27 ottobre 2015

Truffatori di Stato


Gli affari d'oro dei dipendenti pubblici: il settore dove è più diffuso il malaffare è quello della gestione del patrimonio statale. Ma anche la sanità non scherza: consulenze, appalti e stipendi gonfiati del personale dell'A

Le ultime tre operazioni della Guardia di finanza hanno come teatro la Basilicata. Il 31 luglio sono stati segnalati alla procura regionale della Corte dei conti 26 amministratori del comune di Potenza per un danno erariale di 17 milioni di euro relativo alla cattiva gestione del servizio di trasporto pubblico cittadino.


Il 2 settembre sono state segnalate altre 10 persone, amministratori della Acquedotto Lucano spa, per aver costituito un'inutile società incaricata di progettare opere legate al sistema idrico regionale: lavori che la capogruppo avrebbe potuto gestire in proprio evitando un ammanco di oltre 5 milioni di euro. E il 9 settembre è stato scoperto un ulteriore danno erariale di 2 milioni di euro legato alla progettazione del nuovo ospedale unico di Lagonegro, ancora in provincia di Potenza. Fondi pubblici percepiti indebitamente. Irregolarità nell'affidamento di appalti. Doppi pagamenti nei servizi e nelle forniture. Cattiva gestione del patrimonio immobiliare pubblico. Affidamento di consulenze esterne inutili e costose. E ancora. Attrezzature sanitarie acquistate e mai utilizzate. Dipendenti che si danno malati mentre in realtà lavorano a tempo pieno per ricche Onlus. Corsi di formazione finanziati con denaro pubblico e fatti pagare anche se dovevano essere gratuiti. L'elenco è sterminato. Perché la fantasia criminale dei cattivi amministratori pubblici fotografata dalle operazioni della Guardia di finanza non conosce limiti.
SE
I MILIARDI DI DANNO ERARIALE

Abusi, sprechi, truffe, ruberie, corruzione. E voragini nei bilanci degli enti pubblici scavate da funzionari e manager pagati con i soldi dei contribuenti. Nei 18 mesi che vanno da gennaio 2014 a giugno 2015 il danno erariale calcolato dalle Fiamme gialle sfiora i 6 miliardi di euro che i responsabili saranno chiamati a risarcire. Basterebbe recuperare tutta questa montagna di quattrini per coprire il taglio dell'Imu. La Guardia di finanza ha un compito fondamentale nella tutela della spesa pubblica e nella lotta alle tante forme di frode e spreco delle risorse della collettività. Questo obiettivo è svolto in collaborazione con le articolazioni regionali della magistratura contabile. Il risultato di questa attività di controllo e repressione regala uno spaccato di un'Italia che non cambia mai, di un'amministrazione pubblica che non riesce a combattere efficacemente corruzione e abusi al proprio interno. Anzi, il fenomeno è in continua crescita nonostante i controlli, i tagli ai fondi pubblici decisi dai vari governi e l'onda crescente di ostilità dei cittadini verso ogni forma di spreco e saccheggio dei beni pubblici.

OLTRE 16MILA PERSONE SEGNALATE

Nell'ultimo anno e mezzo sono 3.565 gli interventi eseguiti, mentre i soggetti segnalati dalla Gdf alla Corte dei conti sono stati 16.461, secondo i dati forniti dalle stesse Fiamme gialle. Il danno erariale accertato è pari a 5.730.603.562 euro. Di questa somma gigantesca, oltre 2 miliardi 600 milioni sono relativi al 2014 e il resto (3 miliardi abbondanti) si riconduce ai primi sei mesi del 2015. L'aumento è di circa il 13 per cento che a fine anno potrebbe incrementarsi ulteriormente.

Il fenomeno sembra inarrestabile. Perché l'allargamento del danno patrimoniale va di pari passo con la crescita delle operazioni repressive: 2.275 nel 2014 e 1.290 nel primo semestre 2015, il che lascia prevedere che al 31 dicembre gli interventi della Gdf potrebbero superare i 2.500. Il settore dove il malaffare dei colletti bianchi è più diffuso è quello della gestione del patrimonio pubblico. A Napoli, per esempio, la mancata messa in funzione dei depuratori idrici e le inefficienze connesse alla gestione delle acque reflue ha provocato un danno di 53 milioni di euro. E sempre nel Napoletano è clamoroso il sequestro di beni per 6 milioni di euro all'ex commissario straordinario per gli scavi di Pompei. Non bastano i crolli e gli scioperi selvaggi per distruggere l'area archeologica: approfittando dell'emergenza, il funzionario ha usato quei soldi per il Teatro grande sottraendoli ad altre opere di sicurezza e restauro.

Nell'insieme in questo settore l'erario ha patito un pregiudizio di 1 miliardo 136 milioni di euro in 18 mesi. Nel 2013 la somma accertata era stata enormemente inferiore: 185.905.104 euro. Significa che le maglie dei controlli si sono allentate e che il groviglio inestricabile delle procedure burocratiche nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico favorisce il malaffare ogni anno che passa.

LA SANITÀ SACCHEGGIATA

Anche la spesa sanitaria è costantemente bersagliata dalle frodi di persone chiamate ad amministrarla: il danno erariale accertato supera gli 800 milioni, di cui oltre la metà relativi ai primi sei mesi del 2015. Macchinari di cura comprati e mai utilizzati, appalti truccati, medici che in orario di lavoro si sono assentati (senza timbrare il cartellino in uscita) per operare in strutture private o che hanno violato l'obbligo di esclusività. A Cosenza si distribuivano a pioggia nomine e consulenze esterne per un danno di 700mila euro. A Vibo Valentia gli stipendi del personale dell'Azienda sanitaria sono stati gonfiati di 3,5 milioni di euro sotto forma di indennità accessorie non dovute. Gli illeciti non conoscono differenza di latitudine. Se l'Asl di Napoli ha gettato 32 milioni di euro perché per anni tutti i fornitori hanno ricevuto pagamenti doppi, ecco che a Gallarate (Varese) sono stati sequestrati 2,5 milioni di euro e denunciate 6 persone per appalti sospetti nell'ambito dell'operazione «Clean hospital». Sono 2.325 i soggetti (operatori e manager della sanità) complessivamente segnalati dalle Fiamme gialle nell'ambito sanitario.

LE TRUFFE DEI CONTRIBUTI

Ma tra quanti danneggiano i beni e i bilanci pubblici, accanto agli amministratori e dipendenti dello stato e degli enti periferici, compaiono anche i cittadini e le organizzazioni senza fini di lucro (a parole) che ricevono denaro sotto forma di contributi o sovvenzioni a vario titolo e lo utilizzano in modo difforme dallo scopo per cui l'hanno ottenuto. A Messina, per fare un caso, è stata scoperta una truffa di 47 milioni di euro per corsi di formazione finanziati e tuttavia fatti pagare da associazioni che soltanto nello statuto sdegnavano i fini di lucro. In Sardegna, a Iglesias, una società che gestiva officine di carrozzeria falsificava i bilanci con fatture false per ottenere aiuti dalla regione: il danno accertato è di 3 milioni di euro. Somme astronomiche anno dopo anno, segno di abitudini che non cambiano e anzi si consolidano. La Guardia di finanza ha accertato danni erariali per 406,8 milioni nel 2013, 433,5 milioni nel 2014 e 257 milioni nel primo semestre 2015: se l'andamento fosse confermato, alla fine di quest'anno si potrebbe sfondare il tetto dei 500 milioni. Evvai con le ruberie a carico dei contribuenti.

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