16 dicembre 2015

COME I MECCANISMI EUROPEI POSSONO DEPREDARE UN SISTEMA CREDITIZIO: IL CASO GRECIA


In un interessantissimo articolo pubblicato da Yanis Vaorufakis sulla depredazione del sistema creditizio greco, che ritengo possa essere una lettura estremamente interessante. Con questo capirete la logica, alternativamente idiota o rapace, lascio a voi la scelta, della politica di Bruxelles sul sistema bancario dei paesi mediterranei. 
Cerchiamo di ricostruirne con calma le fila  delle varie operazioni di salvataggio del sistema creditizio greco. Nel 2012 , a causa della crisi , il settore era in gravissima sofferenza, ed il governo si fece prestare all’unione 41 miliardi di euro dei soldi dei contribuenti per ricapitalizzare il sistema bancario, per un valore pari al 22% del PIL greco.  Nel progetto di salvataggio questo primo bail-out doveva salvare in modo definitivo il sistema.
Purtroppo i programmatori della UE e del FMI non avevano calcolato la spirale deflazione/decrescita figlio delle misure imposte dalla UE. Questo fece si che nel 2013, con la formazione del EFSF e dell’HFSF (hellenic financial stability fund) fosse necessario ripompare soldi nelle 4 principali banche “Sistemiche” greche, per la precisione 40  miliardi di euro dei contribuenti europei, perchè le astute norme europee impediscono alla BCE di finanziare le banche greche a tasso 0: bisogna mandare in rosso i tassi dei risparmiatori  di mezzo mondo…. In cambio di questi soldi furono emessi 40 miliardi di azioni senza diritto di voto delle banche in questione. 
Ad ottobre del 2013 fu organizzato un nuovo aumento di capitali, ma questa volta diretto verso investitori privati. La trojka pensò bene di scontare il valore delle singole azioni dell’80% per invogliare questi investitori, e fu specificamente vietato al HFSF di parteciparvi, impedendogli quindi di “mediare” fra le due emissioni e quindi di moderare le perdite. Al contrario vi si buttarono a pioggia gli hedge funds, ad alto rischio, annusando l’affare. Quindi i contribuenti europei  videro diluire e svalutare la loro partecipazione, mentre agli speculatori venne fatto un bel regalo.
Naturalmente le cose in Grecia non sono andate come la Trojka si aspettava: la crisi portò le sofferenze bancarie al 40% del totale, e ci si mise in mezzo il semestre di “Follia” di Varoufakis, che non accettava un altro bail out in assenza di accordo completo per la riduzione del debito. Già a fine 2014 si valutava la necessità di una iniezione di 21 miliardi di euro freschi. Con la chiusura del sistema bancario a luglio il problema si accuì per cui a novembre lo HSFS ha dovuto iniettare altri 6 miliardi. Pensate che questo nuova iniezione sia stata fatta alla stesse condizioni degli hedge fund ? NO,sono state fatte alle stesse condizioni di sottoscrizione del capitale dell’iniezione del 2013.
Quindi abbiamo questa situazione :
INTERVENTO PUBBLICO DELLA UE (HFSF, I VOSTRI SOLDI) : 
46 MILIARDI INIETTATI; 26% DEL CAPITALE
INTERVENTO DEGLI HEDGE FUND
5,1 MILIARDI INIETTATI:  74% DEL CAPITALE.
Un ottimo affare! Considerando poi che questi investitori privati non sono gruppi bancari o imprenditori interessati nello sviluppo del sistema bancario greco, ma sono puri hedge fund attratti da un rapido ritorno(John Paulson, Brookfield, Fairfax, Wellington, ad esempio) a cui Bruxelles ha regalato, letteralmente , la maggioranza nelle quote bancarie.
Insomma tutti questi Bail in e Bail out paiono essere disegnati per permettere ai soliti di guadagnare, lasciando al pubblico le perdite.
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