27 novembre 2015

Sono vere le parole pesanti di monsignor Negri sul Papa?

Sono vere le parole pesanti di monsignor Negri sul Papa?

- di Lucandrea Massaro

E’ uscito ieri sul Fatto quotidiano un articolo che sta facendo discutere moltissimo date le dichiarazioni attribuite a monsignor Luigi Negri, vescovo di Ferrara, in esso contenute.

L’articolo, a firma di Loris Mazzetti (dirigente Rai, ndr), si basa su quanto riportato di stralci di conversazione al telefono e col proprio segretario dallo stesso monsignore durante un suo viaggio in treno, da alcuni altri passeggeri presenti nella carrozza di prima classe.

Le dichiarazioni sono molto pesanti:

“Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro”, non è chiaro a cosa si riferisse se, nell’ipotesi più magnanima alle dimissioni di Benedetto XVI, o in quella più ‘cruda‘ al pontificato lampo di Giovanni Paolo I.

Il pezzo prosegue:

Il motivo della sua contestazione: le recenti nomine di Papa Francesco a Bologna e Palermo, diocesi per anni in mano a Cl, dei vescovi Matteo Zuppi e Corrado Lorefice, due preti di strada. Monsignor Negri, il 28 ottobre, sul Frecciarossa partito da Roma-Termini (testimoni oculari hanno riferito l’accaduto), ha dato libero sfogo ai suoi pensieri a voce alta, come pare sia sua abitudine, incurante dei pochi presenti nella carrozza di prima classe, con il suo segretario, un giovane pretino dal look della curia che conta, doppio telefonino, pronto a filtrare le telefonate dell’arcivescovo. “Dopo le nomine di Bologna e Palermo – sbotta – posso diventare Papa anch’io. È uno scandalo. Incredibile, sono senza parole. Non ho mai visto nulla di simile”. L’alto prelato, lasciando sbigottiti i testimoni, non si rassegna deve parlare con qualcuno, chiede al segretario di chiamare al telefono un amico di vecchia data, anche lui di Cl, Renato Farina, noto come “agente Betulla”, rincarando la dose. Non ancora soddisfatto, continua con il giovane prete: “Sono nomine avvenute nel più assoluto disprezzo di tutte le regole, con un metodo che non rispetta niente e nessuno. La nomina a Bologna è incredibile. A Caffarra (il vescovo uscente per limiti d’età, Ndr) ho promesso che farò vedere i sorci verdi a quello lì (Zuppi): a ogni incontro non gliene farò passare una. L’altra nomina, quella di Palermo, è ancora più grave. Questo (Lorefice) ha scritto un libro sui poveri – che ne sa lui dei poveri – e su Lercaro e Dossetti, suoi modelli, due che hanno distrutto la chiesa italiana” (Il Fatto quotidiano, 25 novembre).


Renato Farina che in un comunicato ha deciso di querelare l’autore del servizio e il Fatto

“In relazione all’articolo di oggi scritto dal dirigente della Rai, Loris Mazzetti, per ‘Il Fatto quotidiano’, dove figuro come parte muta di quella che tecnicamente si chiama ‘intercettazione ambientale’, ho dato mandato ai miei legali di querelare in sede penale l’autore e il direttore responsabile”.

Farina prosegue sostenendo non solo che il Vescovo non abbia detto nulla del genere, ma soprattutto che lui non è mai stato un agente dei servizi come dichiarato dal Generale Pollari (Next, 25 novembre)

Tuttavia, ben più importante è il comunicato del diretto interessato:

Sento quindi il dovere di coscienza di rinnovare, davanti a voi che siete il mio popolo, la certezza della mia fede in Cristo e della mia totale obbedienza al Papa.
Anche sollecitato dalle recenti gravi affermazioni attribuitemi sulla stampa, ho chiesto al Santo Padre di potere avere un incontro filiale con lui, in cui poter aprire il mio cuore di pastore al suo cuore di Padre universale perché – nell’incremento della comunione reciproca e rimettendomi al suo consiglio, che per me è l’unico legittimo – possa camminare spedito verso il compimento della fede.
L’incontro che spero che il Santo Padre vorrà concedermi, lo considero come il gesto di inizio del pellegrinaggio della nostra Chiesa particolare a Pietro, nell’anno straordinario della Misericordia.
Se a causa di quanto è accaduto, si fosse determinato uno scandalo, soprattutto nei più deboli, ne chiederemo perdono tutti.

Nel contesto anche Comunione e Liberazione, di cui il vescovo fa parte,

«Tali affermazioni – si legge in una nota – così grossolane nella forma e inaccettabili nel contenuto che sembra impossibile provengano da un arcivescovo, sono totalmente contrarie ai sentimenti di Cl nei confronti di papa Francesco e degli arcivescovo di Bologna e Palermo» (Avvenire, 25 novembre).

Fonte: aleteia.org
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