14 dicembre 2015

IN CHE MODO ISRAELE E L’ISIS SONO CULO E CAMICIA

IN CHE MODO ISRAELE E L’ISIS SONO CULO E CAMICIA


DI F.WILLIAM ENGDAHL
Quest’articolo è un altro pezzo del rompicapo. Ci fornisce informazioni cruciali che ci rendono in grado di vedere attraverso la nebbia che circonda le connessioni tra gli USA, Israele, Turchia e l’organizzazione più fanatica a livello mondiale: ISIS, ISIL, Stato Islamico o Daesh.
Il cosiddetto Stato Islamico non è ciò che afferma di essere. Così come la Federal Reserve, che non è federale e nemmeno ha riserve, lo Stato Islamico non è Islamico e nemmeno è uno Stato. È un gruppo terrorista che è stato creato dall’intelligence americana e da mercenari alleati dei sionisti, addestrati presso le basi CIA in Giordania e lasciati a dare libero sfogo sulla popolazione di Siria e Irak, per destabilizzare quei Paesi, in assistenza a Israele.
Ciò non doveva decisamente accadere. Sembra che un soldato israeliano con il rango di colonnello sia stato “colto in flagrante con l’IS.” Con ciò intendo che è stato catturato da soldatidell’esercito iracheno, nel bel mezzo di un branco di terroristi del cosiddetto IS o Stato Islamico o ISIS o DAESH, a voi la scelta. Sotto interrogatorio da parte dell’intelligence irachena ha rivelato, a quanto pare, il ruolo dell’IDF (NdT. Israel Defense Forces) di Netanyahu nel dare supporto all’IS.
Alla fine di ottobre un’agenzia di notizie iraniana, citando un ufficiale superiore dell’intelligence irachena, ha riferito della cattura di un colonnello dell’esercito israeliano, di nome Yusi Oulen Shahak, secondo testimonianze connesso al Battaglione Golani dell’ISISche opera in Iraq sul fronte di Salahuddin. In una dichiarazione all’agenzia di notizie Fars, un Comandante dell’Esercito iracheno ha affermato, “Le forze popolari e di sicurezza hanno tenuto prigioniero un colonnello israeliano.”
Ha aggiunto che il colonnello dell’IDF aveva “partecipato a operazioni del gruppo terrorista Takfiri ISIL.” Ha detto che il colonnello è stato arrestato assieme a un certo numero di terroristi ISIL o IS, fornendone i dettagli: Il nome del colonnello israeliano è Yusi Oulen Shahak e ha il rango di colonnello nella Brigata Golani… con il codice militare e di sicurezza di Re34356578765az231434.”
Perché Israele?                   
Sin dall’inizio del bombardamento molto efficace da parte della Russia di target scelti dell’IS in Siria il 30 settembre, dettagli del ruolo molto sporco non solo di Washington, ma anche della Turchia, Stato membro della Nato sotto la presidenza di Erdogan, del Qatar e di altri Stati, sono venuti alla luce del sole per la prima volta.
Sta diventando sempre più evidente che almeno una fazione nell’Amministrazione di Obama abbia rivestito un ruolo molto sporco dietro le quinte nel dare sostegno all’IS, in modo tale da avanzare la rimozione del Presidente siriano Bashar al Assad e spianare la strada a ciò che inevitabilmente diventerebbe un caos a mo’ di Libia e alla distruzione che renderebbe, in paragone, l’attuale crisi dei rifugiati siriani in Europa solo un’anticipazione.
La fazione a favore dell’IS di Washington, include i cosiddetti neo-conservatori concentrati attorno al disonorato ex capo della CIA e carnefice dell’”impeto” iracheno, il Generale David Petraeus. Include anche il Generale degli Stati Uniti John R. Allen, il quale dal settembre 2014 aveva servito come Inviato Speciale Presidenziale del Presidente Obama per la Coalizione Globale per contrastare l’ISIL (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) e, finché non si è dimessa nel febbraio 2013, ha incluso il Segretario di Stato Hillary Clinton.
Il 23 ottobre 2015 è stato, in modo significativo, rilevato dall’incarico il Generale John Allen, continuo propugnatore di una “No Fly Zone” guidata dagli Stati Uniti dentro la Siria lungo il confine con la Turchia, un qualche cosa che il Presidente Obama ha rifiutato. Ciò è avvenuto da lì a poco, in seguito al lancio di attacchi russi altamente efficaci sui siti dei terroristi dell’IS siriano e del Fronte Al Nusra di Al Qaeda, che hanno cambiato la situazione nella sua interezza, per quanto concerne il quadro geopolitico della Siria e dell’intero Medio Oriente.
Il Rapporto dell’ONU menziona Israele
Che il Likud di Netanyahu e le forze militari israeliane lavorino strettamente con i falchi di guerra neo-conservatori di Washington, è risaputo, così come l’opposizione veemente del Primo Ministro Benjamin Netanyahu alla questione di Obama sul nucleare con l’Iran. Israele considera il gruppo militante islamista Sciita, Hezbollah, con base in Libano e appoggiato dall’Iran, come nemico giurato. Hezbollah ha combattuto, e continua a farlo, in modo attivo assieme all’esercito siriano contro l’ISIS in Siria. La strategia del Generale Allen di bombardare l’ISIS, da quando gli è stato dato l’incarico dell’operazione a settembre 2014, per quanto il Ministro degli Esteri della Russia di Putin, Lavrov, abbia indicato ripetutamente che lungi dal distruggere l’ISIS in Siria, aveva espanso di gran lunga il loro controllo territoriale del Paese. Ora è chiaro che ciò era precisa intenzione di Allen e della fazione guerrafondaia di Washington.
Almeno dal 2013 le forze militari israeliane hanno anche bombardato a viso aperto, quelli che sostengono fossero target di Hezbollah in Siria. L’indagine ha rivelato che Israele stava infatti colpendo le forze militari siriane e target di Hezbollah, che sta lottando in modo valoroso contro l’ISIS e altri terroristi.
De facto, con ciò Israele stava in realtà aiutando l’ISIS, così come i bombardamenti “anti-ISIS” del Generale John Allen durati un anno.
Che una fazione del Pentagono abbia lavorato in segreto dietro le quinte per addestrare, armare e finanziare quello che oggi è chiamato ISIS o IS in Siria, ora è questione di precedente di dominio pubblico.
Nell’agosto 2012 un documento del Pentagono classificato come “Segreto”, poi declassificato sotto pressione dell’ONG degli Stati Uniti Judicial Watch, ha elencato in modo dettagliato e preciso la comparsa di ciò che è divenuto lo Stato Islamico o ISIS, il quale è emerso dallo Stato Islamico in Iraq, poi affiliato ad Al Qaeda.
Il documento del Pentagono dichiarava, “…c’è la possibilità di stabilire un Principato Salafita, dichiarato o non dichiarato, in Siria orientale (Hasaka e Der Zor) e questo è esattamente ciò che vogliono le autorità che sostengono l’opposizione [ad Assad-w.e.], in modo tale da isolare il regime siriano, considerata la profondità strategica dell’espansione dello Sciismo (Iraq and Iran).”
I poteri a sostegno dell’opposizione nel 2012 includevano allora il Qatar, la Turchia, l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti e dietro le quinte, l’Israele di Netanyahu.
Precisamente questa creazione di un “Principato Salafita nella Siria orientale”, territorio odierno di ISIL o IS, era l’agenda di Petraeus, del Generale Allen e altri a Washington, in modo tale da annientare Assad. Ciò è quello che ha messo l’Amministrazione di Obama in disaccordo con la Russia, la Cina e l’Iran sulla richiesta bizzarra degli Stati Uniti che per prima cosa Assad se ne debba andare, prima che l’ISIS possa essere annientato.
Ora il giochetto è di dominio pubblico per il mondo, affinché si veda la doppiezza di Washington nell’appoggiare coloro che i Russi chiamano in maniera precisa “terroristi moderati”, contro un Assad debitamente eletto. Che Israele sia anche nel mezzo di questo covo di ratti delle forze terroriste d’opposizione in Siria, è stato confermato in un recente rapporto dell’ONU.
Ciò che il rapporto non ha menzionato, è stato il motivo per cui le forze militari israeliane dell’IDF avrebbero un interesse appassionato in Siria, specialmente per le Alture del Golan siriane.
Perché Israele vuole mandare via Assad
A dicembre 2014 il Jerusalem Post in Israele ha riportato le scoperte di un rapporto ampiamente ignorato e politicamente esplosivo, che dettaglia avvistamenti realizzati da parte dell’ONU delle forze militari israeliane con i combattenti terroristi dell’ISIS. La forza di peacekeeping dell’ONU, Forza di disimpegno degli osservatori delle Nazioni Unite (UNDOF), collocata fin dal 1974 lungo il confine delle Alture del Golan tra Siria e Israele ha rivelato che. . .
Israele lavorava, e continua a farlo, a stretto contatto con i terroristi dell’opposizione siriana, incluso il Fronte Al Nusra di Al Qaeda e l’IS nelle Alture del Golan, e “ha mantenuto contatto stretto durantegli ultimi 18 mesi.”Il rapporto è stato sottoposto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. I media mainstream degli Stati Uniti e dell’Occidente hanno insabbiato le scoperte esplosive.
I documenti dell’ONU hanno mostrato che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) stavano mantenendo contatto regolare con membri del cosiddetto Stato Islamico, fin dal maggio 2013. L’IDF ha dichiarato che ciò era solamente per prestare cure mediche per i civili, ma l’inganno è stato svelato quando gli osservatori dell’UNDOF hanno comprovato il contatto diretto tra le forze IDF e i soldati dell’ISIS, incluso il prestare cure mediche ai combattenti dell’ISIS. Osservazioni hanno anche incluso il trasferimento di due casse dall’IDF all’ISIS, il contenuto delle quali non è stato confermato.
L’UNDOF è stata creata in seguito a una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu del 1974, la numero 350, successivamente alle tensioni della guerra dello Yom Kippur, dell’ottobre 1973, tra Siria e Israele. Ha stabilito una zona cuscinetto tra Israele e le Alture del Golan della Siria, che doveva essere governata e pattugliata dalle autorità siriane secondo l’Accordo di Disimpegno delle Forze del 1974. Nessun altra forza militare, che non sia l’UNDOF, è permessa al suo interno. Oggi conta 1.200 osservatori.
Fin dal 2013 si sono intensificati gli attacchi israeliani sulla Siria lungo le Alture del Golan, asserendo che avessero luogo per la ricerca dei “terroristi di Hezbollah”; l’UNDOF stessa, per la prima volta dal 1974, è stata soggetto di attacchi massicci da parte dell’ISIS o dei terroristi del Fronte Al Nusra di Al Qaeda nelle Alture del Golan, di rapimenti, di uccisioni, di furto di armi, munizioni, veicoli, altre disponibilità dell’ONU, il saccheggio e la distruzione di installazioni. Qualcuno non vuole, con tutta evidenza, che l’UNDOF rimanga a pattugliare le Alture del Golan.
LA ZONA UNDOF SULLE ALTURE DEL GOLAN
I soldati ONU in questa zona cuscinetto lungo le Alture del Golan
sono ora sotto attacco, ordinato da Israele,
in chiara violazione della legge internazionale.
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Insediamenti israeliani nelle Alture del Golan, febbraio 1992
Israele e il petrolio delle Alture del Golan
Nel suo incontro del 9 novembre con il Presidente degli Stati Uniti Obama alla Casa Bianca, il Primo Ministro Israeliano Netanyahu ha chiesto a Washington di riconsiderare il fatto che fin dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967 tra Israele e i Paesi arabi, Israele ha occupato illegalmente una parte significativa delle Alture del Golan. Durante il loro incontro Netanyahu, apparentemente senza successo, ha invitato Obama a sostenere l’annessione formale israeliana delle Alture del Golanillegalmente occupate, sostenendo che l’assenza di ungoverno siriano in attività “permetta un pensiero diverso”, riguardo lo status futuro dell’area importante dal punto di vista strategico.
Di certo Netanyahu non ha affrontato la questione in modo onesto, riguardo alla maniera in cui l’IDF Israeliana e altre forze erano state responsabili dell’assenza di un governo siriano in attività, dando il loro appoggio all’ISIS e al Fronte Al Nusra di Al Qaeda.
Nel 2013, quando l’UNDOF ha iniziato a documentare il contatto crescente tra la forza militare israeliana, l’IS e Al Qaeda lungo le Alture del Golan, una società petrolifera poco nota di Newark (New Jersey), la Genie Energie, con una società affiliata Israeliana Afek Oil & Gas, ha iniziato a perforare anche le Alture del Golan per la ricerca del petrolio, con il permesso del governo di Netanyahu. In quello stesso anno, ingegneri militari israeliani hanno revisionato la barriera di confine di quarantacinque miglia con la Siria, sostituendola con una barricata in acciaio che ha incluso il filo spinato, sensori tattili, rivelatori di movimento, macchine fotografiche a raggi infrarossi e radar di terra, mettendosi alla pari con il Muro che Israele ha costruito nella West Bank (NdT. Cisgiordania).
È interessante constatare che l’8 ottobre Yuval Bartov, capo geologo di Afek Oil & Gas, sussidiaria israeliana di Genie Energy, ha raccontato al canale televisivo israeliano Channel 2 che la sua società aveva trovato una notevole riserva di petrolio sulle Alture del Golan: “Abbiamo trovato uno strato di petrolio dello spessore di 350 metri nelle Alture del Golan meridionali. Gli strati, su scala mondiale, hanno in media spessore dai 20 ai 30 metri, e questo in comparazione è di 10 volte più grande; in questo modo stiamo parlando di quantità significative.”
Come ho osservato in un articolo precedente, l’International Advisory Board di Genie Energie include nomi noti come Dick Cheney, ex capo della CIA e l’infame neo-con James Woolsey, Jacob Lord Rothschild e altri.
Di certo nessuna persona sana di mente, suggerirebbe la presenza di un collegamento tra le relazioni militari israeliane con l’ISIS e altri terroristi contrari ad Assad in Siria, specialmente nelle Alture del Golan, la scoperta del petrolio da parte di Genie Energie nello stesso luogo e l’ultima supplica al “ripensamento” da parte di Netanyahu a Obama, riguardante le Alture del Golan. La situazione sarebbe troppo in odore di complotto e tutte le persone sane di mente sanno che i complotti non esistono, esistono solo coincidenze.
In effetti, parafrasando le parole immortali di Brad Pitt nel ruolo del Primo Tenente della West Virginia Aldo Raine, nella scena finale del fantastico film di Tarantino Bastardi senza gloria, sembra che il Vecchio Netanyahu e i suoi amici succhiacazzi dell’IDF e del Mossad, siano appena stati colti con le mani in una marmellata molto zozza in Siria.

F. William Engdahl è un consulente di rischio strategico e docente a contratto, ha un diploma dell’Università di Princeton in politica ed è autore di successo sul petrolio e la geopolitica, esclusivamente per il periodico on-line“New Eastern Outlook”.
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