03 dicembre 2015

Nè con Renzi, nè con Salvini: il buon senso è con Assad

Nè con Renzi, nè con Salvini: il buon senso è con Assad

La professione della tutela delle sovranità viene scongiurata dalle incoerenze di una pessima direttrice di politica estera. Prima o poi, la Lega Nord e il suo Segretario dovranno rispondere all’obbligo programmatico di prendere una netta e congruente posizione. Solidarizzare con Putin delegittimando il Presidente siriano, e condannare le strategie statunitensi plaudendo a Netanyahu, sono i riflessi della notevole confusione di un propagandismo accattona-voti, senza lungimiranza, né scopo risolutivo.

La reazione non equivale alla soluzione. Rivoltarsi è, però, la via migliore per opporsi all’annullamento. Non esiste canone che richieda considerazione. La reazione deve solo rispettare il principio della sovversione culturale: arringare gli animi, spingendoli alla rivolta dell’intelletto. I capovolgimenti radicali non appartengono all’epoca dell’involuzione del pensiero, in cui la segmentazione dell’assurdo si diffonde epidemicamente e l’esilio della coscienza diviene inevitabile.

La ribellione occorre a sopprimere l’insistenza del relativismo, e ad elevare le ragioni dell’Umanità. La reazione, dunque, è il canale principale per avvicinarsi alla soluzione. Matteo Salvini inciampa spesso nella non totale comprensione di questo paradigma. E si limita nelle contraddizioni della sua inconsapevolezza. Il perenne e sbandierato sostegno a Putin, ad esempio, non coincide con talune prerogative dell’attuale Lega Nord. La prova empirica è presto sfornata dal salotto della solita Lilli Gruber, che si è apprestata a fungere da ancella accomodante per le confusionarie tesi salviniane. In virtù delle quali, Bashar al-Assad dovrebbe essere epurato dal conclave della diplomazia internazionale. Un’insulsa osservazione, in dispotica salsa occidentalista.

Geopoliticamente, la battaglia del Presidente siriano all’unipolarismo occidentale, è cardine del ripristino di un ordine sociale e pacifico nelle regioni mediorientali. Nell’ottica della polverizzazione del fondamentalismo islamista, invece, le pulsioni di Salvini a reprimere l’ISIS, convergono verso un’alleanza necessaria con la massima carica di Damasco. A meno che all’altro Matteo non riguardi esclusivamente l’elemosina elettorale, sfamando la pancia degli incazzati con la focaccia di Cerbero, condita di miele e soporifere boiate. Da Strasburgo a Lampedusa, il Comunista Padano – riciclato in Camerata di Pontida – pontifica le piccole comunità ed incensa l’autodeterminazione. Ma non lascia che siano i siriani a scegliere se deporre democraticamente il loro Presidente. La professione della tutela delle sovranità viene scongiurata dalle incoerenze di una pessima direttrice di politica estera. Prima o poi, la Lega Nord e il suo Segretario dovranno rispondere all’obbligo programmatico di prendere una netta e congruente posizione. Solidarizzare con Putin delegittimando Assad, e condannare le strategie statunitensi plaudendo a Netanyahu, sono i riflessi della notevole confusione di un propagandismo accattona-voti, senza lungimiranza, né scopo risolutivo. Il buon senso sta con Bashar.”

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