05 novembre 2015

ASSE BERLINO-MOSCA. E adesso Washington trema!


La Germania sta rafforzando le sue relazioni con la Russia. Il vice cancelliere nonché ministro federale per gli affari economici e per l’energia, Sigmar Gabriel, ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin a Mosca. Lo scopo ufficiale era quello di discutere accordi commerciali bilaterali, ma siccome il commercio è vincolato dalle sazioni UE alla Russia, l’incontro suggerisce che Berlino stia cercando un modo per modificare, o perfino rimuovere, le misure punitive contro Mosca. Tuttavia, una simile decisione creerebbe probabilmente delle frizioni tra la Germania e la maggior parte dei paesi dell’Europa centrale e dell’Europa dell’est. Questo è il motivo per cui Berlino non è ancora pronta a dichiararlo ufficialmente.

Non è del resto un caso che proprio a Berlino, lo scorso 10 ottobre, si sia tenuta una manifestazione con 250 mila partecipanti contro il TTIP, l’accordo di libero scambio commerciale che creerà un blocco unico con gli USA, voluto da Washington per svuotare il potere dei Brics al Wto e tornare al centro dell’economia mondiale. E forse non è neppure un caso che gli incontri tra i leader tedeschi e quelli russi si siano intensificati dopo lo scandalo Volkswagen, che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica tedesca e che è partito proprio dagli Stati Uniti. E se vogliamo dirla tutta, forse non è neppure un caso che i tre eurodeputati che l’anno scorso hanno fatto uscire le prime indiscrezioni sui negoziati supersegreti del TTIP fossero proprio tedeschi, appartenenti al gruppo politico dei verdi.

Se vogliamo vederla solo dal punto di vista meramente economico, le esportazioni verso Mosca, nella prima metà di quest’anno, si sono ridotte del 31,5% rispetto all’anno precedente. La Russia, certo, è solo tredicesima nella lista dei paesi verso i quali Berlino esporta, ma di questi tempi, nei quali la ripresa europea è ancora fragile e la crescita cinese rallenta, probabilmente è utile diversificare l’export il più possibile. Le sanzioni UE alla Russia rendono molto complicato per i tedeschi esportare i loro beni. In più, la Germania e la Russia avevano già deciso congiuntamente di accrescere i loro rapporti commerciali prima della crisi. Parliamo di treni, industrie chimiche e altri progetti che aspettano di essere realizzati.

La Germania sta inoltre cercando di migliorare i suoi legami con la Russia nel settore dell’energia. Lo scorso 8 ottobre, Gabriel ha incontrato il numero uno di Gazprom a Berlino, per discutere di nuove infrastrutture comuni per il gas naturale. Si è parlato anche dell’espansione del Nord Stream Pipeline. La Germania è il più grande consumatore di gas naturale russo e questo costringe Berlino ad assicurarsi che le compagnie energetiche tedesche e russe possano continuare a cooperare, ma spinge i tedeschi anche a contenere l’influenza di Putin nell’Europa centrale e nell’Europa dell’est, per fare in modo che la Russia continui a fornire gas naturale a prezzi accettabili.

La popolarità della Merkel è in declino, per via dell’affair profughi. Si vocifera che Wolfgang Schäuble, il pittbull scatenato contro la Grecia, possa essere il prossimo cancelliere (ex capo dei servizi segreti di Berlino, uomo tendenzialmente meno ricattabile). Teoricamente filoamericano ma nei fatti, prima di tutto, tedesco, il che significa sostenitore degli interessi dei suoi esportatori connazionali. Fra tre mesi la UE deciderà se continuare con le sanzioni nei confronti di Putin. A quel punto, probabilmente, i giochi si faranno palesi.

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