11 gennaio 2016

In Siria la situazione militare evolve a favore del Governo, in quasi tutti i teatri!

In Siria la situazione militare evolve a favore del Governo, in quasi tutti i teatri!


Si accumulano e si rincorrono notizie ed aggiornamenti da varie province siriane che riportano di costanti avanzate e miglioramenti della situazione operativa non solo in aree dove – a partire dall’intervento russo iniziato al principio dell’autunno – sono stati convogliati ingenti rinforzi per le formazioni governative, ma anche in zone secondarie dove a opporsi ai terroristi di varie sigle e affiliazioni sono perlopiù unità di milizia popolare e formazioni di volontari con particolari affiliazioni politiche e/o religiose.
E’ ad esempio il caso dell’area di Sadad, che ancora poche settimane fa vedeva le colonne nere dell’ISIS minacciosamente vicine a centri di popolazione cristiana (che avrebbero subito dure persecuzioni e stragi in caso di loro avanzata) e che adesso invece, grazie alla tenacia dell’NDF, dei volontari dell’SSNP e di un rinforzo di uomini della 120esima Brigata dell’Esercito, ha i governativi schierati intorno all’ultima roccaforte del Daash; appunto il centro urbano di Qurayteen.
Un’altra area in cui senza eccessiva mobilitazione di nuove forze le armi siriane hanno ripreso il sopravvento contro i terroristi corre sulle accidentate pendici delle catene di Akrad e Turkman nel NordEst di Latakia, dove dozzine e dozzine di colli, montagnole, villaggi e cittadine sono state riconquistate dalla 103esima Brigata, dall’NDF di Qurdaha, dai volontari dell’SSNP e dell’organizzazione “Moqawama Souriya”.
Anche nel Ghouta Est, dopo la liberazione della critica zona di Marj al-Sultan, le truppe siriane guidate da unità delle Forze Speciali stanno avanzando a ventaglio nel centro della ‘sacca’ presidiata dai terroristi di Jaysh Islam fin da fine 2012 e hanno proprio in queste ore consolidato la loro presa sull’abitato di Al-Bilaliyah.
Nell’estremo Sud siriano, tra Sheikh Mishkeen e Daraa una duplice offensiva sta accartocciando le linee di Al-Nusra ed FSA facendole indietreggiare rispettivamente verso il Golan Occupato da un lato e verso il confine con la Giordania dall’altro; in questo caso si è rivelato funzionale per il cambio di passo nelle operazioni lo schieramento di rinforzi della 7a Divisione dell’Esercito a fianco delle unità della 5a Divisione, già presenti nel teatro operativo.
Ma è soprattutto a Sud-Ovest di Aleppo che l’apporto di formazioni ausiliarie di Hezbollah, di volontari sciiti irakeni (Al-Nujaba, Kataeb Hezbollah) e persino Pachistani ed Afghani (Firqa Fataymoun) inquadrati e guidati da ufficiali dell’IRGC iraniana é stato numericamente molto importante e fondamentale per aiutare a spingere avanti la linea del fronte su località che da anni languivano sotto il tallone dei takfiri di Al-Nusra, Ahrar Sham e Nour al-Din al-Zinki. A fianco di questi volontari si sono battute benissimo le brigate più scelte (43esima e 154esima) della 4a Divisione Meccanizzata, comandata da un fratello minore del Presidente Assad e dotata per l’occasione di un certo numero di avanzati carri T-90 portati in Siria dal contingente russo schierato intorno a Latakia.
Adesso sotto attacco sono i bastioni terroristici di Al-Rashideen e Al-Zorba, mentre si profila probabile un prossimo attacco contro Khan al-Assal.
In questa situazione che lentamente ma costantemente volge al ‘bello’ per le forze governative siriane, si è diffusa a partire da stamane la notizia che uno sparutissimo drappello di militari, appena tre persone, tra cui anche uno dei redattori della Pagina Facebook “Syrian Arab Army” sarebbe riuscito, nel corso di uno scontro a fuoco, a eliminare ben 50 terroristi senza subire alcuna perdita.
Una notizia episodica, certamente, ma ritenuta abbastanza significativa da venire ampiamente ripetuta per diffondere fiducia ed ottimismo nelle fila dei difensori della Repubblica Araba.

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