31 dicembre 2015

Chiudi un occhio....


Chiudi un occhio....

Dunque, proviamo a metterci nei panni di un politico italiano che arriva a governare il paese.

Ovviamente non possiamo tralasciare la modalità con cui è giunto ad occupare il suo posto. Bisogna osservare ogni singola mossa in politica per cogliere gli obiettivi e gli scopi di chi la vive. Si tratta di un dato da non tralasciare. Qui, mi permetto di sottolineare il fatto che nelle ultime elezioni non vi sia stata una procedura -per così dire- legittima e pur tuttavia gli italiani abbiano accettato senza opposizione il nuovo governo (in Italia vige la consuetudine di chiudere sempre un occhio, è un antico modo di fare che deriva dagli avi!).

A noi italiani, piace esser furbi. I politici ne sono la dimostrazione. Se potessimo, saremmo disposti a raccomandare anche il migliore incompetente per avere un posto in paradiso. Siamo di una furbizia accennata e poco arguta. Pensiamo che gli altri non scorgano le nostra vere intenzioni e che siano ciechi di fronte alle nostre azioni. Più spesso di quanto crediamo, ci troviamo di fronte ad una persona altrettanto furba. Che poi, se non fosse intrisa di cattiveria e disonestà, la furbizia sarebbe pure una virtù.

A questo punto, come ce la si cava in un paese in cui la meritocrazia è pressoché inesistente e dove la corruzione e le raccomandazioni la fanno da padrone? Semplice, con le frottole. Una dopo l’altra e senza mezze misure (rintracciabili e visibili in fatti, interviste e registrazioni). In fondo chi ci governa, fa parte di noi, della nostra mentalità. L’Italia pare immersa in un ingombrante scarico di problemi irrisolti e irrisolvibili. Non esiste una vera volontà di cambiare. Se vi fosse realmente il desiderio di farlo, tutti -nessuno escluso- farebbero attenzione alle piccole cose. Ad esempio, non occupando il parcheggio dei diversamente abili, seguendo la fila senza la pretesa di passar avanti a chi è arrivato prima, o ancora premiando la voglia e la capacità di fare e non l’incompetenza e rispettando l’altro -qualunque esso sia- al di là del suo status economico.

Ma ahimè, in Italia non è così. Alcune persone -non poche come si pensa- si lasciano prendere da questa corsa alla disonestà e dalla mancanza di rispetto e meritocrazia che ci sta portando alla rovina. Ciascuno dice: “se lo fa lui, perché non posso farlo io?”. Come dargli torto! Se lo Stato lo permette al mio vicino, perché non dovrebbe permetterlo anche a me? Ma lo Stato siamo noi! Il problema è serio e non è esclusivamente economico. E’ una questione di coscienza. Potrei concludere con una domanda. Non è che anziché chiuder uno o peggio due occhi (soprattutto per chi lavora con tanta serietà e fatica!), sarebbe meglio iniziare ad aprirli? Giusto per capire che quello che viviamo oggi, parte dall’alto. Chi ci amministra pensa di essere autorizzato ad agire in questo modo è solo perché altri glielo permettono. Uno sguardo sveglio e attento, moltiplicato per qualche milione potrebbe aiutare a cambiare davvero il paese.

Enzo Vincenzo Sciarra
Posta un commento

Facebook Seguimi