09 dicembre 2015

BANCA ETRURIA – Civitavecchia: Pensionato si suicida dopo aver perso 170 mila euro in obbligazioni

BANCA ETRURIA – Civitavecchia: Pensionato si suicida dopo aver perso 170 mila euro in obbligazioni

In una lettera autografa lo sventurato pensionato settantenne avrebbe attribuito il tragico gesto alla perdita di 170 mila euro investiti in obbligazioni subordinate emesse da Banca Etruria.
Provate ad immaginare che un venerdì sera voi siate assolutamente tranquilli nel pensare ai vostri risparmi di una vita, liquidazione compresa, affidati alla banca della quale siete clienti da anni e dove conoscete tutti, dal direttore ai vigilantes.
Il lunedì mattina, invece, venite a sapere che quei soldi non ci sono più perché il vostro istituto di fiducia è praticamente fallito ed il governo del tuo paese ha deciso di coinvolgere anche te nel piano di salvataggio, azzerando il valore delle tue azioni e/o obbligazioni subordinate.
Questo, in estrema sintesi, è quanto accaduto nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 novembre scorso, quando il governo Renzi ha varato, con decreto d’urgenza immediatamente efficace da lunedì 23, il piano di “salvataggio” da 3,6 miliardi di euro, senza oneri per lo stato, di quattro banche già in amministrazione straordinaria: Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti.
Si tratta di circa 130 mila azionisti coinvolti più 20 mila obbligazionisti subordinati, vale a dire detentori di titoli soggetti a minore garanzia di rimborso, nel caso di dissesto dell’emittente.
Questi risparmiatori partecipano praticamente per un terzo a ripianare le perdite degli istituti coinvolti, per una cifra vicina a 1,2 miliardi di euro.
Le banche erano presenti anche nei nostri territori, in particolare Banca Etruria e Banca delle Marche. Ed è proprio il caso del suicidio di un cliente della filiale di Civitavecchia di Banca Etruria ad aver suscitato clamore e sgomento in tutta la città.
Le indagini sono tuttora in corso e nulla si può affermare con certezza. Tuttavia, sembra verosimile il ritrovamento di una lettera autografa di questo sventurato pensionato settantenne, il quale avrebbe attribuito il tragico gesto alla perdita di 170 mila euro investiti in obbligazioni subordinate emesse da Banca Etruria, i risparmi di una vita.
Naturalmente è compito della Magistratura accertare se questo dramma sia effettivamente riconducibile a tale causa o se ci fossero altri elementi tali da indurre l’uomo a togliersi la vita.
Quello che possiamo fare, nel nostro piccolo, è capire perché il governo ha percorso questa strada, se ci fossero delle alternative e cosa possono fare i risparmiatori per tutelarsi, se si verificassero altri casi simili in futuro.
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