato per dargli la possibilità di recuperare. E lui, invece che ritrattare e allinearsi all’immagine che ogni Mister Gay politicamente corretto dovrebbe avere, si è dimostrato recidivo: «Dopo l’incidente di Facebook mi hanno dato del razzista, ho ricevuto minacce di morte, mi hanno trattato come un fascista, me ne hanno dette di tutti i colori. Ma in tanti mi hanno sostenuto, anche se non condividono le mie idee e quelle del Fn. Io non apprezzo tutte le idee del Fn ma ognuno ha il diritto di votare chi vuole».
PROBLEMA SICUREZZA. Ma non potrebbe votare il partito socialista e François Hollande, visto che ha pure legalizzato matrimonio e adozione gay? In un video pubblicato su Facebook, in cui un uomo di colore aggrediva una ragazza bianca, «io volevo solo denunciare il problema della mancanza di sicurezza. L’aggressore poteva essere bianco, non sarebbe cambiato nulla. Io ogni volta che vado a Parigi ho paura e il Fn è l’unico partito che mi dà sicurezza».
«MANIF NON È OMOFOBA». E va bene. Mister Gay 2015 è di destra. Però c’è una cosa che proprio non doveva dire: «Io non penso che il movimento la Manif Pour Tous sia omofobo». Per Matthieu il problema è che «siamo in una società che non si fida degli omosessuali. Gli omosessuali esagerano nella ricerca del riconoscimento della loro sessualità. Questa fa paura all’opinione pubblica. Basta vedere i gay pride, che non rappresentano i gay, o che per lo meno non rappresentano me. Io non faccio proprio parte di quelli che si mettono in mutandine di pelle e girano per strada».
IN MANIERA COSTRUTTIVA. Certe cose, Mister Gay, non dovrebbe dirle. È per questo che il magazine Têtu ha annunciato il nuovo regolamento, dove si legge: «I candidati dovranno sostenere gli obiettivi di Mister Gay France e anche la comunità Lgbtq nel suo insieme, in maniera costruttiva e positiva». Criticare il gay pride non è costruttivo. Ecco perché con Matthieu Chartraire non si può proprio essere tolleranti.
Tratto da: Lo Sai
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