18 gennaio 2016

La Germania propone un’eurotassa sulla benzina per coprire le spese migranti

La Germania propone un’eurotassa sulla benzina per coprire le spese migranti

I migranti «sono una opportunità» ha ribadito la Comunità di Sant’Egidio in occasione della Giornata mondiale del Migrante.
Ma l’accoglienza di tanti stranieri è un impegno non da poco per i Paesi ospitanti. E in questi giorni fioccano i suggerimenti per affrontare il fenomeno.
Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble ha lanciato l’idea di un’addizionale sulla benzina a livello europeo per coprire i crescenti costi legati ai migranti. «Dobbiamo mettere in sicurezza i confini dell’area Schengen e non possiamo fallire a causa di fondi limitati» ha dichiarato al Sueddeutsche Zeitung. «Ho suggerito – ha spiegato, facendo riferimento a quanto detto all’ultimo Eurogruppo – di fissare una tassa su ogni litro di benzina, se non ci sono fondi sufficienti nei budget nazionali o in quello europeo».
Svizzera e Danimarca hanno deciso di percorrere la strada della confisca dei beni ai migranti.Una soluzione che non ha incontrato per niente il favore del ministero degli interni italiano, Angelino Alfano: «non condivido assolutamente la posizione della Danimarca sulla confisca dei beni ai migranti» ha detto oggi da Palermo annunciando l’avvio della procedura per aprire immediatamente un hotspot a Pozzallo (Rg): «la Prefettura sta accelerando l’iter».
E mentre gli Stati si interrogano sulle vie da seguire per mettere in campo interventi strutturali, a livello locale si cerca di tamponare le emergenze. A Milano sono 40 le famiglie che si sono candidate a ospitare in casa per sei mesi un rifugiato, titolare di protezione internazionale, ricevendo dal Comune 350 euro al mese. Lo rivelano i dati dell’assessorato comunale alle Politiche sociali sul bando per la sperimentazione sull’ospitalità aperto il 30 dicembre e chiuso ieri.
 Intanto anche oggi Save the children ha ricordato che «per troppi bambini e per le loro famiglie le tante “porte d’Europa” non rappresentano un approdo sicuro, ma segnano l’inizio di una nuova odissea».
«È necessario che l’Europa tutta – ha dichiarato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa dell’organizzazione – condivida le responsabilità dell’ accoglienza rendendo effettivo il sistema di ricollocamento e definendo un sistema di asilo europeo». E lodando la «solidarietà e il naturale spirito di accoglienza con il quale le famiglie lampedusane hanno saputo soccorrere e accogliere chi arrivava via mare» sostiene che da «da qui si dovrebbe partire nella definizione delle scelte in Europa e nel mondo, per non arretrare pericolosamente».
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