10 dicembre 2015

Un tranquillo fine settimana di guerra e pace in Donbass. La guerra taciuta dai media occidentali

Un tranquillo fine settimana di guerra e pace in Donbass. La guerra taciuta dai media occidentali


- di  Max Bonelli –
Donbass è il nome dato alla regione che corrisponde al bacino del fiume Donetz, sud-est Ucraina. Ormai non se ne sente più parlare di questo angolo di mondo che ha tenuto sulle spine tutta Europa per la prima guerra ”calda” tra occidente e russi, e quando intendo russi non faccio riferimento alle divisioni russe fantasma che dichiarava il Dipartimento di stato americano tra il maggio 2014 e marzo 2015 ma ai 7 milioni di russi e russofoni che vivono da sempre in questa area composta dalle regioni di Donetsk e Lugansk. Come dicevo la cronaca estera dei media non ha spazio per questa regione e gli italiani potrebbero pensare che la colomba della pace, magari sorvegliata dagli occhi attenti della OCSE, stia svolazzando nel gelido tardo autunno della steppa del Donbass. Purtroppo la ”Columba Palumbus” nei cieli della regione deve schivare giornalmente altri oggetti in volo che quotidianamente soprattutto al calar della sera solcano i cieli di queste terre. Sono in varia misura granate di mortai da 82, 120 mm ed ultimamente anche i tiri tesi dei cannoni da cannoni da 100mm presumibilmente dei T54 o 55 che l´esercito ucraino ha rispolverato dai magazzini vista la moria di mezzi blindati avvenuta nel caldo inverno della campagna di Debatzevo del 2015.
Il 4 novembre ne ha fatto le spese una donna che è stata colpita a nord di Gorloka da uno dei frequenti colpi che l’esercito di Poroshenko è solito inviare all’imbrunire agli abitanti delle regioni separatiste. Si avete letto bene agli abitanti non ai miliziani, sparano sulle città è un loro modo per dargli la buonanotte, non sono tiri che hanno un significato militare sono bombardamenti mirati a ricordare alla gente che loro sono pronti, basta un ordine dall’ambasciatore USA a Kiev (il proconsole di Obama in Ucraina) per scatenare di nuovo la guerra.
Nella notte tra il 4 ed il 5 dicembre gli ucraini hanno sparato con tutto quello che avevano e non dovrebbero avere a disposizione, mortai da 120 e cannoni da 100 nonostante che i calibri superiori ai 100 dovevano stare 25 km dalla linea di contatto. I super pagati funzionari OCSE faranno il loro sopralluogo diranno che è difficile stabilire esattamente da dove sono arrivati i colpi ed al massimo si ritroveranno la macchina la mattina inzaccherata con vernice rossa, l´unico modo innocuo ma chiaro degli abitanti locali di manifestare il loro disprezzo per questi funzionari che stilano rapporti pilateschi. Solo nella notte in questione sono stati registrati 12 bombardamenti nella Repubblica di Donetsk che hanno interessato la zona Nord della città di Donetsk e l’area di Gorloka. Quello che è avvenuto è normale, ogni giorno avvengono violazioni della tregua da parte ucraina accuratamente silenziate dalla stampa nostrana. Tra il 27 novembre ed il 4 dicembre si sono contati 3 morti tra la milizia oltre la donna già menzionata, due feriti (un militare ed un civile) sono il bilancio di 8 giorni di bombardamenti intermittenti.
Come silenzio tombale si ha sulla situazione democratica nelle regioni dell’est Ucraina sotto regime ATO (Antiterroristiceskaia Operatia) e più in generale nel resto dell’Ucraina. Non bisogna sfogliare di molto i fogli del calendario per sentire il fresco vento della libertà atlantica imposto in Ucraina. Un esempio ne è l’arresto del giornalista Dmitry Vasilets che ha lavorato con il canale ucraino 17 ed il cui reato è quello di sostegno al movimento separatista.
Il suo sostegno si manifestava nel pretendere di far conoscere agli spettatori del suo programma il punto di vista dei separatisti oltre che quello degli ucraini che li combattevano. Sottoposto a programmi di attacco giornalistico dai suoi colleghi di altri canali televisivi che ne invocavano l’arresto, è stato messo sotto processo per aver installato un punto ricezione notizie a Donetsk.
Cercare di far sapere quello che pensa il popolo del Donbass è di fatto un reato nella Ucraina di Poroshenko. Ma l´ Ucraina offre ulteriori performance democratiche come quella del 3 dicembre ad Odessa. La polizia ha giudicato non reato e quindi non perseguibile l’irruzione dei radicali nazisti diPravy Sektor effettuata in data 30 novembre nell’aula della Corte di appello di Odessa, dove gli estremisti, minacciando di non far uscire nessuno costringono la corte a pronunciarsi a favore del rilascio di 5 imputati per i fatti della strage di Odessa del 2 maggio. Che dire una belle brezza di pace atlantica soffia sull’Ucraina.
Queste notizie sono tratte dal sito in lingua inglese Truth About Ukraine presente solo sul social network V-kontakt dopo che Facebook ne ha cancellato la pagina. Il sito era seguito da 22.000 persone ed ha fatto un’informazione attendibile su quello che è avvenuto in Ucraina, la brezza democratica non lo ha risparmiato.
Max Bonelli
Nella foto: Missione OSCE all’aeroporto di Donetsk
Posta un commento

Facebook Seguimi