23 gennaio 2016

Contraddizioni e ipocrisie storiche del Cattolicesimo, la religione dei potenti


“La religione è considerata vera dalla gente comune, falsa dalle persone sagge, utile dai governanti”. (Seneca)

“Se si dimostrasse che la Terra è rotonda, tutto il Cattolicesimo cadrebbe in errore”. (Sant’Agostino)

Contraddizioni e ipocrisie storiche del Cattolicesimo, religione pagana dei potenti

Lo sapevate? 
Il Sacramento della Confessione fu istituito solo nel 1215. 
Fino all’anno 1079, i preti potevano sposarsi. 
Il Papato iniziò a svilupparsi solo dopo l’anno 600 d.C. 
“L’Assunzione in Cielo” di Maria (quella che si festeggia il 15 agosto, per intenderci) fu introdotta appena nel 1950. 

Principali deviazioni e contraddizioni della Chiesa Cattolica
rispetto al Cristianesimo

Nel 375, mentre i primi cristiani veneravano solo Dio (Gesù stesso rifiutò di essere considerato oggetto di culto), la Chiesa introdusse il culto dei Santi e degli Angeli, per compiacere le tendenze pagane del popolo.

Successivamente, nel 431, il Concilio di Efeso, sulla base di forti pressioni popolari che “reclamavano” per l’assenza di “divinità femminili” nel Cristianesimo, proclamò Maria “Madre di Dio” (attenzione al particolare “Madre di Dio”, cioè genitrice, oltre che di Gesù, di Dio stesso).

Tale rassicurante e superstiziosa venerazione colmava il “vuoto” lasciato dalle varie Dee della religione pagana.

Maria prese dunque il posto, nella devozione popolare, di Diana, Iside, Artemide e varie altre dee.

Infatti, numerose caratteristiche del culto della “Madonna” risalgono a divinità femminili precristiane.

L’iconografia della Vergine con in braccio il bambino, è ispirata al culto di Iside (ivi comprese le “grotte”, preferite da Iside come tipico luogo delle sue “apparizioni”).

Lo stesso racconto della verginità di Maria e della nascita “miracolosa” di Gesù fu aggiunto ai Vangeli posteriormente, per facilitare la diffusione del Cristianesimo fra i pagani che già erano ”abituati” ai racconti riguardanti esseri “semidivini” figli di un dio e di una donna vergine (Eracle, Mithra, Horus, etc, tutti figli partoriti da vergini).

Quando la Santa Vergine era Iside e partorì Horus

Nel Paganesimo, la Vergine Iside tiene in braccio Horus.

Il Padre Divino di Horus era Osiride, con cui si amalgamava (“Io e mio Padre siamo Uno”), mentre il padre terreno era Seb.

L’angelo Thot annuncia ad Iside che concepirà un figlio pur essendo vergine.

Horus nasce in una grotta, annunciato da una Stella d’Oriente. Viene adorato da pastori e da tre uomini saggi (i Magi?) che gli offrono doni.

A dodici anni insegna nel Tempio e poi scompare fino ai trent’anni. Horus viene poi “battezzato”, sulle rive di un fiume, da Anup, detto il Battista, il quale, in seguito, verrà decapitato.

Combattè quaranta giorni nel deserto contro Set (una specie di omologo di Satana).

Horus compie numerosi miracoli e cammina sull’acqua (proprio come Gesù).

Con Iside ed Osiride, Horus costituiva la “Trinità Egizia” (vi ricorda qualcosa?)

A Luxor, su edifici risalenti al 1500 a.C. si possono vedere immagini relative all’Annunciazione e all’Immacolata Concezione (riferite ad Iside, non a Maria, che sarebbe nata circa millecinquecento anni dopo).

Nei sotterranei di Roma vi è una rappresentazione di Horus allattato dalla Madre Vergine Iside risalente al II secolo d.C.

Nel 593, il Vescovo di Roma, Gregorio Magno, “inventa” il Purgatorio, che fino a quel momento non esisteva).

Questa leggenda permetterà alla Chiesa di Roma, per molti secoli, fino a tutt’oggi, di “vendere” (per soldi) suffragi, indulgenze, “promozioni” in paradiso, come qualsiasi altro prodotto commerciale, per inculcare nella mentalità della gente che il potere della Chiesa arriva fino… all’aldilà!

Nel 610, praticamente ben oltre sei secoli dopo Cristo, per la prima volta, un Vescovo di Roma viene chiamato “Papa” (si legge “Papa” non “papà”).

L’idea fu dell’Imperatore Foca, che prese il potere facendo assassinare il suo predecessore.

Per tale atto criminale, il Vescovo Ciriaco di Costantinopoli lo scomunicò, ma Foca, per ritorsione, proclamò “Papa” (ossia capo di tutti i Vescovi) il Vescovo di Roma, ossia Gregorio I, il quale (bontà sua) rifiutò un simile titolo, fedele alla tradizione episcopale della Chiesa Cristiana dell’epoca.

Tuttavia, il Vescovo di Roma successivo, cioè Bonifacio III, accettò di avvalersi del titolo di “Papa”.

Il Cristianesimo era nettamente contrario a capi spirituali: l’Autorità era esercitata, più o meno democraticamente, per mezzo dei Concili. In proposito, il messaggio originale di Gesù era ben più radicale: “Ma voi non vi fate chiamare ‘Maestro’; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo…” (Matteo 23:8-10).

Come facilmente deducibile, è lo stesso Vangelo cristiano a dichiarare blasfemo e pagano il Cattolicesimo.

Nel 788, la Chiesa Cattolica adotta ufficialmente l’adorazione del Crocifisso (erroneamente e premeditamente, per confondere le idee, definito anche Croce, che è e rappresenta tutt’altra cosa), delle immagini e delle reliquie dei Santi.

Ovviamente, si tratta di pratiche superstiziose, adatte a sottomettere psicologicamente il popolo analfabeta e a mantenerlo in una suggestionabile macroscopica ignoranza.

I primi cristiani, proprio come gli ebrei, consideravano “idolatria” ogni pratica di questo tipo. Poiché, il secondo dei famosi Dieci Comandamenti di Mosè proibiva il culto delle immagini e ciò poteva turbare i sinceri devoti, la Chiesa di Roma modificò addirittura la lista dei dieci comandamenti, censurandone il secondo e dividendo in due l’ultimo.

A tutt’oggi, anche nelle Bibbie cattoliche, la lista dei comandamenti è riportata fedelmente, mentre il Catechismo Cattolico continua ad alterarne la lista.

Una contraddizione molto evidente che non suscita particolare scandalo solo perché la stragrande maggioranza dei cattolici è pressoché indifferente nei confronti delle questioni spirituali, basando la sua fede sul “Dio del Peccato”, della paura della sua condanna per l’eternità.

Ma ecco la lista dei Dieci Comandamenti di Mosé, così com’è riportata nel libro dell’Esodo al capitolo 20.

I “veri” Dieci Comandamenti della Bibbia

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, in schiavitù:

1. Non avrai altri dèi all’infuori di me.

2. Non ti farai idolo, né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai.

3. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.

4. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te.

5. Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.

6. Non uccidere.

7. Non commettere adulterio.

8. Non rubare.

9. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

10. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.

Si noti anche la “sostituzione”, operata dalla Chiesa, del Comandamento “Non commettere adulterio”, diventato nel Catechismo Cattolico “non fornicare”, oppure “non commettere atti impuri”.

Nel 995, Giovanni XIV introduce la “Canonizzazione dei Santi”. Fino a quel momento, nel Nuovo Testamento il termine “Santi” generalizzato si riferisce a tutti i membri della comunità.

Per esempio, Paolo conclude le sue lettere con la tipica espressione “un saluto a tutti i Santi”.

Si potrebbero fare molti altri esempi sul vero significato di questo termine.

L’idea sopravvenuta oggi che essere “Santo” sia una condizione pressoché irrangiungibile per le persone comuni ha una precisa funzione politica, in quanto avvalora l’idea di una società gerarchica, dove i poveri, i semplici e gli umili possono soltanto sottomettersi ai “potenti” (sia del Cielo che della… Terra!) ed invocare la loro “Misericordia” piuttosto che reclamare “Giustrizia”!

Nel 1079, Papa Gregorio VII introduce il “Celibato dei Preti” (fino ad allora erano liberi di sposarsi ed avere figli). 

Sul celibato, nel Nuovo Testamento, si dice l’esatto contrario, ovvero, secondo Paolo, il “Vescovo” deve avere famiglia, in quanto: “…bisogna che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità, perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?” (Prima Epistola a Timoteo, cap. 3).

Nel 1090, viene introdotto il Rosario.

Ciò costituisce l’ennesimo capovolgimento dell’insegnamento di Gesù, che disse: “… e nel pregare non usate inutili dicerie come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per la moltitudine delle loro parole…. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, serratone l’uscio, fai orazione al Padre tuo che è nel segreto…..” (Matteo 6:5-8).

Nel 1184, il Concilio di Verona istituisce l’Inquisizione per gli Eretici. Di tutte le invenzioni della Chiesa Cattolica, questa è quella più immensamente lontana sia dallo spirito e dalla lettera del Vangelo, sia da ogni minimo spirito umanitario con cui si riempie ipocritamente la bocca.

Da questa data, per oltre cinque secoli, la storia della Chiesa Cattolica sarà una storia criminale, fatta di ossessiva ricerca di potere, di intrighi politici ed economici, di stermini, di torture, di roghi, di repressione di ogni atteggiamento di sia pur vaga opposizione, ma soprattutto la religione sarà usata per sfruttare le istintive paure dell’uomo e per sottomettere la gente semplice ed umile con il terrorismo della paura delle punizioni terrestri e divine.

Nel 1190, inizia la “vendita di indulgenze”. Che il denaro possa far acquisire “meriti spirituali”, oltre ad essere un concetto del tutto opposto allo spirito del Cristianesimo, rappresenta una notevole degenerazione morale, sia per la Chiesa che per la gente comune.

Che Dio stesso si lasci “corrompere” dal denaro rappresenterà uno “schema mentale” che avrà delle conseguenza catastrofiche sull’etica e la morale dominante dei paesi cattolici.

Nel 1215, Papa Innocenzo III proclama il “dogma” della “Transustanzazione”. Ovvero, il pane dell’Eucarestia (in seguito sostituito dall’ostia) cessa di essere un semplice simbolo della Comunione per diventare “vero Corpo e vero Sangue di Cristo”.

Dopo aver rinnegato in mille modi lo spirito dell’insegnamento di Gesù, fondato sull’amore, sull’interiorità e sulla libertà, ora la Chiesa di Roma riduce il povero Nazareno ad una piccola particella farinacea da far mangiare ai fedeli!

Una aberrante cerimonia pagana, un “pasto sacro” sanguinario e cannibalesco!

Anche in questo, la Chiesa ha sapientemente manipolato la psicologia dei fedeli: se i preti hanno il potere di trasformare particelle di pane nel “vero” corpo (e sangue) di Gesù, evidentemente occorre sottomettersi a loro con timore!

Nel 1215, nello stesso anno in cui fu introdotta la “transustanzazione”, Innocenzo III rese obbligatoria la cosiddetta “confessione auricolare” ovvero quella fatta all’orecchio del prete.

I primi cristiani offrivano solo a Dio il loro pentimento, nella loro interiorità.

Nel 1229, la Chiesa Cattolica, ormai abissalmente lontana dal Cristianesimo, per prudenza e per evitare contestazioni, decide di mettere la Bibbia (ivi compresi i Vangeli) nell’indice dei “Libri Proibiti”.

Un fedele che avesse “osato” leggere il Vangelo, rischiava dunque la pena di morte come sospetto eretico!

Evidentemente sono provvedimenti che lasciano il segno anche nel DNA, perché a tutt’oggi la maggioranza dei cattolici ignora (e non ha l’intelletto per capirlo) che il contenuto dei Vangeli e della Bibbia è in aperto contrasto con la Chiesa Cattolica e non sospetta minimamente che esistano insegnamenti ben diversi da quelli falsi che sono stati loro inculcati sin dalla primissima infanzia.

Nel 1311, il Battesimo per aspersione dei fanciulli viene reso legale dal Concilio di Ravenna. I primi cristiani battezzavano solo gli adulti, in quanto il battesimo rappresentava un semplice rito simbolico di rinascita, adatto a sottolineare l’iniziazione dei convertiti.

Gesù non invitava le persone a compiere riti religiosi, ma a cambiare vita, a scoprire il Regno di Dio nel proprio cuore, non nelle cerimonie o nelle formalità.

Nel 1439, il Concilio di Firenze trasforma in “dogma” di fede la leggenda popolare del Purgatorio.

Non c’è assolutamente nulla nelle scritture cristiane che alluda ad un simile “luogo” metafisico. Tale credenza viene incoraggiata dalla Chiesa Cattolica con il solo scopo di spaventare i fedeli e, al tempo stesso, per renderli più dipendenti dalle interessate indulgenze della Chiesa.

Nel 1854, Papa Pio IX proclama il nuovo dogma della cosiddetta “Immacolata Concezione”.

Prosegue, dunque, il processo di “divinizzazione” di Maria, perché la Chiesa Cattolica, abile manipolatrice di menti e di Popoli, sa molto bene che più si accentua il ruolo delle divinità“materne” e più la gente regredisce a livello infantile, diventando così ancora più sottomessa all’autorità della Chiesa (che guarda caso, anch’essa si autodefinisce come“Santa Madre”).

Il concetto di “Concezione Immacolata” non ha alcun senso rispetto all’insegnamento di Gesù, bensì deriva dalla metafisica greca e dal paganesimo.

Nel 1870, Papa Pio IX impone alla Chiesa Cattolica un assurdo privilegio che nessun Papa precedente aveva osato mai reclamare: quello della (risibile) “Infallibilità del Papa”.

Guarda caso, ciò è accaduto nello stesso anno in cui la Chiesa, con la presa di Roma, ha perso definitivamente il potere temporale. Quasi una “rivincita”, dunque, sul piano di una pretesa autorità assoluta in campo spirituale e morale.

Che un uomo possa considerarsi una “autorità religiosa”, oltretutto “infallibile”, è uno dei massimi stravolgimenti dell’antica fede cristiana e dell’insegnamento di Gesù.

Nel 1950, PIO XII proclama che il corpo di Maria sarebbe “volato via”, in cielo (dogma della cosiddetta “Assunzione”).

Dove si troverebbe ora? In orbita intorno alla Terra? I fedeli cattolici, ormai immunizzati ad ogni senso del ridicolo, privi di ogni capacità critica, si accontentano del fatto che nel calendario ci sarà un giorno festivo in più, ovvero il 15 agosto, ripristinando così un’antica festa pagana in onore della dèa Diana.

Perché la Chiesa Cattolica impone come “verità” queste leggende pagane?

Perchè sa benissimo che così facendo, la gente si “abitua” ad obbedire passivamente.

Più sono assurdi i dogmi in cui credere, più sottomesso e servile sarà l’atteggiamento mentale del fedele.

E’ una tecnica ben conosciuta dai capi militari, che a volte impongono comandi illogici proprio per “addestrare” ad una cieca obbedienza.

Le radici pagane del Cattolicesimo

Natale

La festività del Natale esisteva già da molto prima della nascita di Cristo e dell’avvento del Cristianesimo.

Era una festa pagana legata al solstizio invernale e godeva di grande importanza in tutto l’Impero Romano.


Ricordiamo che il solstizio invernale è il giorno più corto dell’anno e cade intorno al 21 dicembre. In questo giorno, tra l’altro, il sole tocca il punto più basso rispetto all’orizzonte.

Il 25 dicembre, la durata del giorno rispetto alla notte ricomincia a crescere in modo evidente.

Ovvio che, per le popolazioni antiche, tale evento astronomico fosse visto come un rinnovamento della speranza, una festa della luce, una possibilità di sopravvivenza.

Pertanto, fu mitizzato come “nascita del Dio Sole”, partorito dalla Dea Vergine (personificazione della Notte).


Tale mito, già da molto tempo prima di Cristo, prese varie forme religiose: Horus partorito dalla Vergine Iside in Egitto, Thammuz partorito da Mylitta, o Ishtar, nelle religioni iranico-caldee, etc.

La tradizione giunse fino a Roma nella forma del Culto di Mithra ed entrò nelle abitudini dei romani.

Quando il Cristianesimo iniziò a diffondersi, dovette venire a patti con queste tradizioni molto radicate, per cui la Chiesa tentò, tutto sommato con successo, di “appropriarsi” della festività del Natale, proponendo Gesù Cristo come vero “Sole Divino” che nasce di notte da una Vergine.

Questo accomodamento contribuì, in modo determinante, a modificare la teologia cristiana nel senso di una progressiva “divinizzazione” di Gesù.

Fu Costantino a ufficializzare il giorno 25 dicembre come “Nascita di Cristo”, all’inizio in aggiunta, e non in sostituzione, del Natale di Mithra.

Pretendendo di cristianizzare il paganesimo, alla fine la Chiesa Cattolica è giunta al risultato opposto, ovvero di paganizzare il cristianesimo.

Pasqua

In questo giorno, i cristiani festeggiano la “Resurrezione” di Gesù.

La Pasqua cade la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Si tratta, quindi, di una festività legata all’equinozio di primavera.

Tutti i popoli pagani dell’Impero Romano, e non solo, conoscevano già questa festa, che non è altro che una festa primaverile: gli alberi germogliano, nei prati sbocciano i primi fiorellini e quindi la natura, dopo il freddo inverno, “risorge”.

L’idea di “resurrezione della natura” diventò “Resurrezione di Cristo” e, anche questo mito, in qualche modo, fu “incorporato” nella nuova religione che andava diffondendosi in antitesi al paganesimo, ma, al tempo stesso, paradossalmente, non c’è tradizione pagana che non sia stata “rubata” e fatta propria dalla Chiesa di Roma dei primi secoli.

Le Madonne

Il Cristianesimo non prevedeva alcun tipo di devozione che non fosse rivolta esclusivamente a Dio.

La penetrazione della nuova religione in territorio greco-romano ha fatto sì che fossero importati culti pagani, opportunamente rivisitati per dare loro quantomeno una sfumatura nominalmente cristiana.

La Chiesa di Rima ha sempre tollerato di buon grado queste contaminazioni, in quanto hanno favorito l’adesione al Cattolicesimo da parte delle popolazioni pagane, che potevano così ritrovare elementi a loro familiari.

Di tutte le contaminazioni pagane, la creazione del “Culto della Madonna” rivolto a Maria, madre di Gesù, è forse il più appariscente e anche quello che contrasta di più con i testi dei Vangeli.

Gesù, da buon ebreo monoteista, non ha mai proposto il culto di sé stesso, né ha mai avuto pretese divine. Men che meno ha mai accettato che sua madre diventasse meritevole di particolari onori solo per motivi di parentela fisica.

Al contrario, nel Vangelo di Matteo si legge che, quando Gesù iniziò a predicare, sua madre lo venne a prendere per portarlo a casa, considerando probabilmente una stramberia il fatto che il figlio si dedicasse a problematiche religiose piuttosto che aiutare il padre nel lavoro di falegname.

Quando Gesù seppe che sua madre e i suoi fratelli volevano parlare con lui, rispose con questa frase: “Chi è mia madre? E chi sono i miei fratelli?”. Poi, con la mano indicò i suoi discepoli e disse: “Guarda: sono questi mia madre e i miei fratelli, perché se uno fa la volontà del Padre mio che è in cielo, egli è mio fratello, mia sorella e mia madre” (Matteo 12, 46-50).

Ma non è tutto. Nel Vangelo di Luca si racconta di una donna che fu probabilmente la prima persona a rivolgere delle parole di devozione alla madre di Gesù, in presenza di quest’ultimo. La donna disse infatti: “Beato il seno che ti portò e le mammelle che ti allattarono!” Ma Gesù disse: “Beati piuttosto quelli che odono la Parola di Dio e l’osservano.” (Luca 11:27-28).

Come si vede chiaramente, i Vangeli sottolineano che l’insegnamento di Gesù è teologicamente rigoroso, centrato sull’osservanza degli insegnamenti e non su devozioni sentimentali.

Ma i popoli pagani, che aderivano, per fede, per paura o per convenienza, alla nuova religione, non potevano certo dedicarsi alla lettura dei Vangeli (a parte l’analfabetismo, siamo in un’epoca dove ogni comunità cristiana possiede solo una piccola porzione del Nuovo Testamento) e preferivano seguire una religiosità istintiva, che li portava addirittura a preferire il culto di qualche divinità “materna” piuttosto che l’austera adorazione dell’Unico Dio.

Esistono anche motivazioni psicologiche profonde, che rendono la figura materna più protettiva e rassicurante di quella paterna.

Il Culto della Madonna, sebbene contenga elementi sincretistici di varia provenienza, deriva principalmente dal Culto di Iside.

E’ Iside che era definita la “Vergine”, come del resto molte altre madri di eroi divini secondo i miti mediterranei.

Poiché Iside rappresentava la Notte (nei miti pagani sono rappresentati anche eventi astronomici), molte sue statue erano nere (come le tenebre appunto) e questo spiega l’esistenza di “Madonne Nere”.

Tuttora esistono più di 450 luoghi in cui si trovano Madonne Nere.

E’ stato appurato, da reperti, che moltissime Chiese Cattoliche sono sorte su antichi templi di Iside, ad esempio la Chiesa di S. Stefano a Bologna, come pure Notre Dame a Parigi.

Nei secoli passati molte immagini e statue delle originali Madonne Nere sono state distrutte o si trovano in collezioni private. Alcune sono state restaurate e, spesso, sono diventate bianche (a volte sono state anche riprodotte su marmo bianco), forse per cancellare la loro origine “pagana”!

La Chiesa Cattolica, nei secoli, pur non avendo alcun conforto nei testi evangelici, anzi in antitesi agli stessi Vangeli, è andata elaborando una “Teologia Mariana” che ha concentrato sempre di più su Maria le mitologie pagane sulle divinità femminili, materne, vergini.

Persino le feste dedicate a Maria sono la trasformazione, anzi, per meglio dire, il proseguimento, di antiche feste dedicate alle madonne pagane.

Fu il Concilio di Efeso a introdurre ufficialmente nella Chiesa il mito pagano della Dèa Madre che, fecondata da un Dio padre, fa nascere un essere semidivino.

Maria fu proclamata “Madre di Dio” nel 431, ben oltre quattro secoli dopo la predicazione di Gesù.

Non è un caso che ciò sia avvenuto proprio ad Efeso, città che aveva un forte attaccamento al culto di una Madonna (in questo caso si trattava di Artemide o Diana).

Negli Atti degli Apostoli si racconta che quando Paolo arrivò in questa città con il proposito di fondare una comunità cristiana, incontrò una forte ostilità da parte della folla, che l’accusava di minacciare la sopravvivenza del culto della loro “Madonna”.

Le grida “Grande è l’Artemide degli Efesini!” (Atti 19,28) mostravano la potenza di un culto che indusse Paolo a lasciare la città.

Il fatto è che, per i primi cristiani, era assolutamente impensabile la sola idea di poter avere un culto di tipo “mariano”.

Chi l’avrebbe detto che, dopo quattro secoli, i pagani non avrebbero più temuto che il Cristianesimo entrasse in competizione con il mito della dèa madre? Anzi, al contrario, i pagani sono riusciti ad introdurre i loro miti nel Cristianesimo.

Il Culto dei Santi

I primi cristiani avevano la più totale repulsione per ogni tipo di onore o devozione, sia per le persone che per le statue o immagini, essendo rigidamente monoteisti come gli ebrei.

Negli Atti degli Apostoli, si racconta che Pietro rimproverò Cornelio perché si era inginocchiato davanti a lui, con la frase: “Levati, anch’io sono uomo!” (Atti 10:25-26).

Non appena il Cristianesimo iniziò a diffondersi in terre pagane, la prima e più immediata esigenza dei nuovi convertiti fu di trovare un corrispettivo alle divinità protettrici del politeismo.

La Chiesa, da sempre intollerante solo quando si mette in discussione la sua autorità, ma estremamente compiacente nell’assecondare ogni compromesso spirituale pur di espandersi numericamente, ha pensato bene di istituire, prima a livello ufficioso, poi come vero e proprio dogma, il Culto dei Santi.

In realtà, per i primi cristiani il termine “Santo” era esteso a tutti i credenti. Tutte le epistole di Paolo terminano con dei saluti e, spesso, si leggono frasi del tipo “salutatemi tutti i santi che sono nella tale città”, etc.

Tuttavia, dopo circa un secolo dall’inizio dell’espansionismo cristiano, si cominciò prima a parlare di “martiri” a proposito di coloro che erano morti a causa di persecuzioni e, successivamente, di “Santi” per designare coloro che erano riusciti a mettere in pratica in modo efficace tutta la dottrina.

Entrambi, martiri e santi, furono oggetto di culto in sostituzione della pluralità di dèi che, a livello psicologico, non potevano trovare una adeguata sostituzione nella semplice e austera adorazione dell’Unico Dio monoteista giudeo-cristiano.

Poiché gli dèi pagani erano sempre protettori di qualche categoria di persone, si pensò bene di attribuire ad ogni santo una particolare predisposizione nel proteggere (o, meglio, patrocinare) persone, luoghi o eventi.

La festa del Dio locale diventò la “Festa del Patrono”.

Anche molti templi, dedicati agli dèi e alle dèe pagane, furono rinominati con nomi di Santi simili ai nomi delle antiche divinità.

Cosicché, ad esempio, molti templi di Giove divennero Chiese di San Giovenale (un Santo che non esiste). Ci sono, poi, innumerevoli luoghi dedicati alle divinità femminili, principalmente templi di Iside, che sono poi diventate Chiese dedicate a Maria.

La Candelora

I romani, per le calende di febbraio, illuminavano la città per tutta la notte con fiaccole e candele, in onore della dea Februa, madre di Marte, dio della guerra, e imploravano dal figlio la vittoria contro i nemici.

La Chiesa Cattolica ha mantenuto la festa modificandone il significato, dedicandola alla commemorazione del rito di “Purificazione di Maria” che, come tutte le donne ebree, dopo aver partorito, si sottopose al prescritto periodo di isolamento, una sorta di quarantena dettata da precauzioni igienico/sanitarie, sia pure codificate sottoforma di pratica religiosa.

Il mese di maggio e le rose

Secondo la Chiesa Cattolica, è il “Mese della Madonna”. In realtà, il mese di maggio era dedicato, dalla religione romana, alla Dèa Maia.

E sempre a lei erano dedicate anche le rose.

San Giovenale

Come già detto in precedenza, questo Santo non è mai esistito.

Si tratta solo di una denominazione vagamente “cristianizzata” con cui si rinominavano i Templi di Giove trasformati in Chiese.

REDAZIONE
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