02 novembre 2015

Appartenere alla società come essere umano, no come schiavo..... consumatore!



Dopo aver letto Karl Marx, trovo in tutto ciò una parte di me stesso e la mia insofferenza al sistema capitalistico, con l'aiuto della propaganda TV a indurci al consumismo sfrenato, e di conseguenza a una produzione di prodotti di bassa lega, tornando allo "Schiavismo" intensificando la produzione con la stesso numero di ore di lavoro. Il capitale umano è precario, sostituibile da tecnologie avanzate, e se non bastasse la forza lavoro la si puo ottenere a costi minimi, "vedi paesi emergenti".
Ci sentiamo obbligati ad acquistare, a fare i regali di Natale, di compleanno, a vestirci firmati, a desiderare macchine di lusso o andare in vacanza dove vanno tutti, perché se non lo facciamo ci sentiamo a disagio in quanto stiamo rompendo le regole della società.
La crisi poi non ha fatto altro che accentuare la paura di non poter più essere socialmente integrati: chi non lavora o non può più acquistare per dimostrare a se stesso e agli altri di aver diritto ad un posto nel gruppo, si sente a disagio e vive nella paura.
Perché non riusciamo ad essere felici all'interno della società capitalista: dipendiamo da essa come si dipende dall'eroina, cioè non ne possiamo fare a meno, ma allo stesso tempo, per farne parte dobbiamo per forza diventarne schiavi, cioè lavorare e consumare per tutta la nostra vita, perché queste sono le sue regole. L'aspetto più inquietante risiede però nel fatto che, anche se seguiamo diligentemente la sue regole, all'interno della società non riusciremo mai a sentirci importanti, resteremo sempre anonimi e sostituibili. Tutto questo ci condanna ad un perenne stato di disagio sociale. Tutti ne soffriamo e non possiamo liberarcene, a meno che non cambiamo radicalmente la nostra vita. Il consumismo è un fenomeno economico-sociale tipico delle società industrializzate che consiste nell’acquisto indiscriminato di beni di consumo da parte della massa, suscitato ed esasperato dall’azione delle moderne tecniche pubblicitarie, per lo più inclini a far apparire come reali bisogni fittizi, al solo scopo di allargare continuamente la produzione.

Enzo Vincenzo Sciarra
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