20 novembre 2015

Assad: “Hollande mi vuole cacciare? Si vergogni”

Assad: “Hollande mi vuole cacciare? Si vergogni”

Non si smorzano le tensioni sull’asse Parigi-Damasco. Nei giorni scorsi Francois Hollande aveva definito Bashar al Assad “parte del problema” in Siria. Secca è arrivata la replica del rais, intervistato dalla rivista francese Valeurs Actuelles. “Hollande è stato indicato dal popolo siriano per parlare a suo nome? – si è chiesto -. Un cittadino francese accetterebbe che qualsiasi altro politico nel mondo sostenesse che il presidente Hollande non debba essere il presidente francese? Non sarebbe un’umiliazione per il popolo francese? Noi la vediamo allo stesso modo. E’ un’umiliazione per il popolo siriano quando dice una cosa del genere”.

Per Assad “è una vergogna per qualcuno che rappresenta il popolo francese fare e dire qualcosa che è contro i principi della Repubblica francese, orgogliosa delle sue tradizioni e dei principi della rivoluzione francese”. Quindi, ha aggiunto, “Hollande si deve vergognare” di provare a “umiliare un popolo come quello siriano, che ha una civiltà e una storia lunga migliaia di anni. Questa è la mia reazione. Penso che (Hollande, ndr) non influenzerà i fatti in Siria, perché i fatti non saranno influenzati da certe dichiarazioni”.

Se poi la Francia pensa di “sostenere il popolo siriano in materia di democrazia e libertà, farebbe meglio a occuparsi prima del popolo saudita. Se hai un problema con la democrazia nello Stato siriano come puoi avere buone relazioni e amicizia con i peggiori Stati al mondo, con i paesi più sottosviluppati, che sono l’Arabia Saudita e il Qatar? Con questa contraddizione si perde credibilità”. Secondo Assad, il problema è che “oggi la politica francese non è indipendente da quella americana. Spero che ci sarà un cambiamento politico in Francia, che innanzitutto la riporti ad avere un atteggiamento realistico, indipendente e amichevole rispetto al Medio Oriente e alla Siria. E che la porti a stare alla larga dal metodo e dal doppio standard dell’America”.

Per combattere il terrorismo, ha sottolineato, “prima di tutto c’è bisogno di serietà”. E su un eventuale collaborazione con la Francia in Materia ha risposto: “Non perderemo il nostro tempo a cooperare con un paese, un governo o un’istituzione che supporta il terrorismo. Bisogna innanzitutto cambiare la propria politica, usare un unico standard e non tanti standard diversi. E bisogna essere parte di un’alleanza con paesi impegnati solo a combattere il terrorismo e non con paesi che al tempo stesso sostengono il terrorismo e lo combattono. E’ una contraddizione”.

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