18 gennaio 2016

Adozioni omosessuali, anche il Liechtenstein dice no

Adozioni omosessuali, anche il Liechtenstein dice no




La vicina Austria ha già aperto alle adozioni per le coppie omosessuali. Ma nel piccolo Stato del Liecthenstein non ci pensano nemmeno a seguire l’esempio dell’ingombrante vicino. Così, dopo la legge dal 2011 ha regolamentato le unioni civili anche per le persone dello stesso sesso (ma senza permettere le adozioni), non ci saranno ulteriori aperture.
A chiudere del tutto è stato il Principe Hans Adam, nella consueta intervista di inizio anno data a Radio Liecthenstein, la radio di Stato. Nella conversazione, Hans Adam si sofferma sulla politica interna e internazionale, parla di attualità politica e sociale, fa qualche previsione sul nuovo anno. A condurre c’è il caporedattore Martin Frommelt. Che a un certo punto sgancia la domanda bomba. “Seguiremo i passi dell’Austria in tema di adozione per le coppie omosessuali?”
Lo speaker si riferiva ad una sentenza della Corte Costituzionale austriaca emessa nel gennaio del 2015, che aveva equiparato i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle coppie eterosessuali, includendo così anche il diritto all’adozione. Non è così in Liechtenstein, dove il Parlamento ha regolamentato nel 2011 le unioni civili, stabilendo per esse diritti simili a quelli del matrimonio in termini di eredità, sicurezza sociale, pensioni e immigrazione, ma escludendo del tutto la possibilità di adozione e procreazione assistita.
Alla domanda, il principe Hans Adam ha risposto con chiarezza: il Paese continuerà per la sua strada. Ovvero, continuerà a dire no alle adozioni per le coppie omosessuali. “Penso che dovremmo continuare con questo divieto. Abbiamo l’obbligo di controllare con precisione se l’adozione contribuisce all’interesse del minore; devo dire che se permettiamo che due omosessuali adottino un bambino, anche qualora lo facessimo in difficili situazioni nei Paesi in Via di Sviluppo, si tratterebbe di una azione irresponsabile”, ha detto il Principe.
Il capo dello Stato ha inoltre affermato che se la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo costringesse il suo paese a riconoscere l’omogenitorialità, la sentenza sarebbe ignorata dalle autorità nazionali., anche perché – ha aggiunto scherzosamente – “la Corte non ha truppe che possano invaderci”.
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