07 novembre 2015

Hanno massacrato la Grecia, ma si calano le brache con il Regno Unito

Hanno massacrato la Grecia ma si calano le brache con il Regno Unito

Gli amichetti del quartierino, Wolfgang Schäuble, ministro delle finanze tedesco nonché nuovo papabile alla cancelleria, e George Osborne, segretario di stato del Regno Unito, si sono incontrati lo scorso lunedì sera a cena, ironia della sorte in un ristorantino italiano di Berlino, per parlare di come riscrivere i trattati europei a loro uso e consumo. Chissà seSchäuble ha pagato con la carta di credito della Merkel e cosa ha scritto sul resoconto dello scontrino: “pizzata per cambiare i trattati unilateralmente“?

Il punto è che Londra minaccia di uscire se non le verrà garantito che non dovrà pagare una sola sterlina per i casini della zona euro e se le società finanziarie della City non saranno discriminate dall’appartenenza a un’area valutaria diversa. Cameron vuole, insomma, che i trattati siano riscritti per esplicitare chiaramente che il club dell’Unione Europea è “una unione a molte valute” e per introdurre strumenti ben definiti per abbandonare l’Unione Europea qualora le cose si mettessero male. La nuova formulazione voluta da Londra deve rendere evidente che alcuni stati – tra cui il Regno Unito – potrebbero non unirsi mai al nucleo interno dell’Eurozona, che invece potrebbe proseguire con una integrazione più stretta, per i fatti suoi. 

Dal rigore inflessibile teutonico, quello che ogni giorno apre il fondoschiena a coloro che mettono in discussione l’eurozona, quello del dogma dell’irreversibilità assoluta dell’euro, ci si aspetterebbe un “nein!” secco. E invece martedì, il giorno dopo, nel corso di una conferenza organizata da BDI (la voce dell’industria tedesca), davanti ai pezzi grossi del business e dell’industria, Angela Merkel ha benedetto l’incontro tra Schäuble e Osborne e tirato la volata al successivo intervento dell’inglese.

Le sue parole sono state: “Dove vi siano giustificate preoccupazioni – sia che si parli di competitività che di un funzionamento migliore dell’Unione Europea -, le preoccupazioni inglesi sono le nostre preoccupazioni“.
E poi ha aggiunto: “L’Europa di oggi non è più un Europa a una sola velocità“.

Quindi in Italia non siamo neppure autorizzati a ratificare per via parlamentare la decisione di salvare la Grecia, come invece ha fatto il Bundestag, mentre Cameron e la Merkel si possono accordare unilateralmente addirittura per cambiare i trattati costitutivi dell’Europa stessa, quelli per cui milioni di cittadini europei hanno versato sangue e lasciato a terra diritti.

E Sandro Gozi, il delegato di Renzi agli affari europei (come se gli “affari europei” fossero una cosa secondaria, di poco conto, e non fossero invece ormai la sola ragione per cui si fa qualunque legge) cosa dice? Forse solleva qualche dubbio? Forse tira fuori un senso residuo di rappresentatività verso gli elettori italiani e mette sul piatto un carico da venti, come le nostre richieste da includere nella riscrittura dei trattati? Interrogato dal Financial Times, chiosa: “Crediamo anche noi che l’Unione Europea vada riformata. Dobbiamo pensare a un nuovo modo di essere membri“. Bene – uno dice – vuoi vedere che finalmente hanno capito che l’integrazione forzata, politica, fiscale, monetaria, a colpi di antidemocratiche cessioni di sovranità, è un boomerang, prima ancora di essere un crimine? Macché! Aggiunge Gozi: “Non bisogna forzare nessuno ad andare avanti verso un’unione ancora più stretta, ma non bisogna fermare quei paesi che vogliono muoversi in quella direzione“. Provate a immaginare quali saranno i paesi che “vogliono muoversi in quella direzione” (senza peraltro averlo chiesto ai loro cittadini).

Quindi avremo gente furbacchiona che si tiene fuori dai guai ma pretende di avere tutti i vantaggi a livello di libera circolazione di mercato rispetto a quelli che i guai se li accollano, e avremo gente costretta ad accollarsi i guai senza avere vantaggi. E mentre su una dilazione nei pagamenti dovuti dalla Grecia, o sullo sforamento del limite del 3% per gli investimenti, l’Europa della Merkel, di Schäuble e della Commissione Europea si è dimostrata inflessibile e arrogante, per chi vuole addirittura cambiare i trattati per garantirsi tutti i benefici, mettendo per iscritti che può andarsene quando vuole, la UE e la Germania si calano le brache senza dignità.

E’ questa gente qui, che ci fa la morale. E’ per cose come questa, che la politica italiana vi chiede sempre nuovi sacrifici. E’ questo il “ce lo chiede l’Europa”.

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