09 novembre 2015

Un pensiero per Ermes

Un pensiero per Ermes

Ermes Mattielli se n’è andato. L’artigiano veneto, invalido e privo di lavoro e pensione, recentemente condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione ed al risarcimento di 135mila euro per il tentato omicidio di due rom, sorpresi a rubare nel cortile del suo deposito di ferro vecchio, è morto oggi all’ospedale di Santorso, dopo esser stato colpito da un attacco cardiaco.
Ieri il sessantaduenne non si era sentito bene. Era corso in ospedale e le sue condizioni sembravano non destare particolare preoccupazione.
Oggi, però, la sua salute ha cominciato a peggiorare velocemente, fino al tragico epilogo.
A dare l’annuncio è stato il sindaco di Velo D’Astico Giordano Rossi sulla sua pagina Facebook, con parole che dovrebbero far riflettere i tanti benpensanti che hanno sputato veleno su un onesto lavoratore la cui vita era stata stravolta quel lontano 13 giugno 2006 ad Arsiero.
Questo il pensiero del primo cittadino: “Lo conosco dalla prima infanzia. È sempre stato un uomo molto semplice e riservato. Dignitoso nella sua situazione economica non certamente facile. Viveva con poco e si accontentava. L’ultima volta che l’ho visto una decina di giorni fa mi ha detto che avrebbe fatto volentieri a meno di tutta questa risonanza mediatica. Era piuttosto stanco dentro, ma convinto di essere nel giusto. E deciso ad andare fino in fondo con la causa, senza tentennamenti”. Il suo cuore, però, non ce l’ha fatta, sfiancato forse dalle amarezze per il trattamento riservatogli e dallo stress per quei riflettori sempre puntati addosso. Ermes aveva provato a difendere la sua dignitosa povertà dalla violenza di due malviventi, imbracciando una pistola Tanfoglio 9×21 e sparando 14 colpi. Il gesto disperato di un cittadino come tanti, esposto alle scorribande di chi, sfruttando l’assenza di uno Stato degno di tal nome, imperversa impunemente, collezionando angherie e soprusi. Prima abbandonato e poi punito come un comune criminale per aver reagito a quell’ennesimo affronto. Viveva del suo orto e del suo piccolo pollaio. E’ morto di ingiustizia.

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