03 dicembre 2015

Il gran colpo di Putin

Il gran colpo di Putin

l padrone del Cremlino toglie i curdi agli statunitensi per sigillare il confine siriano ai turchi? Ovviamente…
Piaccia o no, è difficile non riconoscergli un genio strategico da Richelieu o Sun Tzu. Secondo i precetti del judo che ama così tanto, Vladimir “Abracadabra” Putin passa sempre a suo vantaggio, infine disperando gli avversari. La reazione russa alla “pugnalata alla schiena” di Ben Erdogan ha già stupito per velocità e dimensioni. Inoltre non è finita perché ora veniamo a sapere che la cooperazione scientifica tra i due Paesi è sospesa e più di 1000 camion turchi sono bloccati alla frontiera. Inoltre, il Turkish Stream potrebbe essere congelato dai russi, se si crede a Gazprom. Ma è ovvio che Mosca provi anche a ribaltare la situazione a suo vantaggio strategico. Informazioni emergono e non sono brutte…
La Russia avrebbe iniziato a concordare con le YPG curde in Siria l’interruzione del traffico tra Stato islamico e Turchia, cambiando drammaticamente la situazione strategica. Avevamo già detto più volte che c’era la possibilità, e con l’incidente del Sukhoj diveniva poco a poco certa, dispiacendo il sultano che avrà da rimpiangere per molto, molto tempo, il suo momento di follia. Alcune spiegazioni sono necessarie per misurare l’importanza della cosa. Ma prima una cartina:

Dopo i fallimenti del SIIL nell’affrontare i curdi ad Hasaqa e Ayn al-Arab, le vie di comunicazione con lo sponsor turco si riducono a una porta di circa 80 km, da est di Azaz a Jarabulus sull’Eufrate (i due puntini rossi sulla mappa). Come si vede, le YPG curde, nemesi di Ankara che le considera “terroristi”, si trovano su entrambi i lati sognando di riunire i loro territori (che chiamano per ora “curdi dell’est e curdi dell’ovest”). Il sultano aveva deciso la linea rossa da non superare per i curdi siriani: l’Eufrate, oltre il quale gli aerei turchi non esitano a bombardarli, cosa successa più volte. Il problema è che le YPG dovrebbero essere alleate degli Stati Uniti, alleati della Turchia. In breve, un vortice in cui Putin va liscio come sul velluto; ci ritorneremo. Quando in estate si parlava dell’operazione curda per prendere Jarabulus ed interrompere i rifornimenti allo SIIL, Ankara minacciò d’intervenire militarmente. Infine fu raggiunto un accordo tra statunitensi e turchi. I primi garantivano ai secondi l’annullamento dell’operazione in cambio degli aviogetti statunitensi basati a Incirlik. Dov’erano quando il Sukhoj fu abbattuto…
Se i “curdi dell’est” di Ayn al-Arab non si erano mossi, né avevano attraversato l’Eufrate, i “curdi dell’ovest” si muovevano combattendo nella pianura a nord di Aleppo… supportati dai bombardamenti russi! Le YPG hanno preso il controllo di diversi villaggi a due passi dal confine con la Turchia, minacciando i rifornimenti ai terroristi moderati (al-Qaida e Ahrar al-Sham). Ciò che si profila all’orizzonte è un movimento a tenaglia tra i “curdi dell’est” che attraversano l’Eufrate e i “curdi dell’ovest” protetti dai famosi S-400 russi che abbatteranno gli aerei turchi come mosche se si avventurassero nella regione.
Gli statunitensi, imbrogliati in alleanze totalmente contraddittorie, sono paralizzati e Putin se ne compiace dannatamente. Se Mosca supporta le YPG, Washington non solo non farà nulla, ma neanche dirà nulla in quanto le milizie curde erano le sue alleate teoriche. Ancora una volta, Barack friggerà vedendo con orrore i russi portarsi via i suoi alleati. Vladimir Vladimirovich vede più lontano chiedendo ad Assad e PYD (partito curdo ombrello delle YPG) di unirsi. I curdi acconsentono da qualche tempo; finora è Assad a non esserne molto entusiasta, ma è obbligato da Mosca con la campagna aerea lanciata due mesi fa. L’alleanza, che sembra già esserci in campo militare in assenza di un accordo politico formale, sarebbe un colpo mortale a SIIL e altri terroristi moderati cari all’occidente, uno schiaffo ai turchi e terribilmente imbarazzante per gli statunitensi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
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