06 novembre 2015

CLAMOROSO, IL PAPA SFANCULA RENZI! LO CONSIDERA INETTO COME MARINO: ECCO LO SGARBO DI FRANCESCO AL CODARDO DI FIRENZE


Non ho mai avuto tanti ‘amici’ come adesso. Tutti sono amici del Papa”. Jorge Mario Bergoglio l’aveva fatto capire in tempi non sospetti, con un’intervista alla radio argentina Fm Millenium lo scorso 14 settembre: le continue attenzioni nei suoi confronti dei personaggi pubblici non gli piacciono, sono diventate troppo invadenti. Regali, strette di mano, selfie e foto di rito varie in compagnia dei politici hanno cominciato davvero a dargli noia. Di recente, il pontefice aveva espresso in modo clamoroso il suo fastidio nei confronti dell’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino (“Non è stato invitato a Filadelfia né da me, né dagli organizzatori”). Stavolta, l’ha fatto sapere niente meno che al presidente del Consiglio.
MARTEDÌ 10 NOVEMBRE Bergoglio sarà a Firenze, trent’anni dopo l’ultima visita di un Papa nel capoluogo toscano (Giovanni Paolo II nel 1986). A Matteo Renzi era sembrata un’occasione naturale per comparire con la sua famiglia vicino al Santo Padre, proprio nella sua città, tra la sua gente. D’altro canto la propaganda iconografica del premier è uno degli aspetti più curati della sua comunicazione politica, scandita a ritmo incessante dagli scatti del fotografo di Palazzo Chigi, Tiziano Barchielli, e dai tweet del portavoce Filippo Sensi, tra discorsi alle Nazioni Unite, corsette a Cuba e altre #cosedilavoro.
Renzi però non ha fatto i conti con Bergoglio. Il Vaticano ha fatto capire molto chiaramente alla Presidenza del Consiglio che la sua presenza a Firenze non è necessaria. Anzi, non è proprio gradita. Con un certo imbarazzo, è stato comunicato che nella visita pastorale fiorentina – che non è un incontro di Stato – l’intervento del presidente del Consiglio non è previsto. In questi casi, generalmente, partecipano al massimo il sindaco e gli amministratori locali.
Il programma toscano di papa Francesco è pieno di impegni: il pontefice arriva martedì mattina a Prato, prima di raggiungere Firenze in elicottero, attorno alle 9 e 15. Il primo appuntamento fiorentino è in piazza del Duomo. Nella Cattedrale, Bergoglio incontrerà i delegati del quinto Convegno Ecclesiale Nazionale. Alle 11:30 è previsto l’Angelus nella basilica della Santissima Annunziata, da qui raggiungerà la Caritas e infine il grande evento: la messa allo stadio Artemio Franchi inizia alle 15 e un quarto. L’impianto sarà riempito fino all’orlo, sono previste circa 52 mila persone. I biglietti, gratuiti, sono distribuiti nelle parrocchie cittadine: chi non riesce a prendere il tagliando può seguire la messa nei maxischermi allestiti in diverse piazze e allo stadio Ridolfi (vicino al Franchi).
Renzi sperava di ritagliarsi uno spazio per incontrare Bergoglio al Duomo, prima, e poi seguire la messa allo stadio della sua squadra del cuore. Con lui, ci sarebbero stati la moglie Agnese e i tre figli. La freddezza del Vaticano ha intralciato i suoi piani. Ora al presidente del Consiglio non resta che decidere se rinunciare del tutto, o mescolarsi ai suoi concittadini come un semplice fedele.
L’ULTIMA VOLTA che Renzi e famiglia hanno avuto un incontro col pontefice è stata poco meno di un anno fa. Il 13 dicembre 2014 il premier, Agnese e i figli sono stati ricevuti in Vaticano per un’udienza ufficiale, a cui hanno partecipato anche gli altri ministri del governo. Dopo un colloquio privato di 30 minuti con Bergoglio, il Papa ha pronunciato un solenne discorso sulla famiglia. Era il quarto incontro tra i due e la seconda visita del premier al Santo Padre. Poi più nulla. In mezzo, c’è stato lo sfogo di Bergoglio sui troppi “amici” che lo circondano e l’inconsueta invettiva nei confronti dell’ex sindaco di Roma. Il fastidio di Francesco era stato ribadito anche da monsignor Vincenzo Paglia, nella telefonata “rubata” dalla Zanzara: “Marino si è un po’ imbucato – aveva detto il prelato, ironia della sorte, proprio a un imitatore di Matteo Renzi – ed è stato molto insistente per vedere papa Francesco, in giro con quella fascia… il Papa era imbestialito”. Renzi, quello vero, forse non lo ha ascoltato.
Tommaso Rodano E Carlo Tecce | il Fatto Quotidiano
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