28 dicembre 2015

Essere o non essere. Mateo Renzi che manda l'Italia a puttane o Silvio Berlusconi che va a puttane, comunque in entrambi i casi chi ci va è l’Italia e gli Italiani.




Essere o non essere. Mateo Renzi che manda l'Italia a puttane o Silvio Berlusconi che va a puttane, comunque in entrambi i casi chi ci va è l’Italia e gli Italiani. 
Questo è il problema.Se sia meglio sopportare gli oltraggi, magari chiudendo un occhio e, preferibilmente tutti e due, sulle discutibili esigenze sessuali del premier, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie, naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte? Sognare forse: ma qui è l’ostacolo. Quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte avvinto dal debito pubblico, dalla disoccupazione, dalla corruzione dei politici e dalla loro incapacità, dal nostro servile adattarsi ad un “finché la barca va, lasciala andare”? Chi vorrebbe, sennò, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell’uomo borioso, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l’incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell’azione perdono anche il nome…
Il lettore perdonerà – è vero – se abbiamo ubriacato il celebre monologo shakespeariano dell’Amleto con i riferimenti alla nostra politica italiana. Il fatto è che si ha un bel dire sulla evoluzioni della storia degli uomini: i problemi di fondo – gira che ti rigira – sono sempre quelli di… sempre: c’era del marcio nella Danimarca di Amleto e molto ce ne è ancora oggi in Italia. L’eterna disputa fra “luce e fango” – per citare Pound – non ha trovato e non troverà probabilmente mai una soluzione definitiva. Ad epoche di oblio della ragione, faranno ancora seguito ere di una qualche eccellenza. Basta aspettare che al tramonto succeda l’alba, allora? 
No: ovviamente, non basta. L’inazione non è mai un bel progetto per l’avvenire.
PS:
«La nostra ragione non può assolutamente trovare il vero se non dubitando; ella si allontana dal vero ogni volta che giudica con certezza; e non solo il dubbio giova a scoprire il vero, ma il vero consiste essenzialmente nel dubbio, e chi dubita sa, e sa il più che si possa sapere.»
Enzo Vincenzo Sciarra
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