14 dicembre 2015

SUVVIA, VATTENE A FANCULO,,,RESTARE, PARTIRE, O MEGLIO FUGGIRE? QUESTO è IL DILEMMA:


RESTARE, PARTIRE, O MEGLIO FUGGIRE? QUESTO è IL DILEMMA: è curioso rendersi conto di come tante persone, in modi diversi, siano accomunate da un disagio profondo, un buco nero, un malessere radicato che ormai, credo, ha un qualcosa di generazionale. E’ come se in questa precisa epoca, in cui tutto corre veloce verso chissà dove (chissà), in cui l’ansia di arrivare ha ormai soppiantato il puro e semplice piacere di andare, ecco, è come se in ciascuno di noi si facesse strada e maturasse un germoglio di lucidità, un istinto vitale che alimenta mille domande che si possono riassumere in una sola: ma io che cavolo sto correndo a fare? 
Ed è a questo punto che inizia a mancare il respiro, che si perdono quei punti di riferimento che fino a poco prima sembravano totem inamovibili, è proprio a questo punto che si perde il filo con quello che si è e con quello che si fa, e l’unica via che appare possibile è la fuga. 
Fuggire, via da qui, da questo inverno freddo e desolato, via da questo cielo rivestito di stelle che sembrano non brillare per noi. Fuggire da noi stessi, perché ci facciamo paura, così fragili e sperduti. 
Eppure fuggire non è sempre fuggire da se stessi. A volte è semplicemente fuggire verso se stessi. 
E a quel punto, io ne son convinto, non è nemmeno più una fuga. 
Diventa un viaggio. 
Certo, quel malessere che non ti fa stare bene con te stesso è una cosa in comune sia al fuggire che al viaggiare (intesi come sopra). 
La differenza è un'altra. 
Fuggire è credere di aver individuato il problema nel posto da cui stai fuggendo. E' un po' come dirsi una grossa bugia, fare finta di non vedere quel dannato buco dentro. Cambiare aria, e convincersi che quella è la soluzione. 
Ma poi quel buco te lo porti dietro, che tu fugga anche a mille chilometri di distanza, andrà a finire che dovrai fuggire anche da lì. 
Perché alla fine, non si fugge da se stessi. 
Viaggiare è tutta un'altra cosa. 
Hai quel buco dentro, ma ne sei consapevole, lo sai, lo riconosci, sai che hai bisogno di riempirlo e di lavorare per stare bene con te stesso. 
E quindi parti (non fuggi), perchè a volte il solo viaggiare ti mette in relazione con tutte quelle cose che ti possono aiutare a trovare la chiave. 
E viaggiare non vuol dire per forza mille chilometri. 
Viaggiare può essere anche semplicemente cambiare lavoro, cambiare abitudini, cambiare taglio di capelli e sorridere allo specchio in un modo nuovo. 

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