14 dicembre 2015

Parigi, la presa per il “COP”. Perché non è vero che ridurranno il consumo di petrolio.

Parigi, la presa per il “COP”. Perché non è vero che ridurranno il consumo di petrolio.


AVVERTENZE PER L’USO: QUESTO È UN ARTICOLO POLITICAMENTE SCORRETTO, POCHE RIGHE PER DIRE CHE LA CONFERENZA SUL CLIMA COP21 È STATO UN GRANDISSIMO CIRCO MEDIATICO.

CHI VUOL FARSI PRENDERE PER IL “COP” FACCIA PURE.

Ecco che finalmente dopo giorni e giorni di faticoso dibattito si è arrivati all’annuncio dello “Storico accordo per salvare il pianeta“, “salvare il pianeta”, manco fosse arrivato un super eroe, una frase che può pronunciare solo gente che ha visto troppi film della Marvel.  Ma non basta, si è deciso che non ci accontentiamo più di limitare l’aumento della temperatura a 2 gradi centigradi entro il 2100, nossignore, vogliamo stupire con effetti speciali limitando l’aumento a meno di 2 gradi, possibilmente a 1,5. Ma sì, proprio una bella idea, che poi mettiamo la scritta sulla Torre Eiffel che fa tanto bene al turismo:
1,5degree
E così scopriamo che abbiamo trovato il termostato del pianeta, un po’ come a casa quando hai il riscaldamento autonomo, una giratina alla rotellina coi gradi e sei a posto. In questo modo ridurremo le emissioni di CO2, finalmente quel dannato 5% che emettiamo (il restante 95% è di origine naturale) scenderà di uno zero virgola qualcosa e il pianeta sarà salvo… L’entusiasmo è stato grande, come riporta Rai News “Molte persone, uscite dalla plenaria del centro congressi di Le Bourget, facevano il segno della vittoria“, quasi duecento paesi si sono trovati d’accordo nel continuare sostanzialmente a lasciare usare i combustibili fossili al nord del mondo e pagare il sud perché continui a non usarli. Circa 100 MLD di Dollari l’anno sono una bella cifra per comprare l’accondiscendenza di governi più o meno democratici del Terzo Mondo.
Quindi saremmo in un mondo che si appresta a i fare a meno dei combustibili fossili, un modo che dagli anni ’90 ad oggi ha devastato paesi come l’Irak e la Libia per controllarne il giacimenti di petrolio, che ha scatenato una guerra in Siria anche per far passare un gasdotto. E ancora di gasdotti si tratta quando si parla di guerra in Ucraina, nel frattempo si fanno nuove ricerche nell’Artico e nel Mediterraneo, uno strano mondo che vuol rinunciare ai fossili, al punto di massacrare anche il sottosuolo degli Stati Uniti (e non solo) col fracking per estrarre lo Shale gas.
La realtà è diversa da quello che si è detto a Parigi, la realtà mostra un ruolo ancora centrale del petrolio e del gas per il futuro, chi può mettere in campo il proprio peso politico e militare cerca disperatamente di controllare le riserve e il mercato del petrolio. Nessuno che oggi è disposto a devastare con la guerra intere regioni del pianeta ha evidentemente la minima intenzione di farne a ameno dei combustibili fossili o ne ridurrà l’impiego. E’ una semplice questione di coerenza.
Il confronto “Conferenza COP21 Vs guerre in Medio Oriente, in Africa e in Ucraina” è impietoso, chi vuol credere alle balle esulti per l’accordo sul clima, per gli altri la vera partita è sui campi di battaglia per accaparrarsi le fonti energetiche che emettono CO2.
Di sicuro tutti sono d’accordo che in cambio di un po’ di quattrini, che andranno a finire non si sa dove, i paesi del Terzo Mondo sono destinati a restare senza energia e nella miseria. Il vero accordo è questo.
Posta un commento

Facebook Seguimi