14 dicembre 2015

Guerra: pensare l’impensabile

Guerra: pensare l’impensabile


NON C’È BISOGNO DI SOFISTICATE ANALISI PER CAPIRE CHE DOBBIAMO COMINCIARE A PRENDERE IN CONSIDERAZIONE CHE POSSA ACCADERE L’IMPENSABILE.

BASTA LEGGERE LE NOTIZIE E METTERLE INSIEME.


Nel corso del G 20 dello scorso 17 Novembre Putindichiara che dietro l’IS – Daesh ci sono alcuni stati, con particolare riferimento a Turchia e Arabia Saudita. In pratica lo Stato Islamico sarebbe solo un modo per fare guerra per interposta persona e non figurare direttamente. Una guerra che all’interno dell’Islam oppone Sunniti a Sciiti, ma che fa comodo anche agli USA in quanto consente quell’operazione contro il governo di Assad che fu impedita  nella forma diretta di una replica dell’eliminazione di Gheddafi proprio dall’iniziativa russa.
Il 23 Novembre, per tutta risposta, la denuncia di Putin è seguita, dopo soli tre giorni, dall’iniziativa della Turchia di abbattere un Sukhoi russo in azione proprio contro l’IS. La reazione russa si ha nei giorni seguenti con il dispiegamento in Siria il più moderno dei sistemi antiaereo, l’ S-300 e l’S-400, per difendere i propri velivoli.
Il 27 Novembre Arabia Saudita, USA e altri sponsor dell’IS hanno programmato l’invio in Irak di ben 100.000soldati per fronteggiare l’IS, scopo che dopo le dichiarazioni al G20 la Russia non può ritenere vero.
Nei primi giorni di Dicembre la Turchia prende l’iniziativa di inviare 1200 soldati e venticinque carri armati in Irak, nelle zone controllate dall’IS,  contro la volontà del governo irakeno. Il gesto dopo le accuse fatte al G20 e l’azione contro il Sukhoi può apparire, contrariamente alle dichiarazioni ufficiali,  come un sostegno  turco all’IS che si rafforza nelle zone non raggiunte dai raid russi.
Il 6 Dicembre velivoli della coalizione NATO bombardano un avamposto dell’esercito siriano, i morti si riducono a sole quattro unità forse per via del preavviso fornito proprio dal controllo radar russo.  Dopo l’azione della Turchia contro il bombardiere russo, questa è la seconda azione ostile della NATO nei confronti della Russia e a favore dell’IS – Daesh.
L’8 dicembre il sommergibile russo “Rostov sul Don” lancia dei missili da crociera Kalibr su obiettivi dello Stato Islamico. Lo stesso giorno Putin dichiara “Spero non servano armi nucleari in Siria“, una dichiarazione apparentemente immotivata in quanto l’esercito dello Stato Islamico appare debole e non necessita certamente di essere affrontato con armi nucleari, al riguardo il 23 Novembre il Gen. Mini ha infatti affermato:“Il problema di Daesh è risolvibile militarmente in poche settimane, il vero nemico sono i rapporti tra gli Stati che lo sostengono e fingono di combatterlo. “
Alla luce di questa frase, se il vero nemico sono gli stati che lo sostengono e fingono di combatterlo, verso chi erano dirette le minacciose parole di Putin? Si può ipotizzare che fossero rivolte agli “sponsor” dell’IS cioè ad Arabia Saudita (che nel frattempo dichiara quasi apertamente guerra alla Russia) e Turchia, dietro le cui azioni non si può che intravedere la nascosta approvazione USA.
L’idea che veramente si sia sull’orlo di un impiego di armi non convenzionali è talmente difficile da accettare che anche suLimes stentano a credere che possa essere vero optando per l’ipotesi che Putin, contrariamente alle sue modalità di comunicazione, stavolta abbia parlato a “vanvera”:
Putin però non parla (quasi mai) a vanvera. Occorre quindi chiedersi perché abbia voluto, anche solo a livello verbale, alzare ancora l’asticella.
Propaganda nazionalista? Poco da guadagnare, sia all’interno sia all’esterno, per spendere una “carta” come quella. Fare la faccia feroce? Ma non serve una faccia più feroce di così.
Forse conviene accettare la prima ipotesi: anche a un freddo calcolatore ex agente del Kgb capita di dire fesserie.
Forse a Putin capita di dire fesserie, di fatto la tensione sale ovunque e mentre la Georgia segue la Turchia segnalando lo sconfinamento di un elicottero russo sul proprio territorio, gli USA si affrettano a mettere sotto copertura antimissile l’Europa con il sistema Aegis sm-3.
L’11 Dicembre Putin annuncia (come predetto qui qualche giorno fa), che ogni minaccia ad aerei o soldati russi in Siria sarà da adesso oggetto di un’azione distruttiva. Episodi come quello del Sukhoi 24 e dell’attacco all’avamposto dell’esercito siriano non passeranno più senza una risposta militare “dura e immediata”.
L’11 Dicembre viene dichiarato lo stato di allerta per i missili balistici intercontinentali a testata nucleare a sud ovest di Mosca: “Russia puts Yars ballistic missile systems on combat alert southwest of Moscow“.
Come detto all’inizio non c’è bisogno di fare analisi complesse, solo un’enunciazione di fatti che mostrano una realtà mai vista in precedenza, fatti che dicono che bisogna adeguarsi e cominciare a pensare diversamente, a pensare l’impensabile.
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