06 ottobre 2015

Rispetto e delicatezza per le persone omosessuali, ma ribadito il “no” ai matrimoni gay

Rispetto e delicatezza per le persone omosessuali, ma ribadito il “no” ai matrimoni gay
LA RELAZIONE D’APERTURA DEL SINODO EVIDENZIA UNA LINEA CHIARA DELLA CHIESA CATTOLICA

«L’intento che perseguiamo è quello di annunciare con gioia e convinzione la “buona” novella sulla famiglia». Il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario del Sinodo, ha aperto così l’assemblea generale alla quale stanno prendendo parte 270 Padri Sinodali da tutto il mondo.

«In un momento in cui, come ha recentemente dichiarato il Santo Padre, la famiglia “è minacciata, forse come mai in precedenza, dall’interno e dall’esterno”, desideriamo “riproporre l’importanza e, soprattutto, la ricchezza e la bellezza della vita familiare”», ha aggiunto Baldisseri.

Nella relazione affidata al cardinale Peter Erdò, l’impegno del Sinodo sul rilancio della famiglia e della indissolubilità del matrimonio è stato netto. Come lo sono stati altrettanto il “no” al matrimonio tra persone omosessuali, e il “si” al confronto per la riammissione all’Eucaristia per i divorziati risposati.

UNIONE INDISSOLUBILE COME DONO
«Gesù stesso – afferma Erdò – riferendosi al disegno primigenio sulla coppia umana, riafferma l’unione indissolubile tra l’uomo e la donna, pur dicendo che “per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così” (Mt19,8). L’indissolubilità del matrimonio (“Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” Mt 19,6), non è innanzitutto da intendere come “giogo” imposto agli uomini bensì come un “dono” fatto alle persone unite in matrimonio».

LE VIRTU’ DELLA VITA MATRIMONIALE
Questo progetto di Dio sul matrimonio e la famiglia, prosegue il cardinale, «offre una possibilità di pienezza per la vita delle persone interessate anche oggi, malgrado la difficoltà che si riscontra nel mantenere gli impegni per sempre. Le virtù della vita matrimoniale e familiare sono, per esempio: «… rispetto e fiducia vicendevoli, accoglienza e gratitudine reciproche, pazienza e perdono (cf Papa Francesco, Udienza generale, 13 maggio 2015)». La famiglia ed il matrimonio sono stati redenti da Cristo (cf Ef 5, 21-32), restaurati ad immagine della Santissima Trinità, mistero dal quale scaturisce ogni vero amore. Questo implica allo stesso tempo che essi sono per i battezzati un dono ed un impegno speciale.


LA CONVERSIONE DEI DIVORZIATI RISPOSATI
Riguardo ai divorziati e risposati civilmente, evidenzia Erdò, «è doveroso un accompagnamento pastorale misericordioso il quale però non lascia dubbi circa la verità dell’indissolubilità del matrimonio insegnata da Gesù Cristo stesso. La misericordia di Dio offre al peccatore il perdono, ma richiede la conversione».

EUCARISTIA E VIA PENITENZIALE
Il peccato di cui può trattarsi in questo caso «non è soprattutto il comportamento che può aver provocato il divorzio nel primo matrimonio. Riguardo a quel fatto è possibile che nel fallimento le parti non siano state ugualmente colpevoli, anche se molto spesso entrambe sono in una certa misura responsabili. Non è quindi il naufragio del primo matrimonio, ma la convivenza nel secondo rapporto che impedisce l’accesso all’Eucarestia». Per valutare di riaccendere ad essa, Erdò spiega che «la così detta via penitenziale» è un espressione che «si usa in modi diversi. Detti modi necessitano di essere approfonditi e precisati».

“NO” AI MATRIMONI TRA PERSONE OMOSESSUALI
Sull’ attenzione pastorale verso le persone con tendenza omossessuale, il cardinale ricorda: «La Chiesa insegna che “non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”».

MASSIMO RISPETTO E DELICATEZZA
Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. “A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 4) (IL 130)».

PROGRAMMI PASTORALI PIU’ ATTENTI
Si ribadisce, dunque, «che ogni persona va rispettata nella sua dignità indipendentemente dalla sua tendenza sessuale. È auspicabile che i programmi pastorali riservino una specifica attenzione alle famiglie in cui vivono persone con tendenze omossessuali ed a queste stesse persone (cf IL 131)». Invece, conclude Erdò, «”è del tutto inaccettabile che i Pastori della Chiesa subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso” (IL 132)».

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