27 novembre 2015

La Russia «chiede l’acconto» alla Turchia: uccide il capo dei turcomanni e anche il Turkish Stream

La Russia «chiede l’acconto» alla Turchia: uccide il capo dei turcomanni e anche il Turkish Stream

La Russia non intende cadere nelle provocazioni turco-americane e colpisce la Turchia in maniera indiretta (si fa per dire) ma ripetutamente (e ancora non è finita).

Dopo aver bombardato per otto ore consecutive le postazioni dei terroristi turcomanni (legati a doppio filo con Ankara) terrorizzandoli, e uccidendo anche il generale Rashid Bagdash, cioè colui che ha guidato l’azione terroristica che ha portato all’abbattimento del caccia Su-24, nonché alla morte del pilota Oleg Peshkov e del soldato della squadra di soccorso Alexander Pozynich.

La Russia, per bocca di Putin, ha annunciato che schiererà in Siria, attorno alle proprie basi, il micidiale sistema antiaereo S-300, che fornirà ulteriore protezione ai suoi bombardieri, che inoltre verranno scortati da caccia.

La Turchia non solo rifiuta di scusarsi, ma anzi chiede che sia la Russia a farlo. Ankara ha accolto con rabbia questa operazione di antiterrorismo, intimando alla Russia di smetterla di “bombardare civili” (sic!). Erdogan ha anche affermato che in futuro qualunque altro velivolo che violerà lo spazio aereo turco verrà abbattuto.

La Russia insiste nel dire, prove inoppugnabili alla mano, che quello turco è stato un agguato premeditato.

In ogni caso, l’azione di oggi non è e non sarà la sola ritorsione russa. Innanzitutto, vi sono una serie di iniziative economiche alcune delle quali sono già state adottate spontaneamente dai cittadini e dai negozianti, come il boicottaggio dei prodotti turchi. In aggiunta, Medvedev ha ordinato che entro due giorni venga preparata una lista di possibili misure economiche dirette contro la Turchia. Fra e restrizioni possibili vi sono quelle relative ai beni di consumo e alle transazioni finanziarie, e si parla in generale di embargo alimentare.


Oggi un convoglio turco, che probabilmente trasportava armi, è stato distrutto in modo misterioso nel Nordovest della Siria. Si ipotizza un bombardamento aereo, ma ancora non si ha né la certezza che sia davvero tale, né tanto meno di chi sia opera. Alcuni ipotizzano un ritorsione russa, ma è presto per dirlo.

Intanto 60 uomini d’affari turchi sono stati arrestati in Russia e detenuti per un giorno, perché facevano affari usando però un visto turistico. A breve verranno rimandati in patria.

In ogni caso, la mossa che fa davvero male alla Turchia è la fine del progetto Turkish Stream.

Il Ministro dello Sviluppo Economico russo ha dichiarato che il progetto del gasdotto turco rientra nelle misure restrittive introdotte nei confronti della Turchia.

“Questo progetto non è diverso da qualsiasi altro, stiamo parlando della nostra cooperazione di investimento [con la Turchia] e, proprio come qualsiasi altro progetto, rientra nella legge sulle misure economiche speciali” ha detto il Ministro.

La costruzione del Turkish Stream era stato programmato per iniziare nel mese di giugno, ma venne rinviato in attesa di un accordo formale.
Le restrizioni nei confronti di Ankara possono includere anche la centrale nucleare di Akkuyu, che è attualmente in costruzione nella provincia meridionale di Mersin in Turchia.

Il ministro ha anche osservato che le restrizioni nella comunicazione aerea possono includere i voli di linea e charter.

Erdogan ha dichiarato che la reazione del Cremlino per l’incidente è “emozionale” e “sconveniente.”

Massimiliano Greco

Posta un commento

Facebook Seguimi