09 novembre 2015

Come usa i soldi la Chiesa?

Come usa i soldi la Chiesa?

- di Don Salvatore Lazzara -

Menzogna e ipocrisia. L’operazione di lancio dei due libri di Gianluigi Nuzzi (Via Crucis) e Emiliano Fittipaldi (Avarizia) che contengono documenti relativi alle finanze in Vaticano, è anzitutto una grossa menzogna. Perché l’immagine che si vuole far passare è quella di una Chiesa marcia contro cui combatte stoicamente papa Francesco, eroe solitario. È certo un approccio coerente con la narrazione che i principali quotidiani italiani – ormai costituitisi in cartello (dicono tutti le stesse cose allo stesso modo) – stanno facendo da tempo. Ma questa è una lettura caricaturale, addirittura “diabolica” l’ha definita ieri il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. «Il Papa non è assolutamente solo – ha detto Bagnasco – è circondato e sostenuto cordialmente, affettuosamente, lealmente da tutti i vescovi. Per questo non ho nessuna preoccupazione circa questa immagine di divisione che si vuole accreditare presso l’opinione pubblica per creare ulteriore disorientamento».

Non è molto chiaro chi trama contro chi. Per raccontare Vatileaks 2 la narrazione del complotto ha molti estimatori, ma non è proprio calzante. Giornali e TV, salvo poche eccezioni, si sono orientati decisamente sull’ermeneutica della “vecchia guardia”che resiste alle riforme del Papa venuto dalla fine del mondo. Tuttavia, leggendo i due libri appena pubblicati, Papa Francesco ne emerge come un grande moralizzatore per una corte indegna. Se ci sono i fantomatici “volponi di curia” impegnati a screditare il Papa, non brillano certamente per acume. Qualcuno fa esercizio di “ermeneutica cospirativa” e mette insieme Vatileaks 2 con il coming-out dell’ex mons. Charamsa, la lettera dei 13 cardinali al sinodo, Vatileaks 1, e la presunta bufala della malattia del Papa. E’ perfino banale dire che si tratta di cose molto diverse tra loro. Il polverone alzato a causa del tradimento, ha avuto inizio con l’arresto di due illustri collaboratori della Santa Sede nominati da Francesco. Dunque, appare agli occhi dell’opinione pubblica una strategia orchestrata ed elaborata ad arte dai soliti media che contano o meglio che amoreggiano con il potente di turno, per ottenere popolarità e plauso. Per sostenere il Santo Padre nell’opera di pulizia, (siamo sicuri che il Papa ha bisogno del loro aiuto?), hanno dichiarato di supportarlo, mettendo in cattiva luce eventi e fatti ormai risaputi, per usarli come “prova” per “accelerare” il “lavoro di riforma” del Pontefice, contro una gerarchia cattolica cattiva e lontana dagli ideali evangelici. Dunque il “vescovo venuto dalla fine del mondo”, solo contro tutti! Ma come diceva qualcuno: “fatemi il piacere!…”. Il Successore dell’Apostolo Pietro, non è solo, o peggio isolato nel bel mezzo di una fossa di leoni affamati di potere e denaro; la Chiesa lo sostiene nella preghiera e lo accompagna con fedeltà e Amore.

Ma nei due libri, oltre a tante cose già conosciute e scritte negli anni, ci sono anche menzogne specifiche, come dimostra ilduro quanto preciso comunicato diffuso ieri sera dal Segretariato per l’economia, il super-ministero guidato dal cardinale australiano George Pell. Nei libri in oggetto, il capitolo riguardante il cardinale Pell è certamente il più delicato, perché il porporato australiano è già nel mirino dei progressisti per le sue posizioni a difesa dell’ortodossia e qui viene di fatto descritto come uno scialacquatore. Chiamato a Roma per riportare ordine e mettere sotto controllo le finanze vaticane si sarebbe dato – secondo i suggeritori di Nuzzi & Fittipaldi – alle spese pazze: mezzo milione di euro bruciati in pochi mesi (tra viaggi in business class e spese in casa), cosa che avrebbe profondamente addolorato il povero papa Francesco.

Ma forse più ancora della menzogna è insopportabile l’ipocrisia: dei vaticanisti, ad esempio, che fingono stupore per la scoperta del “corvo” Francesca Chaouqui quando della sua disinvoltura nel far circolare notizie – anche false – si sapeva ormai anche a centinaia di chilometri da piazza San Pietro. E nessuno in questi due anni, che abbia avuto il coraggio di chiedere come mai una persona accompagnata da così cattiva fama fosse finita a controllare carte riservate della Santa Sede. E ancora: l’ipocrisia di chi scrive libri in cui si fa finta di scandalizzarsi delle spese della Curia vaticana, sapendo di poterne così ricavare qualche milioncino di euro. E soprattutto l’ipocrisia di chi usa un finto scandalo (le cose scritte nei libri erano in gran parte già abbondantemente note) per ricavarne vantaggi in una partita ecclesiale che ha a tema non l’economia ma la missione stessa della Chiesa. Ancora non ho visto i nuovi moralizzatori che si stracciano le vesti per l’uso degli immobili e delle finanze vaticane versare o aiutare i poveri di cui sono diventati paladini (per approfondire la notizia clicca qui e qui).


Quello dei soldi della Chiesa è un tema che ritorna a più riprese nel dibattito mediatico. Si sente spesso parlare di patrimoni sconfinati, più o meno realistici, e di gestioni opache del denaro. Meno spesso ci si prende la briga di calcolare il contributo sociale (ed economico) che la maggior parte delle attività legate alla Chiesa mette a disposizione del bene comune. Cerchiamo qui di raccogliere alcuni dati significativi. Partiamo dal bilancio della Santa Sede:

Ogni anno è possibile conoscere il bilancio consuntivo del Vaticano, per esempio nel 2009 le entrate sono state di circa 250 milioni di euro e le uscite di circa 254 milioni di euro. Nel 2011 c’è stato un disavanzo di quasi 15 milioni di euro. Cifre che potrebbero impressionare, ma per avere un punto di riferimento, John Allen, noto vaticanista del NCR cita l’Università di Harvard che con i suoi 20.000 studenti ha un bilancio di 3,7 miliardi di dollari (circa 2,8 miliardi di euro), cioè 11 volte il bilancio Vaticano. Per quanto riguarda lo Ior, l’istituto bancario senza fini di lucro nato nel 1942, recentemente abbiamo fatto notare come il suo intero patrimonio, che raggiunge i 6 miliardi di euro, sia meno della metà del patrimonio dell’uomo più ricco d’Italia. Oltre al fatto che di questi 6 miliardi solo una parte è di proprietà del Vaticano, il resto appartiene a ordini religiosi, diocesi e altri movimenti e organizzazioni cattoliche.

Nel mondo-. In giro per il mondo è noto che la Chiesa porta avanti non soltanto attività religiose o di culto ma anche numerose iniziative di tipo sociale. A questo proposito è utile osservare quale sia l’impatto economico di queste attività. In particolare in ambito sanitario la Chiesa si occupa del 26% di tutti i servizi sanitari nel mondo, come ha riportato l’Unaids, un’agenzia Onu che si occupa di lotta all’Aids, in un suo documento del 2004.

La Caritas internationalis nel 2011 ha svolto programmi internazionali in risposta emergenze umanitarie in favore di più di 2 milioni di persone spendendo 1,3 miliardi di euro e altri 600 milioni per la lotta alla povertà nei diversi paesi. Solo la metà di questi soldi arriva da aiuti internazionali, il resto proviene da donazioni private. Per fare qualche esempio nel gennaio 2011 a seguito di forti monsoni in Sri Lanka che hanno lasciato migliaia di famiglie senza una casa, la Caritas ha dato da mangiare a 15.000 persone oltre a fornire di razioni alimentari 270.000 famiglie, o in Pakistan dopo un’inondazione nell’agosto 2011 la Caritas ha predisposto tende per 8.171 famiglie e ha assistito 250.000 pazienti in centri sanitari. Il Segretariato generale della Caritas, ente che ha sede in Vaticano e che coordina l’attività di tutte le sezioni locali, ha un bilancio di circa 3 milioni di euro.

In Italia-. In Italia la Chiesa riceve con i contributi dell’8xmille circa un miliardo di euro e restituisce almeno 11 miliardi in beni e servizi, ad esempio solo le parrocchie in ambito sociale forniscono aiuti per almeno 260 milioni di euro all’anno (per vedere le singole attività sociali clicca qui). Sempre in Italia è da notare che circa il 70% del patrimonio artistico è di carattere religioso. Su circa 95.000 chiese, ben 85.000 sono ritenute un bene culturale, così come 1.535 monasteri, 3.000 complessi monumentali, 5.500 biblioteche, 26.000 archivi, 700 collezioni e musei ecclesiastici e migliaia di opere pittoriche e scultoree. Negli ultimi anni la Cei ha destinato ogni anno tra i 63 e i 68 milioni di euro alla tutela e il restauro dei beni culturali ecclesiastici.

In Spagna-. Anche la Chiesa in Spagna con l’8xmille “spagnolo” realizza molto più di quanto riceve assistendo ogni anno più di 3,5 milioni di persone (circa l’8% della popolazione del paese) in circa 4.900 centri (tra ospedali, case per anziani, centri per emigranti, ecc). Nel 2012 la Conferenza episcopale spagnola ha stanziato 5 milioni di euro alla Caritas per i servizi assistenziali. In generale le attività della Chiesa spagnola procurano entrate economiche notevoli come ad esempio le celebrazioni della Settimana Santa, considerate in 39 località iniziative di Interesse Turistico Nazionale 15 delle quali di Interesse Turistico Internazionale. Ad esempio la Settimana Santa di Cordova, apporta al territorio ogni anno un’attività economica di 42 milioni di euro, mentre quella di Siviglia raggiunge i 240 milioni di euro. Il noto Cammino di Santiago supera i 1.485 milioni di euro (nel 2010 sono stati registrati 270.818 pellegrini di cui solo il 5% non era spinto da motivi religiosi).

Negli USA-. Negli USA, secondo i dati riportati dall’Economist, la Chiesa americana è la più grande organizzazione caritativa del paese. Si contano 630 ospedali cattolici (l’11% del totale), oltre a 6800 scuole e 244 tra college e università. Le iniziative cattoliche di assistenza degli USA danno impiego a 65mila persone e raggiungono più di 10 milioni di persone. Nel 2010 hanno investito al servizio dei poveri 4,7 miliardi di dollari.

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