31 dicembre 2015

Stime Istat sulla crescita: l’effetto degli 80 euro elargiti da Renzi è pari a zero


Risale la spesa delle famiglie dopo tre anni: nell’anno in corso segna un aumento dello 0,2%. secondo una stima dell’Istat che il 2015 non ha avuto un ulteriore miglioramento con una crescita dei consumi delle famiglie pari allo 0,5%. Per quanto riguarda le prospettive dell’economia italiana, l’Istat sottolinea che dal bonus di 80 euro deciso dal governo ci sarà «un minimo effetto positivo sui consumi privati nel 2014/2015, con un effetto trascinamento» anche per i prossimi anni. La spinta sui consumi è dunque “minima” mentre prospettive di crescita giungono dall’aumento degli investimenti (+1,9%). Nel 2016 il Pil in termini reali salirà dello 0,6%, mentre nel 2017 è prevista una crescita dell’1,0%. Previsione peggiori di quelle ufficializzate dal governo che nelle ultime stime ufficiali indicava +0,8% per il 2015 e +1,3% per il 2016.

Sul fronte dei senzalavoro le notizie restano pessime: il tasso di disoccupazione peggiorerà nel 2015, salendo al 12,7% (12,2% nel 2013); si stabilizzerà verso il 2016 quando è atteso in calo al 12,4% e si ridurrà ulteriormente nel 2017 al 12%. La quota di disoccupati di lunga durata pesa sulla dinamica del mercato del lavoro ed è risultata la più rilevante tra i principali paesi europei con un crescita rispetto all’anno precedente di circa 6 punti percentuali. Tale componente è cresciuta significativamente (circa il 56,4% del totale dei disoccupati, erano il 45,1% all’inizio della crisi), sia nel Mezzogiorno sia nel Nord-Est.
La crescita a +0,2%, sottolinea il Codacons, era una stima già avanzata dal governo Letta per il 2014. Se ora l’Istat la ribadisce, significa che l’effetto degli 80 euro è pari a zero.

Enzo Vincenzo Sciarra
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