25 novembre 2015

LA PRIVATIZZAZIONE DELLE FERROVIE OVVERO UN DISASTRO ECONOMICO E SOCIALE

LA PRIVATIZZAZIONE DELLE FERROVIE OVVERO UN DISASTRO ECONOMICO E SOCIALE

di Mauro Miccolis

Prendo spunto da l’ultimo articolo dell’istituto Luce del PDper criticare l’nsimo disastro annunciato ad opera del fascismo finanziario guidato da questo governo di criminali.

Secondo l’esperto di trasporti e professore del Politecnico di Milano, Marco Ponti, è necessaria una revisione radicale della politica ferroviaria italiana

L’istituto Luce inizia l’intervista con il sedicente espertone con questa perla :

“Andare sul mercato può favorire l’attrazione di capitali e rendere l’azienda più internazionale e quindi più competitiva? Come giudica questa privatizzazione? 

Lo Stato non ha risorse infinite e una razionalizzazione è necessaria.”

Lo stato non ha risorse, perché una classe politica di ladri criminali ha rinunciato alla propria moneta ed ha deciso di prenderla in prestito da banchieri privati per arricchirli.


E’ assolutamente falsa l’idea che le privatizzazioni portino ad un abbassamento dei prezzi; è assolutamente falsa l’idea che le privatizzazioni creino posti di lavoro; è assolutamente falsa l’idea che aumenti la produzione industriale; ma sopratutto è assolutamente falsa l’idea che abbassi il debito pubblico.

Con le privatizzazioni lo stato non fa cassa, va sempre in perdita; chi fa cassa è il ladro che le compra per un piatto di lenticchie, e spesso è colui che ha portato l’ennesimo ladro al governo finanziando la sua campagna elettorale.


Le ferrovie in Europa sono rimaste per molto tempo principalmente sotto il controllo statale fino a che la Gran Bretagna tentò un esperimento disastroso.

Anche Margaret Thatcher (Sacerdotessa del liberismo europeo) riconobbe che i treni non funzionano in modo efficace al di fuori del settore pubblico. Ma John Major procedette alla loro privatizzazione, nel 1993; i treni, la rete ferroviaria e dei servizi finirono nelle mani di diverse aziende private; così tante, che solo la manutenzione ordinaria era gestita da 2.000 aziende.

La perdita è tragica.

Poichè come è noto, le imprese private puntano al profitto, più che alla qualità e alla sicurezza, puntualmente si verificarono numerosi incidenti.

I tre incidenti più gravi causati dalle privatizzazioni delle ferrovie britanniche costarono 42 vite, e 600 feriti. Il deragliamento della privatizzazione non solo è costato vite. In un periodo di tre anni, lo stato ha pagato alle imprese sotto forma di sovvenzioni ciò che aveva guadagnato con la svendita delle ferrovie. E il costo per i contribuenti non si è fermato lì.

La Grecia non impara nulla dall’esperienza britannica.

I governi greci stesero il piano di privatizzazione delle ferrovie. Il loro sforzo fu sostenuto dai media: I treni sono lenti, mai in orario, di solito sporchi. Le perdite annuali del gruppo OSE e TRAINOSE sono 1,2 miliardi di euro.

I media presentano le ferrovie greche come il più grande servizio pubblico in perdita in Europa. Ma a chi appartiene questo debito ? (ai greci prima della privatizzazione). Lo stato costringe le ferrovie a prendere in prestito soldi per il suo sviluppo. (prestiti privati)

Decine di milioni di euro sono spesi per linee ferroviarie (privatizzate) che non funzionano. I treni sono affittati a prezzi a cui si potevano acquistare. Lo Stato acquista i treni da Siemens senza avere la rete appropriata per usarli.

Si pagano anche appaltatori per lavori che non vengono mai consegnati. C’è una certa intenzionalità. Disprezzando e degradando la propria ricchezza nazionale l’establishment economico greco, con le calunnie convince l’opinione pubblica greca che forse una società privata è una soluzione di gran lunga migliore per le ferrovie greche. In nome della razionalizzazione, il governo degrada ulteriormente le ferrovie: si riduce il personale a scapito della qualità, aumenti dei prezzi di oltre il 60% e chiude una grande parte delle linee. Soprattutto dalle parti di Argos-Tripoli-Kalamata . Diversi milioni di euro furono investiti, sostanzialmente per peggiorare i servizi.

E oggi non ci sono treni in Grecia. Quando si contabilizzano solo gli utili o le perdite, i sostenitori delle privatizzazioni dimenticano che le ferrovie sono prima di tutto un servizio per i cittadini.

Un servizio pagato da generazioni di contribuenti greci. C’è stato un tempo in cui in Grecia sono stati nazionalizzati debiti privati ma oggi c’è un tentativo di privatizzare il profitto che i cittadini possono godere attraverso i servizi pubblici. Cosa hanno fatto le imprese private che investirono in questo settore al fine di acquistare ad un prezzo molto più basso rispetto al suo valore? Nulla.

Buona privatizzazione a tutti.

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