01 gennaio 2016

Matteo Renzi mente per 6 miliardi di euro

Matteo Renzi mente per 6 miliardi di euro

Durante la conferenza stampa di fine anno cogliendo uno sbadiglio del cronista (Franco Bechis di Libero) che aveva di fronte, Matteo Renzi lo ha sfidato a verificare le cifre che stava snocciolando sulla spending review. Ha pure minacciato: “Ti cedo Yoram Gutgeld (il commissario di governo alla spending review) così ci passi insieme tutto il Capodanno e controllate i numeri“. Purtroppo per il premier, ancora una volta il fact checkinggli ha dato torto.
Quei numeri non hanno corrispondenza nelle leggi del suo governo. Ai ministeri sono stati tagliati fino al 2018 esattamente la metà di quei fondi:6 miliardi di euro e non 12,3. Non solo: controllando le tabelle di copertura dei più importanti provvedimenti di finanza pubblica, viene fuori una verità diametralmente opposta a quella raccontata da Renzi. Invece della spending review c’è stata una spending “de più“.
Complessivamente con la mano destra ha tagliato 51 miliardi e 845 milioni di euro di spesa pubblica e con la mano sinistra l’ha aumentata di 164 miliardi e 535 milioni di euro. Risultato netto: una spesa aumentata fra il 2014 e il 2018 di 112,7 miliardi di euro.
Come si faccia a intestarsi 6,3 miliardi di euro di tagli che non ci sono, sperando che gli italiani non se ne accorgano, si può spiegare unicamente con la convinzione che un titolo valga cento volte di più di una verifica che nessuno andrà mai a controllare. Grazie a Franco Bechis, sempre attento a fare le pulci alle finanziarie.
Del resto, parliamo di quello stesso Matteo Renzi che, mentre dall’aeroporto di Cagliari partono cargo pieni di bombe destinate all’Arabia Saudita, che poi finiscono nelle mani delle formazioni estremiste, dichiara candidamente che l’Italia non fa affari con chi finanzia l’Isis.

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