10 novembre 2015

Renzi in Arabia: agghiacciante silenzio su guerra allo Yemen e Diritti Umani

Renzi in Arabia: agghiacciante silenzio su guerra allo Yemen e Diritti Umani

Il Premier italiano Matteo Renzi, l’autonominatosi ‘genio fiorentino’, tra ieri e oggi ha reso omaggio in terra saudita ai tiranni dell’ultima monarchia assoluta (a rigor di legge) esistente sulla Terra. Questo perché i sovrani di Qatar, Bahrein e UAE, pur dominando i loro paesi col pugno di ferro e la repressione aperta od occulta di ogni manifestazione di dissenso, almeno ‘ex lege’ non sono sovrani assoluti (anche se poi ignorano bellamente gli articoli costituzionali che dovrebbero limitarne il potere). Infingimenti inutili in quel di Riyadh, dove la Famiglia Saoud, emersa negli anni ’30 dagli accampamenti di tende per pattugliare e sorvegliare i pozzi petroliferi dell’ARAMCO, continua ad amministrare il potere come un affare “strettamente privato”.

Sbarcato nella Penisola Araba nella giornata di ieri Renzi ha forse chiesto ai regnanti e ministri sauditi di interrompere la loro campagna di bombardamenti contro lo Yemen, che dal 26 marzo scorso soffre una massiccia aggressione militare da parte di una coalizione di regimi reazionari guidati da Riyadh? Assolutamente no; i componenti delle bombe che cittadini sardi hanno visto “impacchettate” su pallet allineati su una pista aeroportuale dell’isola potranno continuare a venire sganciati contro le cupole di alabastro traforato di Sanaa, città-monumento dell’UNESCO.

Ha forse Renzi chiesto ai Sauditi di interrompere le fustigazioni a sangue a cui viene sottoposto Raif Badawi, il giovane condannato per aver espresso in rete critiche contro il regime di Riyadh? Macché, l’ansia per i ‘Diritti Umani’, egli sa benissimo, deve essere tirata fuori solo contro bersagli graditi ai suoi padroni di Washington, quindi Russia, Cina, Iran ed eventualmente Cuba. Riyadh va coccolata e anzi lasciata libera di fustigare, mutilare, decapitare quanto vuole, pure (orribile e grottesca ironia) nel momento in cui presiede al Palazzo di Vetro il Comitato Consultivo ONU per i Diritti Umani!

Non menzioniamo nemmeno poi il caso dello Sceicco Nimr al-Nimr (sequestrato dai servizi segreti e quindi condannato a morte) o quello di suo nipote Ali Baqir al-Nimr, anche lui condannato alla pena capitale, nel suo caso con la macabra bizzarria di dover venire ‘decapitato e poi crocefisso’; visto che la padronanza di queste questioni richiederebbe una vasta e approfondita conoscenza della sistematica persecuzione che il regime wahabita degli Al-Saoud conduce da decenni contro milioni di cittadini sauditi di fede sciita.

No, il ‘genio fiorentino’, fedele alla sua linea di “Primo Ministro del Fare” é andato a visitare cantieri (come quello della metropolitana di Riyadh) che vedono impegnate ditte italiane e, pure dalle esotiche latitudini saudite, l’ex-boy scout non ha tradito la sua piccineria provinciale di contradaiolo fiorentino lanciando stizzosi proclami contro gli avversari politici italiani (descritti come “gente che urla e che vuol bloccare il paese”) che siamo certi avranno lasciato interdetto più di un cronista locale.

In seguito si é intrattenuto col Ministro della Difesa Mohammed bin Salman (responsabile dell’aggressione allo Yemen), col Ministro dell’Interno Mohammed bin Nayef (responsabile delle fustigazioni, dei rapimenti, delle condanne a morte) e infine nel primissimo pomeriggio di oggi ha visto anche il Re, Salman Bin Abdulaziz al Saud, quest’ultimo responsabile proprio di poco visto che ormai secondo i soliti bene informati trascorre la maggior parte del tempo tra una crisi di demenza senile e l’altra in uno stato stuporoso facilitato da massicce dosi di farmaci.

In definitiva, avendo totalmente appaltato la politica estera nazionale al Dipartimento di Stato Usa e a quel carrozzone rumoroso e inefficace che é il ‘Servizio Europeo per l’Azione Esterna’ dell’UE (talmente inutile che il suo scranno più alto é occupato proprio da una ‘Renzi-Girl’, miss Mogherini), ai nostri politici in uscita internazionale non resta altro da fare che occuparsi delle sorti delle aziende italiane attive nel paese visitato e fare un po’ di “marketing territoriale” cercando di convogliare investimenti nei nostri mercati.

Dai tempi in cui George Sorel scriveva che “L’Italia ha la prima diplomazia d’Europa” sembrano passati non poco più di cent’anni, ma bensì poco meno di mille.

Posta un commento

Facebook Seguimi