30 gennaio 2016

Genitori di omosessuali: noi al Family Day contro una legge che non accetta i nostri figli

Genitori di omosessuali: noi al Family Day contro una legge che non accetta i nostri figli

L’adesione dell’associazione Agapo: «Il ddl Cirinnà erige un nuovo tabù per impedire la più elementare delle domande: da dove vengono i figli delle unioni gay?»
 Pubblichiamo la lettera scritta da Michele Gastaldo per la Presidenza AGAPO (Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali) con la quale l’associazione ha voluto motivare la sua adesione al Family Day di sabato 30 gennaio a Roma.
Come genitori di figli omosessuali aderiamo alla manifestazione contro la proposta di legge sulle Unioni civili omosessuali perché non fa il bene delle persone omosessuali stesse.
Sosteniamo il rinforzo giuridico, ove necessario, dei diritti derivanti da una convivenza stabile, ma riteniamo completamente sbagliata l’omologazione delle unioni dello stesso sesso al matrimonio e alla possibilità di adottare figli.
Come genitori conosciamo bene le sofferenze dei nostri figli, anche quelle legate al fatto che da una loro relazione affettiva non possono nascere figli, dolore che, riteniamo, deve essere rispettato e non negato da nessuno.
Ma il testo di legge e i fautori della Stepchild Adoption, come se la realtà non esistesse, parlano di “figlio naturale del partner”, di “figli nati dall’amore di persone dello stesso sesso” e così via, nascondendo e negando in tal modo ciò che caratterizza la condizione omosessuale.
Nella legge Cirinnà si applica il principio dell’uguaglianza per situazioni che uguali non sono, erigendo un nuovo tabù, volto a impedire che ci si ponga la più elementare delle domande: da dove vengono i figli delle cosiddette famiglie omosessuali?
Come Associazione AGAPO, attraverso il nostro servizio di ascolto, siamo a conoscenza di situazioni in cui una persona omosessuale in una precedente relazione eterosessuale, abbia generato un figlio in modo naturale, ma in questo caso non c’è nessun figlio naturale “già esistente” adottabile, perché il bambino il secondo genitore lo ha già.
Da alcuni mesi le “avanguardie illuminate”, promotrici della legge, “svegliano l’Italia” e insegnano che la maternità surrogata non ha a che fare con l’adozione del figlio del partner. Parole testuali della senatrice Cirinnà. Ecco, non ci resta che credere alla cicogna!
Attraverso qualunque via si arrivi all’adozione del figlio del partner, sia eterologa, surrogata o per l’intervento della cicogna, si tratta comunque di procedimenti in cui, in modo deliberato, si fa sparire uno dei due genitori biologici dalla vita del bambino e si uccide simbolicamente il genitore dell’altro sesso, la madre o il padre.
La maggior parte delle persone omosessuali, e la recente diatriba tra Domenico Dolce e Elton John lo ha messo ancora in evidenza, non vuole essere strumentalizzata a tali fini; sanno di essere nati da una madre e un padre e ne sono contenti.
Agli amici, promotori della Stepchild Adoption consigliamo, prima di parlare dell’omofobia degli altri, di cominciare a guardare la realtà della condizione omosessuale e di accettarla. È questo il punto da cui inizia il vero rispetto della persona omosessuale.
Foto Ansa
Fonte: Tempi
Posta un commento

Facebook Seguimi