03 dicembre 2015

Nel Nome delle Banche: Il Piddì Propone l’Obbligo di Accettare Pagamenti Elettronici per il Caffè al Bar.

Nel Nome delle Banche: Il Piddì Propone l’Obbligo di Accettare Pagamenti Elettronici per il Caffè al Bar.

Nel nome delle banche, il Piddì di Matteo Renzi propone un sobrio emendamento in finanziaria che costringerebbe gli esercenti ad accettare pagamenti elettronici al di sotto dei 30€ di spesa.

Ovviamente tutto allo scopo di eliminare la malvagia evasione fiscale legata al cappuccino e la brioches.

Come no.

In realtà si tratta di un ennesimo tentativo di trasferire ricchezza dai cittadini italiani alle banche attraverso le commissioni bancarie connesse all’utilizzo del denaro elettronico.

Il Partito Democratico ovvero il partito delle banche, in due settimane prima ha salvato sia con soldi pubblici che con quelli degli obbligazionisti subordinati le SUE banche in centro italia, e poi tenta di dare il contentino di sistema costringendo gente che si spacca la schiena ogni santo giorno a accettare pagamenti elettronici e relativi costi PER LEGGE!

Davvero Complimenti.


ROMA – Una proposta di emendamento alla legge di Stabilità, presentato dal Pd, punta ad ottenere tre effetti: abolire la soglia dei 30 euro al di sotto della quale i commercianti possono rifiutare i pagamenti elettronici; tagliare le commissioni per gli acquisti al di sotto dei 5 euro; prevedere multe per i commercianti che non si dotano del pos, la macchinetta per il bancomat, o non consentano di usarlo.

Una novità questa che non piace all’opposizione per le possibili ripercussioni negative sul i commercianti e fa parte del pacchetto di 4.900 modifiche alla manovra presentate alla Camera.

L’emendamento in sostanza prevede:

1) Abolizione della soglia dei 30 euro (sotto cui gli esercenti potevano negare i pagamenti digitali)

2) Tagli alle commissioni per le piccole transazioni (sotto i 5 euro)

3) Sanzioni per chi non accetta i pagamenti elettronici

La stessa proposta attribuisce alla Banca d’Italia «poteri di indagine, controllo e di intervento anche sanzionatorio» per garantire il rispetto delle commissioni e contrastare tentativi di elusione da parte dei prestatori dei servizi di pagamento.

La libera circolazione del contante e la libera concorrenza fra i mezzi di pagamento è un fattore di crescita economica, eliminare ogni limite all’utilizzo dei contanti se non una segnalazione obbligatoria alle autorità per questioni di anti-riciclaggio al di sopra di almeno 20.000€ è una misura a costo zero che darebbe una enorme spinta al PIL e alle entrate fiscali complessive.

Il problema non è la lotta all’evasione fiscale, ma ingrassare il vero potere in uno Stato ormai bancocentrico, l’ItaGlia.

Che tristezza.

Siate Consapevoli, siate Preparati.



Di fronte alla proposta del Governo (giusta e sacrosanta) di aumentare il tetto per l’utilizzo del denaro contante dagli attuali 1.000 a 3.000 euro, la minoranza PD (cioè quella che nel 2012 sosteneva il Governo Monti, ratificava il Fiscal Compact e costituzionalizzava il vincolo del pareggio di bilancio) ha presentato un emendamento alla Legge di Stabilità che prevede l’obbligo per commercianti, artigiani, professionisti ed esercenti una qualsiasi attività commerciale e professionale, di accettare pagamenti elettronici (con carte di credito, di debito etc…) anche per somme inferiori a 5 euro, con consequenziale obbligo di dotarsi del POS (pena sanzioni severissime!).

In realtà, a far data dal 30 giugno scorso, il predetto obbligo era già entrato in vigore per somme superiori a 30 euro.

Qualora l’emendamento della minoranza PD trovasse accoglimento, il cittadino che chiedesse al commerciante o all’artigiano di pagare anche solo 1 euro con il bancomat o con la carta di credito, questi non potranno rifiutarsi di accettare il pagamento elettronico! Rispetto a giugno, quindi, si vuole provvedere solo ad eliminare la soglia dei 30 euro.

Tuttavia, qualora il cittadino non avanzasse alcuna richiesta di cui sopra (cioè non chiedesse di voler pagare con strumenti elettronici), il pagamento del caffè o della parcella professionale potrà avvenire anche in contanti entro il nuovo limite dei 3.000 euro.

Se da un lato l’innalzamento a 3.000 euro della soglia massima per l’utilizzo del contante è una misura sacrosanta, dall’altro – qualora l’emendamento della minoranza PD trovasse accoglimento – saremmo di fronte ad un’ulteriore restrizione della libertà economica e personale ad esclusivo vantaggio delle banche e di quel criminale potere sovranazionale al servizio del capitale internazionale.

È pur vero che il medesimo emendamento, se approvato, prevede anche una riduzione delle commissioni bancarie per transazioni sotto i 5 euro (riduzione e non eliminazione), ma è altrettanto vero che resta una misura del tutto illiberale e figlia della fallimentare cultura del sospetto! Neanche nella Russia comunista si era arrivati a tanto!

Ma i nostri post-comunisti, reciclatisi in europeisti e vestitisi con la bandiera dell’UE, dimostrano di essere sempre i soliti giacobini!

Come diceva esattamente sessant’anni fa il grande Piero Calamandrei, “la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare“! E aveva ragione!!!

Fate silenzio però…”ce lo chiede l’Europa”!
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